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Si inaugura il S. Margherita, il nuovo Teatro di Salerno

Un sabato speciale per gli amanti del Teatro.

Si inaugura a Salerno, nei pressi dell’uscita della tangenziale al Rione de Gasperi Via F. D’Allora, il Teatro S. Margherita.

Un Lab-Teatro di novanta posti, lo start ufficiale alle ore 10,30 di sabato 7 dicembre.

Parteciperanno l’On. Piero De Luca, l’Assessore alle Politiche Sociali Nino Savastano, Il Consigliere Comunale Nico Mazzeo, Don Sabatino Naddeo parroco di S. Margherita, Lello Casella e Sabrina Tortorella rispettivamente direttore artistico e direttore tecnico del Teatro.

La giornalista Monica Di Mauro modererà l’incontro.

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Sarà presentato il cartellone della Stagione Teatrale 2019/20 all’interno del quale spiccano professionisti del teatro e dell’arte in genere.

Di concerto con l’Assessorato alle Politiche Sociali e con il Consigliere Mazzeo saranno allestiti laboratori per bambini, ragazzi e adulti.

Particolari attenzioni saranno destinate agli studenti e agli over 60.

Il Teatro S. Margherita si candida a diventare un polo attrattivo, per la zona orientale della città.

La Cittadinanza è invitata a partecipare.

A SALERNO apre un nuovo Teatro

Il Teatro S. Margherita laboratorio aprirà al pubblico il giorno 30 novembre alle ore 21 con lo spettacolo ‘E ccose ‘mpruvvisate… tentativo di messa in scena comica con musica in due atti.

Gaia Bassi, Lello Casella, Tonino Di Folco saranno gli interpreti del lavoro che sarà replicato anche domenica 1° dicembre alle ore 19,15.

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Insieme a loro Donato Lardieri e i musicisti Paolo Molinari e Ugo Rodolico.

La Regia è di Lello Casella, Sabrina Tortorella ha curato la Direzione Artistica, Scenotecnica Enzo Citro, Direttore di Scena Maria Luisa Pirri, Direzione Tecnica Ciro Casella.

Il Teatro, molto accogliente e civettuolo, situato nel cuore di Pastena all’uscita della tangenziale vuole essere un nuovo centro di arte e di aggregazione.

Lo spettacolo come dice chiaramente il titolo nasce da un’idea di improvvisazione che segna la rottura degli schemi classici del teatro tradizionale, scompare la cosiddetta ” quarta parete ” Senza ruoli predefiniti anche il pubblico può diventare parte   attiva ed essenziale della messa in scena.

Il testo è comico con accenni e citazioni di grandi commediografi del secolo scorso.

Le musiche dal vivo curate dai maestri musicisti Paolo Molinari e Ugo Rodolico.

Alcuni attori sono alle prese con le prove generali di uno spettacolo che andrà in scena il giorno dopo. Si cerca di approntare una messa in scena valida, il teatro sarà esaurito, ma non tutto sembra andare per il verso giusto e allora …

Il prodotto finale è esilarante. Lello Casella brillante caratterista e spalla di un comicissimo Tonino Di Folco che ritorna sulle scene dopo qualche anno sabatico, poi Donato Lardieri al debutto in un ruolo di grande impatto. Ritmo, musica e comicità sono gli elementi essenziali e non banali del lavoro.

Tutto questo impreziosito dalla presenza scenica dell’artista Gaia Bassi.

La Bassi nota al grande pubblico per essere stata protagonista con i grandi del circuito teatrale italiano tra i quali Massimo Ranieri, Sal Da Vinci, in fiction come Un posto al Sole.

Insomma vale la pena concedersi qualche ora di risate.

Il costo d’ingresso e di euro 10, si consiglia la prenotazione. Info al 3385884051

Debora Caprioglio al GIardino degli Aranci per Giffoni Teatro

AL GIARDINO DEGLI ARANCI LE DIONISIACHE CAPRIOGLIO E BOVOLI
Mercoledì 7 saranno le protagoniste dell’Anfitrione
Con Franco Oppini e Tonino Tosto per la regia di Livio Galassi
Giffoni Valle Piana, 5 agosto 2019 Terzo appuntamento con la stagione estiva di Giffoni Teatro, la 22esima organizzata dall’associazione omonima, in programma al Giardino degli Aranci fino al 23 agosto.
Riflettori puntati sul palco mercoledì 7 quando i protagonisti dell’Anfitrione saranno Debora Caprioglio e Franco Oppini con Tonino Tosto, Barbara Bovoli e la partecipazione straordinaria di Enzo Casertano nell’Anfitrione per la regia di Livio Galassi.
Lo spettacolo restituisce il gioco degli equivoci, della perdita d’identità, dei doppi, degli dei che si fanno umani: Giove assumerà le sembianze di Anfitrione e Mercurio quelle del servo Sosia (emblematico il nome). Al centro una donna, Alcmena (Barbara Bovoli), sempre accompagnata dalla sua serva Bromia (Debora Caprioglio). Nel corso della rappresentazione, “la trama si complica, si contorce, si arrovella – dichiara il regista Galassi -. Fino al più esilarante, inestricabile, parossismo che solo il deus ex machina riuscirà felicemente a dipanare”. Renderà tutto più suggestivo, la proiezione, su fondo bianco, di alcune ombre a cura di SilviOmbre. Essenziale e toccante anche la scenografia. Musiche di Luciano Francisci. I costumi sono invece di Annalisa Di Piero. L’aiuto regia e l’organizzazione sono di Ludovica Costantini.
INFO UTILI Lo spettacolo avrà inizio alle 21.30 al Giardino degli Aranci. Il costo del biglietto è di 16 euro. Informazioni, prenotazioni e prevendita: Associazione Giffoni Teatro tel. 339 4611502; www.giffoniteatro.itinfo@giffoniteatro.it. Biglietteria: via P. Scarpone n.1; www.go2.it. Botteghino del Teatro nei giorni di spettacolo ore 19.00 – 21,30.

Al via domenica 4 la XXII edizione

NOVE APPUNTAMENTI AL GIARDINO PER CELEBRARE 22 ANNI DI TEATRO

Domenica 4 agosto al via la stagione estiva
Con Luciano Capurro e la Compagnia Stabile del Salone Margherita arrivano “Le Stelle del Cafè Chantant”
In cartellone anche l’Anfitrione con le dionisiache Caprioglio e Bovoli
Quattro le date affidate alle compagnie stabili e tre al TeatroRagazzi

Giffoni Valle Piana, 2 agosto 2019 Una nuova estate al Giardino degli Aranci da trascorrere al fresco di Giffoni Valle Piana mentre sul palco si alternano i protagonisti del teatro, le giovani leve, le compagnie del territorio e i grandi rappresentanti della finzione scenica italiana. Si costruisce così la nuova edizione estiva di Giffoni Teatro, la 22esima organizzata dall’associazione omonima, presieduta da Mimma Cafaro, in programma da domenica 4 a venerdì 23 agosto.
Nove gli spettacoli in cartellone. Si parte dopodomani, domenica 4, con la Compagnia Stabile del Salone Margherita in “Le stelle del Cafè Chantant” con Anna Caso, Lucio Bastolla, Carla Buonerba e il Balletto Le Belle Epoque. La regia è di Luciano Capurro. Divertimento assicurato tra comicità, canzoni, balli, virtuosismi ispirati alle memorie di quel mondo scandito da piume, ventagli, cilindri e paillettes. In scena un revival della Belle Epoque dei primi anni del ‘900, e i primi Cafè Chantant che fecero storia e costume popolare nell’Italia post-unitaria. Lo spettacolo vuole essere un omaggio ad un genere che dedicò uno spazio alla canzone classica napoletana, vide muovere i primi passi della “Sciantosa” e divertì platee entusiaste con “la macchietta”.
Il giorno successivo, lunedì 5, il primo appuntamento con il TeatroRagazzi. Protagonista la Compagnia Stabile Felippo Sgruttendio de Scafato gruppo “Peppino De Rosa” in “Sogno di una notte di mezzia sbornia”, adattamento di una pièce tra le più esilaranti di De Filippo.

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LA CHICCA Riflettori puntati sul palco del Giardino mercoledì 7 quando i protagonisti saranno Debora Caprioglio e Franco Oppini con Tonino Tosto, Barbara Bovoli e la partecipazione straordinaria di Enzo Casertano nell’Anfitrione per la regia di Livio Galassi.
Lo spettacolo restituisce il gioco degli equivoci, della perdita d’identità, dei doppi, degli dei che si fanno umani: Giove assumerà le sembianze di Anfitrione e Mercurio quelle del servo Sosia (emblematico il nome). Al centro una donna, Alcmena (Barbara Bovoli), sempre accompagnata dalla sua serva Bromia (Debora Caprioglio). Nel corso della rappresentazione, “la trama si complica, si contorce, si arrovella – dichiara il regista Galassi -. Fino al più esilarante, inestricabile, parossismo che solo il deus ex machina riuscirà felicemente a dipanare”. Renderà tutto più suggestivo, la proiezione, su fondo bianco, di alcune ombre a cura di SilviOmbre. Essenziale e toccante anche la scenografia. Musiche di Luciano Francisci. I costumi sono invece di Annalisa Di Piero. L’aiuto regia e l’organizzazione sono di Ludovica Costantini.

IL PROGRAMMA Giffoni Teatro prosegue venerdì 9 con la Compagnia Tandem In “Hollwood è tutta un’altra cosa”, spettacolo di Maurizio D’Eramo per la regia di Ciro Rusticale che racconta l’avventura in un condominio degli anni ‘60 dove si intrecciano storie di vita di tutti i giorni.
La stagione estiva riprende subito dopo Ferragosto, venerdì 16, ospitando la Compagnia Arcoscenico che sarà protagonista al Giardino di “Risate alla napoletana” (adattamento e regia Rodolfo Fornario) un omaggio ai maestri della Commedia dell’Arte, in particolar modo al grande Antonio Petito, il più grande Pulcinella della storia del teatro.
Lunedì 19 sarà la volta della Compagnia Giffoni Teatro in “Napoli – Juve? 3 a 0”, commedia di intrecci ed equivoci scritta e diretta da Rosario Muro con la partecipazione di Ciro Girardi.
TeatroRagazzi il giorno successivo, martedì 20, con la Compagnia La Pazza Idea, composta da persone con disagio psichico, volontari e operatori della Cooperativa Voloalto, in “Il Piccolo Principe 2.0”, uno spettacolo scritto appositamente per questi ragazzi speciali, la cui storia si ispira liberamente alla struttura drammaturgica della famosa favola di Antoine de Saint Exupery. Regia e sceneggiatura Rodolfo Fornario.
Mercoledì 21 toccherà alla Compagnia La Proposta in scena con “Una casa di pazzi, menti follemente equilibrate” di Roberto D’Alessandro e la regia di Alfredo Crisci. Il racconto si basa sulla legge Basaglia del 1978 che decretò la chiusura degli ospedali psichiatrici, strutture servite più ad emarginare e torturare che curare i pazienti affetti da disturbi mentali.
Con una divertentissima commedia della comicità classica napoletana che non manca di spunti di riflessione cala il sipario sulla XXII edizione di Giffoni Teatro. Ultimo appuntamento al Giardino venerdì 23 con l’Oratorio Unità Pastorale Giffoni – ANSPI con “O ditto antico nun fallisce maie…” di Gaetano e Olimpia Di Maio (regia Rosario Muro).

INFO UTILI Tutti gli spettacoli avranno inizio alle 21.30 al Giardino degli Aranci. Il costo del singolo biglietto per lo spettacolo di apertura con Luciano Capurro e la Compagnia Stabile del Salone Margherita è di 11 euro, 16 euro quello per la data del 7, 9 euro per le compagnie stabili del territorio, 5 euro per lo spettacolo del 23 agosto. Gratuito su prenotazione l’ingresso al TeatroRagazzi. L’associazione Giffoni Teatro propone anche un abbonamento per i nove spettacoli in cartellone al costo di 50 euro. Informazioni, prenotazioni e prevendita: Associazione Giffoni Teatro tel. 339 4611502; www.giffoniteatro.itinfo@giffoniteatro.it. Biglietteria: via P. Scarpone n.1; www.go2.it. Botteghino del Teatro nei giorni di spettacolo ore 19.00 – 21,30.

Al via “Fuitevenne” | Workshop Teatrale a cura di Antonio Grimaldi

Da venerdì 26 luglio alle ore 18:00  a domenica 28 luglio alle ore 23:00.

Il laboratorio si terrà al Castello del Parco in Via del Parco, a Nocera Inferiore. “Fuitevenne” è un laboratorio intensivo con performance finale rivolto ad attori, cantanti, musicisti, professionisti o allievi che abbiano compiuto i 18 anni di età. “Fuitevenne” si propone come una riflessione sul viaggio, sull’evoluzione di esso e del significato attribuito. “Come Ulisse, ci sposteremo portando mente e cuore nella valigia del nostro corpo, provando a sognare, vivere, comprendere e continuare ad immaginare nel caos. Percorreremo nuove strade, nuoteremo in mari profondi o voleremo in alto tra gli spazi infiniti. Useremo le scarpe o gli ombrelli e se questi non saranno utili, ci nasconderemo nei camion, e se ci scopriranno, impareremo nuove lingue. Si delineeranno mappe mai esplorate, si comprenderanno segni diversi, si ammireranno souvenir mai visti prima e forse sulla pelle si avranno nuove cicatrici, tutto questo per ricominciare un nuovo viaggio” afferma Antonio Grimaldi. Ai partecipanti l’Associazione “Teatro Grimaldello” rilascerà un attestato di partecipazione al workshop intensivo.

Gli incontri sono organizzati come indicato dal seguente calendario:

•      26 luglio, ore 18,00\23,00: presentazione del laboratorio

•      27 luglio, ore 19,00\23,00: laboratorio e prove della performance

•      28 luglio, ore 17,00\23,00: prove generali e performance

La performance aperta al pubblico si svolgerà presso il Castello Del Parco, Via del Parco, Nocera Inferiore (SA) in data 28 luglio in orario da definire (SERA). Info: 3662290272.

Ultime repliche al TEATRO S. MARGHERITA

Ultime due repliche del fortunato spettacolo “26 a farmacia e 4 o teatro”!

Lo spettacolo “26 a farmacia e 4 o teatro” da un’ idea comica di Lello Casella è organizzato dall’Associazione“SimonCirteatroragazzi” che opera nel quartiere da circa cinque anni, con il Patrocinio del Comune di Salerno.

Sul palco: Gaia Bassi, Lello Casella, Sabrina Tortorella, Francesco Ferrara, Vincenzo Citro, Enzo Melillo, Eva Autuori, Rossella Chiarello, Maria Luisa Pirri.Grafica, montaggio digital-audo-video Ciro Casella.

Idea scenica di Sabrina Tortorella, Scenotecnica Enzo Citro, Mario d’Amato.

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Lo spettacolo vede la partecipazione di Paolo Molinari alla chitarra e di Ugo Rodolico alle percussioni. Le coreografie sono state curate dalla New Space Dance di Francesco Boccia.

La trama molto semplice si svolge all’interno di una farmacia e nel teatro di quartiere. Narra delle vicessitudini di Ninì fidanzata (Rossella Chiarello) prima e moglie poi (Gaia Bassi) che smania dalla voglia di esprimere la sua “verve artistica”.

Nel teatro recita il marito Arturo (Lello Casella), un “medico mancato” che non si avvede “pè gelusia o pè chissà che cosa” dell’enorme talento della moglie.

Ninì, suo malgrado, è soffocata, imprigionata in una vita da casalinga repressa, ma Celeste (Sabrina Tortorella), proprietaria del teatro, intuisce che quella donna è un talento emergente. Uno spettacolo, divertente, dal ritmo incalzante, bellissime scenografie che si lascia godere fino alla fine.

Nel popoloso quartiere di Pastena all’uscita della tangenziale di Salerno e vicino alla fermata della metropolitana, il Comune di Salerno, grazie all’impegno del Consigliere Nico Mazzeo, ha voluto fermamente la nascita di un nuovo polo culturale al servizio della zona orientale e della intera città che dal primo aprile sarà oggetto di adeguamento.

Saranno fissate le nuove poltroncine e sarà installato il nuovo impianto audio e luci.

Per tale motivo le date di aprile saranno spostate a maggio pv.

Seguirà la terza edizione della Rassegna S. Margherita Arte e Spettacolo, da giugno e fino al 20 luglio, un ricco cartellone di teatro comico, musica, narrativa e di arte in genere.

Un itinerario del gusto e della gastronomia salernitana farà da cornice alla Kermesse.

Ultime repliche dello spettacolo in cartellone: 30 e 31 marzo 2019 

Sabato ore 21.00 domenica ore 19.15.

Tutto esaurito domenica 24 al TEATRO S. MARGHERITA

Nel popoloso quartiere  il Comune di Salerno  ha voluto fermamente la nascita di  un nuovo polo culturale al servizio della zona orientale e della intera città.

Lo spettacolo “26 a farmacia e 4 o teatro” da un’ idea comica di Lello Casella organizzato dall’Associazione “SimonCirteatroragazzi”. Protagonista l’attrice cantante Gaia Bassi di recente in Compagnia con Massimo Ranieri nello spettacolo “Teatro del Porto” di scena anche al Teatro Verdi di Salerno.

Sul palco con lei Lello Casella, Sabrina Tortorella, Francesco Ferrara, Vincenzo Citro, Enzo Melillo, Eva Autuori, Rossella Chiarello, Maria Luisa Pirri.

Grafica, montaggio digital-audo-video Ciro Casella. Idea scenica di Sabrina Tortorella Scenotecnica Enzo Citro, Mario d’Amato.

Lo spettacolo ha visto la partecipazione dei professionisti Paolo Molinari alla chitarra e di Ugo Rodolico alle percussioni.

Le coreografie sono state curate dalla New Space Dance diretta dall’artista Francesco Boccia, ballerino e maitre de ballett salernitano.

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La trama molto semplice narra delle vicessitudini di Ninì fidanzata (Rossella Chiarello) prima e moglie  poi (Gaia Bassi) che smania dalla voglia di esprimere la sua “verve artistica”. Nel teatro di quartiere  recita il marito Arturo (Lello Casella) che non si avvede “pè gelusia o pè chissà che cosa” dell’enorme talento della moglie.

Ninì, suo malgrado, è soffocata, imprigionata in una vita da casalinga, repressa, ma Celeste (Sabrina Tortorella), proprietaria del teatro, intuisce che quella donna è un talento emergente.

Lo spettacolo è grottesco, surreale, scandito da ritmi incessanti, ricco di spunti comici, doppi sensi, musica, danza, che serviti “fumanti” portano il pubblico in un estasì esilarante di risate e di applausi.

Uno spettacolo semplice, pulito, che si lascia godere fino alla fine.

La programmazione proseguirà, vista la grande richiesta, nel fine settimana, di marzo con il seguente calendario: 30, 31 marzo 2019 feriali alle 21.00 festivi alle 19.15.

 

INAGURAZIONE del TEATRO S. MARGHERITA

Debutto della Compagnia Teatrando Teatro a Salerno presso il Laboratorio Teatro S. Margherita in Via F. D’Allora, a Pastena.

Nel popoloso quartiere  il Comune di Salerno ha voluto fermamente la nascita di  un nuovo polo culturale al servizio della zona orientale e della intera città.

Dal 19 Marzo la Compagnia presenta lo spettacolo  “26 a’ farmacia e 4 o’ teatro” da un’ idea comica di Lello Casella, organizzato dall’Associazione “SimonCirteatroragazzi” che opera nel quartiere da oltre cinque anni.

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Protagonista l’attrice cantante Gaia Bassi di recente in Compagnia con Massimo Ranieri  nello spettacolo “Teatro del Porto” di scena anche al Teatro Verdi di Salerno, ma anche di  C’era una volta ….scugnizzi” di Enrico Vaime e Claudio Mattone con Sal Da Vinci, Signori in Carrozza con Giovanni Esposito e Ernesto Lama  per la regia di Paolo Sassanelli, Riccardo III  protagonista femminile nel ruolo di Lady Anna con la regia di Massimo Ranieri, Viviani Varietà con la regia di Maurizio Scaparro, Italiano di Napoli protagonista femminile con la regia di Alessandro Siani, con Sal Da Vinci. Interprete di fiction TV  di successo ( Un posto al Sole, La Nuova Squadra 2, Baciati dall’Amore). Sul palco con lei  Lello Casella, Sabrina Tortorella, Francesco Ferrara, Vincenzo Citro, Enzo Melillo, Eva Autuori, Rossella Chiarello, Maria Luisa Pirri.

Grafica, montaggio digital-audo-video Ciro Casella. Idea scenica di Sabrina Tortorella Scenotecnica Enzo Citro, Mario d’Amato.

Lo spettacolo vedrà la partecipazione dei professionisti Paolo Molinari alla chitarra e di Ugo Rodolico alle percussioni. Le coreografie saranno a cura della New Space Dance  diretta dall’artista Francesco Boccia, ballerino e maitre de ballett salernitano.

Un cast tutto locale a dimostrazione della grande creatività intrisa nel panorama artistico della città. La trama molto semplice narra delle vicessitudini di Ninì fidanzata prima e moglie poi che smania dalla voglia di esprimere la sua “verve artistica”. Nel teatro di quartiere recita il marito Arturo che non si avvede “pè gelusia o pè chissà che cosa” dell’enorme talento della moglie. Ninì ,suo malgrado, è soffocata, imprigionata in una vita da casalinga, repressa, ma Celeste, proprietaria del teatro, intuisce che quella donna è un talento emergente.

Lo spettacolo è grottesco, surreale, scandito da ritmi incessanti, ricco di spunti comici, doppi sensi, musica, danza, che serviti “fumanti” portano il pubblico in un estasi esilarante di risate e di applausi.

Il risultato è garantito. Uno spettacolo semplice, pulito, che si lascia godere fino alla fine.

Il teatro è semplicità, amore, trasmettere al pubblico il proprio stato d’animo un  “teatro povero dove sono poveri anche i sentimenti”. Siamo  per la felicità a teatro, per la pura evasione, per la semplicità dei gesti e per la “povertà” intesa nell’accezione più nobile  del significato. Il nostro dialetto, la nostra tradizione, la nostra spontaneità, la nostra felicità.

A Voi non resta che affollare il Laboratorio Teatro Santa Margherita che si avvia a proporre un cartellone, anche per i prossimi mesi, nel segno della comicità e dell’arte “Povera”: Cà se ride!!!!…. Sicuro!!!

Spettacoli: il 19 marzo 2019 serata di Gala, 22 e 23 marzo serate di beneficenza per il costruendo Centro Pastorale della Comunità di S. Margherita.

La programmazione proseguirà, vista la grande richiesta, nei fine settimana, con il seguente calendario: 24, 30, 31 marzo 2019, 6, 13 e 14 aprile feriali alle 21.00 festivi alle 19.15.

Un Natale DA RIDERE al Teatro Arbostella a Salerno

“’O figlio e’ pàtemo”, è una commedia brillante scritta a quattro mani dal duo comico del Teatro Arbostella Giovanni Bonelli e Andrea Avallone.

Lo spettacolo è condotto dalla verve istrionica di Andrea Avallone (Domenico Di Maggio) insieme al suo amico di merende Giovanni Bonelli (Sabato Di Maggio).

La trama narra che i due fratelli diventano eredi di un grande patrimonio.

A causa di un banale incidente domestico(Domenico) perde la memoria e il fratello “serpente” (Sabato) coglie l’occasione per sfruttare la disgrazia (E’ chi ti dice che è una disgrazia?) per farsi nominare tutore del fratello così da poter disporre dell’intero asse ereditario.

Ma le circostanze cambiano, il “serpente “è costretto, suo malgrado, a mordersi la coda in un finale che lascia posto a qualche riflessione.

Lo spettacolo è gradevole, il ritmo incessante.

In tale contesto viene esaltata la   maschera naturale di Andrea Avallone: La sua frenetica comicità o se vogliamo anche la sua drammaticità grottesca vive, cresce in tante dimensioni caratteriali.

Tanti sipari che si aprono, si chiudono, si riaprono.

Bonelli da ottima spalla accende questa espressione di teatralità: Sonda, sente, vive gli umori del pubblico e coglie l’attimo giusto per abbattere quel muro sottile invisibile, che divide l’azione che si svolge sul palco con lo spettatore.

Completano il cast una domestica barese Francesca Musa che riesce a riempire contesti utili al gioco scenico, il suo dialetto genera sottintesi ed i equivoci che scatenano gags a ripetizione.

Maria Rosaria Sellitti, un’inquilina sbadata che sconvolge l’habitat familiare.

Enzo Galdo, un neurologo a cui riesce difficile anche formulare la più semplice delle diagnosi, che si rivela funzionale nelle dinamiche di palcoscenico.

Uno spettacolo divertente, semplice, presentato con grande umiltà e passione, non privo di contenuti.

Una comicità che vale la pena di vivere nel calore di un teatro povero dove sono poveri anche i sentimenti.

Lello Casella

Un Vicolo in bianco e nero

È il nuovo spettacolo che la Compagnia Teatrando Teatro, del Laboratorio Teatro Santa Margherita, presenterà nell’ambito della Rassegna Battipaglia in Palcoscenico il 12 luglio p.v.

Lo spettacolo comico in due atti è stato scritto da Lello Casella per la regia di Sabrina Tortorella.

La trama, nella sua essenzialità, racconta di un attore (Lucariello) Lello Casella caduto in disgrazia, non lavora da ventitré mesi e mezzo.

Per caso gli capita sottomano un canovaccio appartenuto ad un suo antenato che tratta della condizione atavica dell’attore e della mancanza di spazi teatrali.

Cerca di allestire la messa in scena e chiede aiuto a un impresario che abita di fronte.

Roberta Manzo (Concetta) cerca di impedirglielo ad ogni costo in quanto legata al classico teatro napoletano di Eduardo e Viviani.

Lei non vede di buon occhio il progetto di Lucariello, lo boicotta con ogni mezzo: addirittura arriva a chiudere gli attori nei camerini, non perde occasione per denigrare e deridere il marito in un vortice di trovate esilaranti.

Intanto l’impresario aspetta la messa in scena del lavoro che Lucariello fatica a portare a termine.

Il finale è ricco di colpi di scena.

Riuscirà Lucariello a convincere l’impresario e a spezzare il suo digiuno di teatro?

Nello spettacolo si rivivono contaminazioni di culture e tradizioni diverse: la Tammorra, Viviani, Eduardo che si fondono con i ritmi di una messa in scena grottesca, esasperata, quasi irreale, scandita dai suoni africani del gruppo Utungu Tabasamu.

Il cast artistico è completato da Sabrina Tortorella Enzo Melillo, Vincenzo Citro, Maria Luisa Pirri, Martina Casaburi, Carmine Rinaldi, Pina Amato e la piccola Ginevra Saraceno.

Musiche originali eseguite dal vivo dal Gruppo di Percussioni UTUNGU TABASAMU

Direzione Artistica: Lello Casella

Suono: Ciro Casella

Registrazioni-Missaggio-Editing: Marco Santoro

Organizzazione Associazione SimonCir Teatro Ragazzi

Scene Teatrando Teatro

SNAP

SNAP
SENZA NON AVREMMO PARLATO

SENZA NON AVREMMO PARLATO

Ho deciso di fare i conti con i miei amici più cari!
L’assassino non c’è.
Perché non è un giallo.
Ma fino all’ultimo lo spettatore si chiederà: “Chi è il colpevole?”.
Perché tre amici veri, compagni di avventure e di bagordi da decenni, di colpo diventano ognuno nemico degli altri due?
E poi, quando due smettono di litigare tra loro, è solo per allearsi contro l’altro?
E lo spettatore continua a farsi la domanda: “Chi ha cominciato?“. Perché tre amici di lunga data si rinfacciano gesti e atteggiamenti che, a ben pensarci, sono del tutto insignificanti?
E se proprio non si sopportano, perché continuano a frequentarsi?
E se, invece, stessero davvero cercando una ragione, una scusa qualsiasi, per parlarsi a viso aperto? Da qui il titolo Senza non avremmo parlato, che diventa una sigla monosillabica: SNAP.
Claudio, interpretato da Claudio Lardo, è uno di questi tre “amici per la pelle” che di colpo sembrano volersi proprio “fare la pelle” l’un l’altro. Sembra il più simpatico. Ma a volte il più furbo. Altre volte il più debole.
E lo spettatore continua a farsi delle domande sino alla fine. E fino all’ultimo continua a cambiare idea su chi dei tre sia vittima, carnefice, semplice spettatore. O, magari, solo disperato per la paura di crescere.
In scena, insieme a Claudio Lardo, ci sono gli attori salernitani Andrea Bloise, che ha curato anche la regia dello spettacolo, e Antonino Masilotti. La selezione musicale e la parte tecnica è stata curata da Virna Prescenzio.
Appuntamento con al Piccolo Teatro del Giullare di Salerno (via Incagliati 2), nei fine settimana dal 3 al 18 marzo; di sabato alle 21.00, di domenica alle 18.30.

Essere o non essere il problema del Trio Avallone-Bonelli-Cariello

Quando siamo in inverno inoltrato ma già dalle prime avvisaglie di autunno penso sempre al teatro. Fisicamente il teatro, con le sue poltrone comode imbottite e la sua intima atmosfera, è idealmente luogo che fa emergere dal buio della scena storie e rappresentazioni su cui riflettere ognuno a suo modo.Ancor più del teatro sono sempre stato affascinato dal “meta-teatro” e più in generale dalla meta-arte, dove cioè, appunto arte e teatro mettono in scena loro stessi, riflettono su problematiche estetiche ed etiche facendone l’oggetto del loro esistere.

Al Teatro Arbostella di Salerno è di scena “Essere o non essere qual’ è il problema?” testo scritto a due mani -la destra di Andrea Avallone e la sinistra di Giovanni Bonelli o viceversa- che sono anche gli interpreti insieme a Rita Cariello.

Svelo subito che a dispetto del titolo lo spettacolo, che sarà replicato anche nel prossimo fine settimana, non ha niente a che vedere con le tragedie shakespeariane.

La trama parla di due fratelli (Bonelli e Avallone) che covano intimamente il desiderio di diventare attori. Il destino si compie e prende forma grazie a un sogno popolato da tragitti intriganti e strani figuri.In questo spazio esoterico entra in gioco anche una loro vicina (Rita Cariello) che bussa alla porta di casa “solo” per chiedere un mestolo, alias “cuppino”, ma diviene capace di amplificare gli equilibri già precari tra i due fratelli.  La messa in scena, è dinamica, briosa, brillante, comica. Un esperimento riuscito di metateatro.Utilizzato in parte nell’antichità da Plauto e finanche nelle commedie Goldoniane, il teatro nel teatro rappresentò per l’arte teatrale del ventesimo secolo una delle rotture delle convenzioni sceniche a scapito del naturalismo ottocentesco, che prediligeva il teatro borghese e la quarta parete.

I tre attori (Bonelli comico e spalla di Avallone, la Cariello guastatrice e brillante caratterista) sono presi dalla necessità di “destare” l’attenzione dello spettatore coinvolgendolo, nelle varie fasi oniriche, al fine sia di valorizzarne i vari livelli di cui è composto, sia di fornire ai personaggi che interpretano nuove possibilità esperienziali. Non si propongono di certo come obiettivo l’immedesimazione del pubblico nell’azione scenica, amano, invece, svelare esplicitamente e quasi smascherare la finzione teatrale in quanto tale, come per richiamare gli spettatori alla consapevolezza di star partecipando insieme con loro ad un gioco che li diverte entrambi.

Lo spettacolo piace perché in esso viene valorizzato il gioco delle parti, che è divertirsi e divertire sottolineando, per trarne aspetti comici, il carattere fittizio e ludico dell’evento teatrale.

In questo gioco si compie   l’eliminazione dello spazio artistico e la disintegrazione dello spazio teatrale. Gli attori, di fatto, non sono più vincolati al palcoscenico e nemmeno al testo, che non esiste, che inventano ogni volta a contatto del caldo fiato del pubblico

Di tutte le linee di confine, fisiche o astratte che siano, ne esiste una sottilissima, ma particolarmente percepibile: quella che, a teatro, divide gli spettatori dagli attori.

Sia che la rappresentazione si svolga su un palcoscenico, sia che avvenga in strada, con gli spettatori a distanza di metri o di pochi centimetri, il confine tra ciò che è interno e ciò che è esterno alla scena raramente si vede, ma si percepisce con chiarezza.

Questo spettacolo spezza questa rassicurante barriera, lo spazio scenico si infrange con gas, improvvisazioni, trasformazioni, riferimenti.

Lo spettacolo, mai banale, nella sua semplicità ci regala tre attori appassionati che con umiltà compiono un percorso intriso di tanta professionalità e dedizione.

Essere lì risolverebbe il loro problema? Io vi invito a Esserci.

Buon divertimento!!!!!

Le repliche nel week end sabato 3 marzo alle 21,15 domenica 4 marzo alle 19,15.

A Salerno nasce una nuova realtà, un punto di aggregazione culturale al servizio della città e del quartiere di Santa Margherita

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Il Teatro S. Margherita sarà presto una bella realtà.

Lunedi iniziano i lavori per la realizzazione di un gioiellino di circa 80 posti nel cuore di Pastena all’uscita della tangenziale nel quartiere S. Margherita.

Il teatro sorgerà dove attualmente è ubicato l’Auditorium S. Giuseppe che in passato è stato utilizzato dalla Parrocchia di Santa Margherita e che da circa quattro anni è adibito a teatro.

La trasformazione voluta da Don Sabatino Naddeo grazie, anche, alla fattiva collaborazione del Consigliere Nico Mazzeo sarà realizzata dal Comune di Salerno proprietario dell’immobile.

La struttura Teatro/Laboratorio fungerà da polo culturale, con una scuola di teatro rivolta ad adulti, giovani e ragazzi e con rassegne di teatro e arti varie.

Domenica 4 febbraio p.v. alle ore 17 la presentazione delle varie fasi del progetto presso il teatro alla Via F. D’Allora.

Il quartiere e l’intera cittadinanza sono invitati a partecipare.

A NATALE “VACO A NAPOLI PE N’AFFARE”

All’Arbostella spettacolo comico con protagonisti la coppia Bonelli – Avallone

Metti che una sera mi viene voglia di farmi due risate. Prenoto una poltroncina ,aggiunta, in un lato di questo teatro a misura di spettatore e vengo coinvolto in un ambiente anni 30.
Mi trovo, infatti, proiettato all’interno del Salone Margherita .
La rivista, un can can di “effetto” assordante e con tante “porte” che si aprono.
Atmosfere antiche come dire un pò … retrò.
Il teatro è l’Arbostella a Salerno -zona orientale- dove la compagnia stabile, la Comica Salernitana, diretta come sempre da Gino Esposito si sta cimentando in un testo riscritto e riadattato da Giovanni Bonelli dal titolo: “Vaco a Napoli pe n’affare
L’idea sarà pure “banale” ma funziona, il pubblico viene coinvolto.
Si rivivono temi e cartoline di una Napoli che fù.
La Napoli dei grandi artisti, (tra i quali Viviani e Scarpetta) della cultura .
Interno della Galleria Umberto I . Un bar (o meglio un caffè di notte e giorno) dei clienti bizzarri a dir poco .
Una venditrice di giornali( Nicoletta Romano) uno scrittore, una coppia (a proposito da citazione la caratterizzazione di Rita Cariello,) un tenore” intonato” (Carlo Simeoni)
Artisti squattrinati che fieri della loro arte spontanea sbarcano il lunario in cerca di qualche contratto.
Tale condizione diventa l’occasione per questo “cafone sopra le righe” che ,già entusiasta spettatore del can can,(Giovanni Bonelli )insieme alla sua compagna (Anna Aurelio) una signora niente fronzoli che addirittura gli tiene testa ,lo controbatte e a volte lo asseconda.
Partono da Caivano e si trovano per la prima volta a Napoli per un affare.
Vogliono scritturare artisti per poi portarli al loro paese per allietare una festa.
Entrano in questo “cafè” e incontrano alcuni amici di vecchia data.
Uno di questi è un cameriere capellone (Avallone) .Lui è “O Masterascio” e lavora tra queste porte girevoli.
Gira con “chiavi e grimaldelli” e apre a piacimento anche la serratura di Bonelli.
Anzi lui soltanto ha la chiave giusta ,diciamo pure che lui è la chiave …sic!
In scena si piacciono ,si divertono, si completano, si aprono …Appunto!
Da quel momento in poi si sviluppano dinamiche divertenti.
Ritrovano tra i tavoli del bar un altro vecchio amico (Francesco Delli Priscoli) che li invita a casa sua.
In questa casa di Napoli gli scenari diventano a dir poco esilaranti.
Il padrone di casa è in cura psichiatrica e il suo medico (Troiano) lo assiste H24.
In questa casa si vive un clima “surreale”. Oltre a medico e paziente -lui vedovo da poco- si trovano, anche , due domestici: (Enzo Galdo) il veterano e (Francesca Musa) l’esordiente, compongono un micidiale mix di
caratteri che insieme all’ottimo (Delli Priscoli) fanno da spalla alle trovate spontanee della coppia “masterascio e serratura” alias Bonelli – Avallone.
Il prodotto finale è godibile, pulito.
Nella sua semplicità la vicenda ha dei ritmi che funzionano a meraviglia .L’affare è fatto.
All’Arbostella la risata è sempre di scena.
Completano il cast gli attori esordienti Daniele Galdi, Annachiara Sammarco, Gioia Villani, Ciro Caroniti e Annalisa Apicella che, grazie alla singolare direzione artistica di Gino Esposito, fanno la loro bella figura. Una semplicità che cattura il pubblico.
L’essenzialità alla fine è quello che conta a discapito di tanti “soloni” delle scene, che preferiscono stare sul relativismo del “così è se vi pare” per (stravolta) interpretazione pirandelliana, piuttosto d’avventurarsi nella semplice concretezza.
Il lavoro sarà in scena al teatro Arbostella martedì 26 Dicembre ore 20:30 e mercoledì 27 Dicembre ore 21:30.
Quasi quasi me lo vado a rivedere ….”Se …Seeee” .
Lello Casella

“o’ fatt ro’ politèam” ultime repliche

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Teatro S. Margherita
Venerdì e Sabato p.v. alle 20 e 30 nell’impianto sito, nel quartiere di S. Margherita alla Via F. D’Allora nei pressi dell’uscita della tangenziale di Pastena, la Compagnia Teatrando Teatro metterà le ultime repliche de “O’ fatt ro’ politeàm”.
Il testo, comico in due atti, ideato da Lello Casella con l’adattamento e la regia di Sabrina Tortorella, è ambientato ai primi del 900 nel cuore della belle époque, in piena crisi del teatro classico di prosa.
La messa in scena molto semplice cerca di raccontare lo spirito del tempo e lo stato d’animo dei grandi maestri di prosa costretti, loro malgrado, a reinventarsi.
La scenografia trasforma il Teatro S. Margherita in una sorta di sipario che si apre su un ulteriore teatro.
Gioco, colore suggestione: Tutto in scena dai costumi, agli arredi, alle luci, ai gesti, agli sguardi, richiama una crisi profonda che investe il teatro e lo costringe a mettersi in discussione.
Su quest’impianto storico-culturale Lello Casella mette la propria verve artistica, accanto a lui Sabrina Tortorella chanteuse, che asseconda, coccola, gioca, vive e popola i suoi sogni.
Insieme a loro ci sono attori riottosi, quando non improvvisati, attrici, o presunte tali, alcune attratte dalle luci del varietà e dalla voglia di diventare famose soubrettres e poi i tradimenti, i compromessi e le bugie, raccontate in primis a se stessi, di un teatro che s’arrangia suo malgrado e si ridefinisce, proponendo un repertorio che pone un interrogativo importante: si tratta pur sempre di arte? Il teatro è diventato altro da sé o invece è morto? Sono questi gli spunti di riflessioni che si nascondono tra le pieghe dei personaggi, dei loro caratteri sapientemente studiati, tra malinconia, comicità e umorismo, affinché si possa recuperare un’arte di inestimabile valore quale il teatro, quello autentico.
Lo spettacolo comico, tutto ritmo è arricchito da autentiche trovate coreografiche affidate a Francesco Boccia Art director della New space of dance di Salerno.
Il suo fantastico balletto popola il sogno di Enrico.
I ballerini sono la levità, la leggerezza, la carezza, la sensibilità ma anche animazione e sconfinamento.
Can Can fantasmagorici insieme a tango e tarantella scandiscono momenti di trasgressione, passione, sentimento, allegria.
La vicenda narra di un tradimento che si consuma in una casa in affitto e del sogno appagante che ne deriva.
Giacomina (Sabrina Tortorella) l’amante di Errico (Lello Casella) vuole assistere ad uno spettacolo di Cafè chantant al Politeama.
Errico che ha appena vissuto con lei ore di passione decide di accontentarla.
Giacomina felice si prepara per l’evento. Errico, invece, crolla in un sonno profondo: Sogna l’ingresso al Politeama con l’avvenente amante.
Da lì una serie di vicissitudini che li vede coinvolti in questa surreale messa in scena.
I personaggi, frutto dell’immaginario onirico, si presentano con caricature dell’espressione e dei caratteri, si fondono nei colori e nella vivacità dei ballerini che diventano i loro “angeli custodi” tesi ad elevarne – semmai- virtù nascoste.
Lo spettatore è divertito, affascinato, coinvolto dall’intera vicenda e da un finale emozionante, coreografico.
Sul palco del S. Margherita un nutrito gruppo di attori attrici, ballerine, che ben si destreggiano tra vicenda, musica e iperbolici percorsi di teatro.
Attori: Roberta Manzo, Gianmarco Citro, Vincenzo Citro, Diodemo Dell’Orto, Marcella Mari, Giuseppe Noschese, Pina Amato, Enzo Melillo, Martina Casaburi, Carmine Rinaldi, Pia Mari, Gaia De Angelis, Camilla De Angelis, Rosanna Scarano, Miriana Scarpa, Rossella Noschese, Benny Annunziata, Angelo Dell’Orto, Nicolò Motti
Scenotecnica: Angelo Cirillo Teatrando Teatro
Costumi su bozzetti d’epoca: Laboratorio Teatro Arbostella
Ballerine: Francesca Alberti, Margherita Buonomo Eleonora Marfella, Lucia Aprile, Martina Iannuzzelli Camilla Liguori, Giada Ciccullo, Alessandra Cavallo, Alessandra Mastrogiovanni, Teresa Guerritore Anna Falco
Coreografie: Francesco Boccia, Alessandra D’Onofrio
Assistenti: Danila Flauti, Silvana Barba
La ricerca musicale a cura di Ciro Casella ci porta nell’immaginario della passeggiata solita per Via Toledo che costituiva l’antipasto prima del divertimento, che aveva il suo tempio nella Galleria dove si trovavano i più celebri Caffè Chantant.
Info e prenotazioni 3385884051

GRANDE SUCCESSO COMICO

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Teatro S. Margherita Laboratorio

O’ fatt rò politeàm è lo spettacolo che la Compagnia Teatrando Teatro metterà in scena domani alle 20 e 30 nell’impianto sito, nel quartiere di S. Margherita il più popoloso di Salerno, alla Via F. D’Allora nei pressi dell’uscita della tangenziale di Pastena.

Il testo, comico in due atti, ideato da Lello Casella con l’adattamento e la regia di Sabrina Tortorella, è ambientato ai primi del 900 nel cuore della belle époque, in piena crisi del teatro classico di prosa.

La messa in scena molto semplice cerca di raccontare lo spirito del tempo e lo stato d’animo dei grandi maestri di prosa costretti, loro malgrado, a reinventarsi.

La scenografia trasforma il Teatro S. Margherita in una sorta di sipario che si apre su un ulteriore teatro.

Gioco, colore suggestione: Tutto in scena   dai costumi, agli arredi, alle luci, ai gesti, agli sguardi, richiama una crisi profonda che investe il teatro e lo costringe a mettersi in discussione.

Su quest’impianto storico-culturale Lello Casella mette la propria verve artistica, accanto a lui una Sabrina Tortorella scintillante che asseconda, coccola, gioca, vive e popola i suoi sogni.

Insieme a loro ci sono attori riottosi, quando non improvvisati, attrici, o presunte tali, alcune attratte dalle luci del varietà e dalla voglia di diventare famose soubrettres e poi i tradimenti, i compromessi e le bugie, raccontate in primis a se stessi, di un teatro che s’arrangia suo malgrado e si ridefinisce, proponendo un repertorio che pone un interrogativo importante: si tratta pur sempre di arte? Il teatro è diventato altro da sé o invece è morto? Sono questi gli spunti di riflessioni che si nascondono tra le pieghe dei personaggi, dei loro caratteri sapientemente studiati, tra malinconia, comicità e umorismo, affinché si possa recuperare un’arte di inestimabile valore quale il teatro, quello autentico.

Una citazione merita Gianmarco Citro che nell’immaginario onirico di Errico è uno squattrinato che diventa ricco fino ad insidiare l’amante.

Poi Roberta Manzo, la moglie, che subisce l’instabilità emotiva e sentimentale del marito viene “trascinata”, suo malgrado, in questo ” onirismo” fatto di intrigo, di cafè chantant.

Buone le caratterizzazioni di Vincenzo Citro, Marcella Mari, Giuseppe Noschese, Enzo Melillo.

Ordinate le interpretazioni di Pina Amato e Diodemo Dell’Orto

Lo spettacolo comico, tutto ritmo è arricchito da autentiche trovate coreografiche affidate a Francesco Boccia Art director della New space of dance di Salerno.

Il suo fantastico balletto popola il sogno di Enrico.

I ballerini sono la levità, la leggerezza, la carezza, la sensibilità ma anche animazione e sconfinamento.

Can Can fantasmagorici insieme a tango e tarantella   scandiscono   momenti di trasgressione, passione, sentimento, allegria.

La vicenda narra di un tradimento che si consuma in una casa in affitto e del sogno appagante che ne deriva.

Giacomina (Sabrina Tortorella) l’amante di Errico (Lello Casella) vuole assistere ad uno spettacolo di Cafè chantant al Politeama.

Errico che ha appena vissuto con lei ore di passione decide di accontentarla.

Giacomina felice si prepara per l’evento. Errico, invece, crolla in un sonno profondo: Sogna l’ingresso al Politeama con l’avvenente amante.

Da lì una serie di vicissitudini che li vede coinvolti in questa surreale messa in scena.

I personaggi, frutto dell’immaginario onirico, si presentano con caricature dell’espressione e dei caratteri, si fondono nei colori e nella vivacità dei ballerini che diventano i loro “angeli custodi” tesi ad elevarne – semmai-  virtù nascoste.

Lo spettatore è divertito, affascinato, coinvolto dall’intera vicenda e da un finale emozionante, coreografico.

Sul palco del S. Margherita un nutrito gruppo di attori attrici, ballerine, che ben si destreggiano tra vicenda, musica e iperbolici percorsi di teatro.

Attori: Martina Casaburi, Carmine Rinaldi, Pia Mari, Gaia De Angelis, Camilla De Angelis, Rosanna Scarano, Miriana Scarpa, Rossella Noschese, Benny Annunziata, Angelo Dell’Orto, Nicolò Motti

Scenotecnica: Angelo Cirillo Teatrando Teatro

Costumi su bozzetti d’epoca: Laboratorio Teatro Arbostella

Ballerine: Francesca Alberti, Margherita Buonomo Eleonora Marfella, Lucia Aprile, Martina Iannuzzelli Camilla Liguori, Giada Ciccullo, Alessandra Cavallo, Alessandra Mastrogiovanni, Teresa Guerritore Anna Falco

Coreografie: Francesco Boccia e Alessandra D’Onofrio

Assistenti: Danila Flauti, Silvana Barba

La ricerca musicale a cura di Ciro Casella ci porta nell’immaginario della passeggiata solita per Via Toledo che costituiva l’antipasto prima del divertimento, che aveva il suo tempio nella Galleria dove si trovavano i più celebri Caffè Chantant.

Lo spettacolo andrà in replica nei giorni di venerdì 15 e sabato 16 dicembre con inizio ore 20,30.

Info e prenotazioni 3385884051

STASERA DEBUTTO A TEATRO

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O’ fatt ro’ politeàm

è lo spettacolo che la Compagnia Teatrando Teatro metterà in scena nell’impianto sito, nel quartiere di S. Margherita, il più popoloso di Salerno, alla Via F. D’Allora nei pressi dell’uscita della tangenziale di Pastena.
Il testo comico, in due atti, ideato da Lello Casella con l’adattamento e la regia di Sabrina Tortorella, è ambientato ai primi del ‘900 nel cuore della belle époque, in piena crisi del teatro classico di prosa.
La messa in scena, molto semplice, cerca di raccontare lo spirito del tempo e lo stato d’animo dei grandi maestri di prosa costretti, loro malgrado, a reinventarsi.
La scenografia trasforma il Teatro S. Margherita in una sorta di sipario che si apre su un ulteriore teatro.
Gioco, colore, suggestione: tutto in scena dai costumi, agli arredi, alle luci, ai gesti, agli sguardi, richiama una crisi profonda che investe il teatro e lo costringe a mettersi in discussione.
Su quest’impianto storico-culturale Lello Casella mette la propria verve artistica.
Lo spettacolo comico, tutto ritmo, è arricchito da autentiche trovate coreografiche affidate a Francesco Boccia Art director della New space of dance di Salerno.

Sul palco del S. Margherita un nutrito gruppo di attori, attrici, ballerine che ben si destreggiano tra vicenda, musica e iperbolici percorsi di teatro.
Attori: Roberta Manzo, Pina Amato, Vincenzo Citro, Gianmarco Citro, Diodemo Dell’Orto, Enzo Melillo, Marcella Mari, Giuseppe Noschese, Martina Casaburi, Carmine Rinaldi, Pia Mari, Gaia De Angelis, Camilla De Angelis, Rosanna Scarano, Miriana Scarpa, Rossella Noschese, Benny Annunziata, Angelo Dell’Orto, Nicolò Mutti
Scenotecnica: Angelo Cirillo Teatrando Teatro
Costumi su bozzetti d’epoca: Laboratorio Teatro Arbostella
Ballerine: Francesca Alberti, Margherita Buonomo Eleonora Marfella, Lucia Aprile, Martina Iannuzzelli Camilla Liguori, Giada Ciccullo, Alessandra Cavallo, Alessandra Mastrogiovanni, Teresa Guerritore Anna Falco
Coreografie: Francesco Boccia, Alessandra Dono, Alessandra D’Onofrio
Assistenti: Danila Flauti, Silvana Barba
La ricerca musicale a cura di Ciro Casella ci porta nell’immaginario della passeggiata solita per Via Toledo che costituiva l’antipasto prima del divertimento, che aveva il suo tempio nella Galleria dove si trovavano i più celebri Caffè Chantant.
Lo spettacolo andrà in scena nei giorni di venerdì 1,sabato 2, sabato 9, venerdì 15 e sabato 16 dicembre con inizio alle ore 20,30.

CHE COMICO TRA MAGIA, TEATRO E CABARET

Sabato 2 e domenica 3 dicembre al Ridotto
Marco Cristi e Mago Elite i protagonisti dello show varietà

Salerno, 30 novembre 2017  Un folle esperimento di teatro fantastico, un mix di cabaret e magia, in cui l’illusionismo è inserito in una storia, una cornice teatrale vera e propria. Con “La magia del Cabaret”, in scena sabato 2 (alle 21) e domenica 3 dicembre (alle 19.15) al Teatro Ridotto di Salerno prosegue “Che Comico” la stagione ideata dalla Gv Eventi con la direzione artistica di Gianluca Tortora. Sul palco Marco Cristi e Mago Elite.
Un borghese ed uno scugnizzo, due personalità distinte ed agli antipodi, dalle estrazioni sociali  opposte, si incontrano sul palco e diventano amici. La familiarità che stranamente li unisce li porta a raccontarsi, spontaneamente, ognuno a modo proprio. Di qui il pretesto per personaggi, gag, aneddoti e canzoni, ma anche momenti “alla charlot”, tra favola e poesia. Uno spettacolo che diverte, commuove, emoziona attingendo contemporaneamente al teatro ed alla magia.
Da una parte Cristi, lo “scugnizzo” della risata, uno dei monologhisti più dotati del cabaret napoletano, che riesce a conquistare il pubblico con maestria, dissertando ampiamente e portando all’esasperazione i comportamenti dell’ uomo e della donna nell’approccio amoroso. Usa spesso la mimica per descrivere e ironizzare sul sesso. Dall’altra Elite, un artista davvero unico e poliedrico, un po’ mago, un po’ comico, un po’ cantante, un “prestigiattore”. Intrattenitore completo, attore-fantasista, che detesta il “clichè del mago in smoking”, anche Elite punta sul coinvolgimento continuo dello spettatore, che diventa protagonista di esilaranti “situation comedy”. Si cambia perfino d’abito istantaneamente, un modo nuovissimo di fare magia, dichiaratamente ispirato al genio di Arturo Brachetti.
MAGO ELITE “Magheggia” fin da bambino. In oltre 20 anni di professionismo si è esibito in tv (Italia’s got Talent, La vita in Diretta , Lab5 , Punto su di te) gira i club di cabaret di tutt’Italia ed è stato ospite fuori gara dei prestigiosi premi Charlot e Re Di Bronzo. I suoi spettacoli sono stati in scena nei più famosi teatri del Bel Paese.
MARCO CRISTI Ha cominciato la sua carriera come artista di strada. Dal 1994 ad oggi le tappe sono state molteplici: dai club di cabaret di tutt’Italia al teatro, dalla radio alla televisione. Una carriera ventennale la sua con numerose apparizioni televisive  (La Sai L’Ultima, Un Posto al sole, La squadra, Zelig) ed il prestigioso premio Massimo Troisi.
INFO UTILI Lo spettacolo andrà in scena al Teatro Ridotto sabato 2 alle 21 e domenica 3 dicembre alle 19.15. Il costo del singolo biglietto è di 10 euro. Per informazioni e prenotazioni: 089 233998 oppure 3274934684 – http://www.teatroridotto.com.

Al Teatro Arbostella di scena la Compagnia dell’Eclissi con “L’Arte della Commedia” di Eduardo

Il rapporto tra realtà e finzione caratterizzerà il quarto appuntamento in cartellone della XII stagione teatrale comica del Teatro Arbostella di Salerno. Emozioni, suggestioni e ironia e saranno trasmesse al pubblico dai bravissimi attori della pluri-titolata “Compagnia dell’Eclissi” di Salerno (vincitrice di premi e nomination in tutta Italia da un decennio a questa parte) che per i primi tre week-end di dicembre porterà sulle tavole del palco della struttura di Viale Verdi un capolavoro di Eduardo De Filippo ovvero “L’arte della commedia” con la magistrale riduzione e adattamento di Felice Avella per la sapiente regia di Marcello Andria.

La trama. Oreste Campese (Felice Avella), capocomico di una compagnia di guitti, si reca da De Caro (Ernesto Fava), prefetto di un capoluogo di provincia appena insediato, e gli espone i problemi della compagnia. I due discutono sulla crisi del teatro, sul ruolo dell’attore, sui repertori e infine sul rapporto tra finzione e realtà, manifestando profonde divergenze.

Campese invita il prefetto al suo spettacolo, sperando che la presenza di un’autorità possa invogliare la gente del paesino ad andare a teatro; De Caro, però rifiuta e lo congeda bruscamente. Ma Campese si appropria di una lista di persone che devono essere ricevute e lancia una sfida: sarà in grado De Caro di distinguere fra le persone reali e i suoi attori travestiti? Dal prefetto si avvicenderanno il medico Quinto Bassetti (Enzo Tota), il parroco padre Salvati (Geppino Gentile), la maestra Lucia Petrella (Marica De Vita) e il farmacista Girolamo Pica (Andrea Iannone) che avevano chiesto udienza presentando i loro casi e lui e il suo segretario Giacomo Franci (Leandro Cioffi), nuovo del luogo, non riescono a capire se sono reali o se sono attori della compagnia. Nemmeno quando arriva il Maresciallo che dovrebbe arrestare Campese.

In questa opera Eduardo De Filippo non risolve l’enigma e lascia non solo il prefetto e il suo segretario ma anche il pubblico nel dubbio se coloro che si sono avvicendati davanti all’autorità per esporre le loro singolari storie di vita siano davvero un medico, un prete, una maestra, un farmacista, o siano solo degli attori che si fingono tali. Se dal punto di vista del prefetto è molto importante che l’enigma si risolva (soprattutto quando ha il dubbio di trovarsi di fronte al suicidio del farmacista), per il capocomico Campese non è poi così importante appurare se si tratti di realtà o di finzione. Sarà il pubblico, come sempre, a trarre le proprie conclusioni.

La pièce, curata nei minimi dettagli come detto dalla regia firmata Marcello Andria, si avvarrà delle belle scenografie di Luca Capogrosso arricchita dai costumi di Angela Guerra,

Spettacoli nei fine settimana 2-3-9-10-16-17 dicembre 2017.  Il sabato alle 21.15 e la domenica alle 19.15. Costo del singolo biglietto 12 euro, ridotto 10. (si consiglia prenotazione)
Info: 089/3867440 – 347/1869810 – www.teatroarbostella.it

C’ERA UNA VOLTA SI TINGE DI ROSSO

Il 19 dicembre al Delle Arti il family show “Babbo Natale nel paese delle zucche”
Hallowen “contro” slitte e renne: il bene e il male allo specchio
Al via anche le visite guidate animate a cura della compagine salernitana

 

Salerno, 17 Novembre 2017 Si respira già aria di Natale con C’era una Volta VI, gli appuntamenti con lo spettacolo per grandi e piccoli ideati dalla Compagnia dell’Arte diretta da Antonello Ronga in collaborazione con il Teatro delle Arti. Dopo il grande successo del primo spettacolo in cartellone, il debutto de “Il segreto dell’Oceano” che ha registrato 1500 spettatori, la stagione prosegue domenica 19 novembre con “Babbo Natale nel paese delle zucche”, un mix tra Halloween (versione paese d’autunno che non fa paura) e slitte con le renne, due mondi agli antipodi specchio del bene e del male. Il copione è scritto a quattro mani da Claudio Tortora e Antonello Ronga, rispettivamente padre e figlio artistico, che insieme hanno elaborato una storia che è un crescendo di emozioni.
LA TRAMA C’era una volta… il mondo di Halloween, dominato dal re delle zucche, Jack, pieno di stravaganti personaggi che divertono e un po’ spaventano. Ma c’era una volta… anche il mondo del Natale, governato dal simpatico Babbo, dove regnano il buonumore, la spensieratezza e le buone azioni, che tutti i bambini amano e desiderano. E se per una strana coincidenza questi due mondi si mescolassero? Cosa farebbe Babbo Natale, riuscirebbe a trasformare il re delle zucche in un buono? In scena una simpaticissima e vivace rappresentazione che racconta una fantasiosa storia in cui la redenzione ed il perdono diventano armi invincibili per poter creare un mondo migliore, qualunque sia l’estrazione sociale o il luogo di appartenenza. Il fulcro del racconto resta l’intramontabile percorso da fare in compagnia dei piccoli spettatori, districandosi tra il bene ed il male, per arrivare alla meta finale: convivenza e rispetto, ed all’inaspettato (ma non troppo) miracolo di Natale.
I PROTAGONISTI A rappresentare il mondo di Halloween saranno Jack, il fabbro del villaggio (Mauro Collina) Odette, la sua fidanzata (Fortuna Capasso) Jill, la sua migliore amica (Katia Caivano) e la maga del villaggio (Renata Tafuri). Babbo Natale sarà interpretato da Massimiliano Palumbo, mentre Valentina Tortora, Federica Buonomo, Martina Iacovazzo e Francesco Canale saranno gli elfi. Nei panni del diavoletto Aleppo Francesco Maria Sommaripa. C’era una Volta non sarebbe possibile senza l’aiuto della Bottega San Lazzaro per le scenografie, il Professional Ballet di Fortuna Capasso del Teatro delle Arti (la Capasso firma anche le coreografie insieme con Davide Raimondo); Cristina Mazzaccaro (vocal coach). A riempire la scena i meravigliosi costumi realizzati dalla sartoria di Rosaria Casaburi e la costumeria firmata Scena Labarte . Prima che piccoli e grandi accedano alla platea, il Nonosolo Gospel di Simona Guida, il coro salernitano che nel corso degli anni ha riscosso notevoli successi nelle diverse esibizioni che hanno toccato Chiese, Teatri, Piazze e tv nazionali, riscalderà gli animi nel foyer tra canzoni natalizie e non solo.
INFO UTILI Tre le repliche domenicali per ogni spettacolo: 11, 17 e 19:15. Il prezzo del singolo biglietto è di 10 euro per il bambino, 12 per l’adulto. Contemporaneamente alla stagione teatrale la Compagnia dell’Arte ha dato il via anche alle visite guidate animate “Salerno tra leggenda e realtà” che si avvarranno di guide turistiche autorizzate dalla Regione Campania. Anche questa un ‘occasione formato family per rimanere incantati col naso all’insù a guardare il campanile del Duomo e ascoltare tutte le leggende che aleggiano sulla città. Le visite si svolgono su prenotazione dal lunedì al sabato. Telefono: 089 221807 – 320 2659282 – http://www.teatrodellearti.com.

…quasi un cafè chantant…!!!!

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Teatro S. Margherita Laboratorio

O’ fatt ro’ politeàm è lo spettacolo che la Compagnia Teatrando Teatro metterà in scena nell’impianto sito, nel quartiere di S. Margherita, il più popoloso di Salerno, alla Via F. D’Allora nei pressi dell’uscita della tangenziale di Pastena.
Il testo comico, in due atti, ideato da Lello Casella con l’adattamento e la regia di Sabrina Tortorella, è ambientato ai primi del ‘900 nel cuore della belle époque, in piena crisi del teatro classico di prosa.
La messa in scena, molto semplice, cerca di raccontare lo spirito del tempo e lo stato d’animo dei grandi maestri di prosa costretti, loro malgrado, a reinventarsi.
La scenografia trasforma il Teatro S. Margherita in una sorta di sipario che si apre su un ulteriore teatro.
Gioco, colore, suggestione: tutto in scena dai costumi, agli arredi, alle luci, ai gesti, agli sguardi, richiama una crisi profonda che investe il teatro e lo costringe a mettersi in discussione.
Su quest’impianto storico-culturale Lello Casella mette la propria verve artistica.
Insieme a lui ci sono attori riottosi, quando non improvvisati, attrici, o presunte tali, alcune attratte dalle luci del varietà e dalla voglia di diventare famose soubrettres e poi i tradimenti, i compromessi e le bugie, raccontate in primis a se stessi, di un teatro che s’arrangia suo malgrado e si ridefinisce, proponendo un repertorio che pone un interrogativo importante: si tratta pur sempre di arte? Il teatro è diventato altro da sé o invece è morto? Sono questi gli spunti di riflessioni che si nascondono tra le pieghe dei personaggi, dei loro caratteri sapientemente studiati, tra malinconia, comicità e umorismo, affinché si possa recuperare un’arte di inestimabile valore quale il teatro, quello autentico.
Lo spettacolo comico, tutto ritmo, è arricchito da autentiche trovate coreografiche affidate a Francesco Boccia Art director della New space of dance di Salerno.
Il suo fantastico balletto popola il sogno di Enrico. I ballerini sono la levità, la leggerezza, la carezza, la sensibilità ma anche animazione e sconfinamento.
Can Can fantasmagorici insieme a tango e tarantella scandiscono momenti di trasgressione, passione, sentimento, allegria.
La vicenda narra di un tradimento che si consuma in una casa in affitto e del sogno appagante che ne deriva.
Giacomina (Sabrina Tortorella) amante di Errico (Lello Casella) vuole assistere ad uno spettacolo di Cafè chantant al Politeama.
Errico che ha appena vissuto con lei ore di passione decide di accontentarla.
Giacomina, felice, si prepara per l’evento, Errico, invece, crolla in un sonno profondo: sogna l’ingresso al Politeama con l’avvenente amante.
Da lì una serie di vicissitudini che li vede coinvolti in questa surreale messa in scena.
I personaggi, frutto dell’immaginario onirico, si presentano con particolari caratterizzazioni, si fondono, a volte, nei colori e nella vivacità dei ballerini che diventano i loro “angeli custodi” tesi ad elevarne – semmai- virtù nascoste.
Lo spettatore è divertito, affascinato, coinvolto dall’intera vicenda e da un finale emozionante e coreografico.
Sul palco del S. Margherita un nutrito gruppo di attori, attrici, ballerine che ben si destreggiano tra vicenda, musica e iperbolici percorsi di teatro.
Attori: Roberta Manzo, Pina Amato, Vincenzo Citro, Gianmarco Citro, Diodemo Dell’Orto, Enzo Melillo, Marcella Mari, Giuseppe Noschese, Martina Casaburi, Carmine Rinaldi, Pia Mari, Gaia De Angelis, Camilla De Angelis, Rosanna Scarano, Miriana Scarpa, Rossella Noschese, Benny Annunziata, Angelo Dell’Orto, Nicolò Mutti
Scenotecnica: Angelo Cirillo Teatrando Teatro
Costumi su bozzetti d’epoca: Laboratorio Teatro Arbostella
Ballerine: Francesca Alberti, Margherita Buonomo Eleonora Marfella, Lucia Aprile, Martina Iannuzzelli Camilla Liguori, Giada Ciccullo, Alessandra Cavallo, Alessandra Mastrogiovanni, Teresa Guerritore Anna Falco
Coreografie: Francesco Boccia, Alessandra Dono, Alessandra D’Onofrio
Assistenti: Danila Flauti, Silvana Barba
La ricerca musicale a cura di Ciro Casella ci porta nell’immaginario della passeggiata solita per Via Toledo che costituiva l’antipasto prima del divertimento, che aveva il suo tempio nella Galleria dove si trovavano i più celebri Caffè Chantant.
Sul finire del XIX secolo, quando Parigi divenne il simbolo del divertimento e della vita spensierata, i café-chantant valicarono le Alpi per essere importati anche in Italia.
La novità esplose a Napoli, dove l’epoca d’oro del caffè-concerto coincise con quella della canzone napoletana. Il café-concert, o più comunemente café-chantant, italianizzato in caffè-concerto, è un genere di spettacolo nel quale si eseguivano piccole rappresentazioni teatrali e numeri di arte varia (operette, giochi di prestigio, balletti, canzoni ecc.) in locali dove si potevano consumare bibite e generi alimentari nel corso dello spettacolo. Per estensione, il café-concert è anche il locale che ospitava tale genere di spettacolo.
Fare teatro, musica o arte in generale non risponde solo ad un bisogno espressivo. L’industria culturale genera indotto economico per numerose figure e tipologie professionali e contribuisce allo sviluppo del territorio.
Le difficoltà di bilancio degli Enti pubblici sono certamente un ostacolo importante, ma ci si augura che possano essere trovati i fondi necessari e una comune visione che permetta a questo immobile di proprietà del Comune, dove la nostra Compagnia opera grazie alla gentile concessione di Don Sabatino Naddeo, parroco della Parrocchia di S. Margherita, di trasformarsi in un centro di cultura polivalente.
Un teatro – laboratorio- al servizio del quartiere che possa smuovere le coscienze, affinché si possa recuperare un’arte di inestimabile valore quale il teatro, quello autentico e garantire, al rione e alla città intera, una programmazione dell’offerta culturale strutturata e continuativa.
Lo spettacolo andrà in scena nei giorni di venerdì 1, sabato 2, sabato 9, venerdì 15 e sabato 16 dicembre con inizio alle ore 20,30.
Info e prenotazioni: tel. 3883510980 – 3471209778.

Ciro Casella

Lo Scugnizzo diventa ” Italiano di Napoli” in un viaggio suggestivo e incantato

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Parte da Salerno il nuovo tour di “Italiano di Napoli” , lo spettacolo di Sal Da Vinci con la regia di Alessandro Siani.

Uno spettacolo moderno grazie anche alle coreografie di Marcello e Momo Sacchetta, nel disegno luci di Francesco Adinolfi, nelle scene di Roberto Crea.

Spettacolo che, affascina commuove e fa riflettere

La musica accende la memoria… rievoca ricordi , immagini, amori.

Un attaccamento al territorio, ad un paese, l’Italia, che resta nonostante tutto una terra meravigliosa .

Da Vinci fa sfoggio di una vocalità straripante, tra acuti stentoreii, bassi improvvisi, falsetti, note lunghe, respiri, antiche «vutate» spostate sui registri di un pop fieramente melodico.

La platea femminile, in special modo, apprezza e lo accompagna con la voce ma anche con applausi scroiscianti e convinti.

I brani sono quelli dell ‘album dal titolo “Non si fanno prigionieri “.

Temi a lui cari , frutto anche della partecipazione e collaborazione con i più grandi Autori della canzone italiana, tra i quali spicca il grande Renato Zero, ma ci sono anche pregevoli incursioni nel repertorio della musica italiana e della canzone napoletana.

Ogni canzone( forse troppe? macchè il pubblico femminile le brama , le pretende, le canta ) è la tessera di un affascinante puzzle che diventa l’essenza della nostra anima, dei nostri pensieri, delle nostre emozioni

Ogni passaggio è lo spunto per una riflessione, un aneddoto, uno sketch.

La trama è essenziale : siamo .una fabbrica chiusa, quella dei sogni, metafora di un’Italia che deve destarsi rappresentata dalla faccia pulita della nostra concittadina Gaia Bassi, attrice poliedrica che con la sua vocalità attira il pubblico , o quella divertente di Davide Marotta con l’ottimo Ernesto Lama nel ruolo del custode deluso del sognificio nazionale.

I tre potrebbero essere “usati ” di più ma in definitiva lo spettacolo è un “concerto” : piace , diverte, fa sognare.

Non gettate mai le chiavi dei vostri desideri ma se dovesse succedere e le rivoleste indietro basta andare al Teatro delle Arti “il sogno”si replica oggi alle ore 18,30.

di Sabrina Tortorella

“VACO A NAPOLI PE N’AFFARE”

Spettacolo comico con protagonisti la coppia Bonelli- Avallone

Metti che una sera mi viene voglia di farmi due risate.  Prenoto una poltroncina ,aggiunta, in un lato di questo teatro a misura di spettatore e vengo coinvolto in un ambiente anni 30.
Mi  trovo, infatti,  proiettato all’interno del Salone Margherita .
La rivista, un can can di “efetto” assordante  e con tante “porte” che si aprono.
Atmosfere antiche come dire  un pò … retrò.
Il teatro è l’Arbostella a Salerno -zona orientale-  dove la compagnia stabile, la Comica Salernitana, diretta come sempre da Gino Esposito si stà cimentando in un  testo riscritto e riadattato da Giovanni Bonelli dal titolo: “Vaco a Napoli pe n’affare
L’idea sarà pure  “banale” ma funziona, il pubblico viene coinvolto.
Si  rivivono  temi e  cartoline di una Napoli che fù.
La Napoli dei grandi artisti,( tra i quali Viviani e Scarpetta) della cultura .
Interno della Galleria Umberto I . Un bar (o meglio un caffè di notte e giorno) dei clienti bizzarri a dir poco .
Una venditrice di giornali( Nicoletta Romano) uno scrittore,  una coppia  (a proposito da citazione la caratterizzazione di Rita Cariello,) un tenore” intonato” (Carlo Simeoni)
Artisti squattrinati che fieri della loro arte spontanea sbarcano il lunario in cerca di qualche contratto.
Tale condizione diventa l’occasione per questo “cafone sopra le righe”  che ,già entusiasta spettatore del can can,(Giovanni Bonelli )insieme alla sua compagna (Anna Aurelio)  una signora   niente fronzoli  che  addirittura gli tiene testa ,lo controbatte  e a volte  lo asseconda.
Partono da Caivano  e si trovano  per la prima volta a Napoli per un affare.
Vogliono scritturare artisti per poi portarli al loro paese per allietare  una festa.
Entrano  in questo “cafè” e  incontrano  alcuni amici di vecchia data.
Uno di questi è un cameriere capellone (Avallone) .Lui è  “O Masterascio”  e lavora tra  queste porte girevoli.
Gira con “chiavi e grimaldelli” e  apre a piacimento anche  la serratura di Bonelli.
Anzi lui soltanto ha la chiave giusta ,diciamo pure che lui è la chiave …sic!
In scena si piacciono ,si divertono, si completano, si aprono …Appunto!
Da quel momento in poi si sviluppano  dinamiche divertenti.
Ritrovano tra i tavoli del bar un altro vecchio amico(Francesco Delli Priscoli) che li invita a casa sua.
In questa casa di Napoli  gli scenari  diventano a dir poco esilaranti.
Il padrone di casa   è in cura psichiatrica e il suo medico ( Montinaro) lo assiste H24.
In questa casa si vive un clima “surreale”.Oltre a  medico e paziente -lui vedovo da poco- si trovano, anche , due domestici: (Enzo Galdo) il veterano e (Francesca Musa) l’esordiente, compongono un micidiale mix di
caratteri che insieme all’ottimo (Delli Priscoli) fanno da spalla alle trovate spontaneee  della coppia “masterascio e serratura”alias Bonelli Avallone.
Il prodotto finale è godibile ,pulito.
Nella sua semplicità   la vicenda ha dei  ritmi che funzionano a meraviglia .L’affare è fatto.
All’Arbostella la risata è sempre di scena.
Completano il cast  gli attori  esordienti  Daniele Galdi, Annachiara Sammarco, Gioia Villani, Ciro Caroniti e Annalisa Apicella che, grazie alla singolare direzione artistica di  Gino Esposito, fanno la loro bella figura.Una semplicità che cattura il pubblico.
L’essenzialità alla fine è quello che conta a discapito di tanti “soloni” delle scene,che preferiscono stare sul relativismo del “così è se vi pare” per (stravolta) interpretazione pirandelliana, piuttosto d’avventurarsi nella semplice concretezza.
Il lavoro sarà in scena al teatro Arbostella fino al 5 novembre il sabato  alle 21,15 la domenica ore 19,15
Quasi quasi me lo vado a rivedere ….”Se …Seeee” .

Lello Casella

CON I FRATELLI GALLO CALA IL SIPARIO SULLA XX EDIZIONE GIFFONI TEATRO

In scena al Giardino i “Sette vizi napoletani” con la partecipazione dell’autore de “I Bastardi di Pizzofalcone” Maurizio De Giovanni.

 

Giffoni Valle Piana, 23 agosto 2017.

 

Ultimo appuntamento al Giardino degli Aranci con la XX edizione dell’evento organizzato e promosso dall’associazione omonima presieduta da Mimma Cafaro, con il sostegno del Comune di Giffoni Valle Piana.
Venerdì 25 agosto i fratelli Gianfranco e Massimiliano Gallo, due partenopei divenuti ormai nomi di spicco delle produzioni televisive, cinematografiche e teatrali, chiudono l’edizione estiva con “Sette vizi napoletani”, uno spettacolo di teatro canzone in cui si raccontano i vizi del popolo al quale entrambi appartengono in modo viscerale.
Autore della commedia è Gianfranco Gallo, che ha già scritto oltre 20 spettacoli teatrali ed è stato interprete di fortunate soap opera (veste i panni di Rocco Giordano in “Un posto al sole”) e di diverse pellicole che hanno ottenuto successo a livello nazionale tra cui “Fortapasc” e il più recente “Indivisibili”. Non è da meno il percorso artistico del fratello Massimiliano che ha collaborato al cinema, tra gli altri, con Edoardo De Angelis, Ferzan Ozpetek e Vincenzo Salemme, recitando inoltre in serie tv come “Il clan dei camorristi”, “I bastardi di Pizzofalcone” e “The Young Pope” di Paolo Sorrentino.
“La Cazzimma”, “La Bizzuocaria”, “La Vittimismeria”, “La Sfrantummazione”, “La Maschimeschinità”, “La Scassoneria”, “La Camorra”, Gallo battezza sette parole che nel suo stile caustico ed ironico accompagneranno gli spettatori in un viaggio unico in cui tradizione e modernità si fondono alla perfezione e che conduce dritto all’indole dei napoletani.
I testi sono molto forti e significativi costituiti da parti comiche ma anche da momenti di commozione e di gran suggestione nel segno della tipica scrittura di Gianfranco, autore ormai con una sua precisa poetica.
La partecipazione di Maurizio De Giovanni, l’autore de “I Bastardi di Pizzofalcone, de “Il Commissario Ricciardi” e di tantissimi altri successi editoriali e televisivi internazionali, rappresenta poi il valore aggiunto dello spettacolo. Lo scrittore è oggi il personaggio napoletano maggiormente riconosciuto come icona di una Napoli alternativa, migliore, in continuo cambiamento, celebrato ed amato su tutto il territorio nazionale coi suoi milioni di lettori. De Giovanni con la sua voce particolarissima ed i suoi occhi spiritati, leggerà brani scritti appositamente e giocherà con i Gallo in modo divertente e provocatorio. Sarà l’avvocato difensore per ognuno di essi. Ad accompagnare i Gallo, anche il chitarrista Antonio Maiello che con il suo strumento e la sua Loop Station fungerà da vera ed originale orchestra. Accanto una band di livello altissimo, musicisti già di Edoardo ed Eugenio Bennato, di Gragnaniello, Sastri e di tanti altri impegnati in “Torna Maggio”, “Assaie”, “Qualcosa arriverà”, Acqua ‘e rose” “Pace e Serenità” di Pino Daniele, “A cchiu’ bella cosa” di Totò. Su di uno schermo immagini e video rievocativi di grande interesse artistico.
INFO UTILI Lo spettacolo avrà inizio alle 21; il costo del biglietto è di 13 euro (comprensivi di prevendita). Per informazioni: Associazione Giffoni Teatro – tel. 339 4611502 – www.giffoniteatro.it –  e-mail: info@giffoniteatro.it; Botteghino del Teatro nei giorni di spettacolo ore 19.00 – 21,30.

TRE PECORE VIZIOSE AL GIARDINO

Mercoledì 23 agosto la Compagnia Giffoni Teatro

 

Giffoni Valle Piana, 21 agosto 2017.

Commedia dell’arte e humor napoletano. Prosegue così Giffoni Teatro, XX edizione dell’evento organizzato e promosso dall’associazione omonima presieduta da Mimma Cafaro, con il sostegno del Comune di Giffoni Valle Piana. A riscaldare la platea ci penserà la Compagnia Giffoni Teatro, protagonista, mercoledì 23 agosto, di “Tre pecore viziose”, il testo di Eduardo Scarpetta riadattato da Giacomo D’Agostino e Rosario Muro che ne cura anche la regia.
“Le pecore viziose” sono Fortunato, Camillo e Felice che, a dispetto della loro situazione familiare, se la spassano con tre giovani donne alle quali lasciano credere di avere serie intenzioni di sposarle. Ma dovranno fare i conti con Ciccillo (Antonino Muro) ex fidanzato di Giulietta e successivamente con Beatrice (Ornella Mele), figura imponente e autoritaria, moglie di Fortunato, zia di Felice, la quale tiene le redini di tutta la famiglia, essendo la ricca proprietaria che amministra tutte le sostanze di casa Precipizio.
Intrecci amorosi e gioco degli equivoci si mescolano per una trama spassosa ed intricata, ambientata nella Napoli di fine ottocento. Tra gli altri interpreti: Paola Mancino (Bettina), Enza Russomando (Concettella), Manuel Stabile (Enrico), Enrica Bovi (Virginia) e Andrea Iacuzzo (Carluccio). Le scene sono di Marcello Gallo, i costumi di Amalia Di Feo
INFO UTILI Lo spettacolo avrà inizio alle 21; Il costo del biglietto è di 8 euro (comprensivo di prevendita). Per informazioni: Associazione Giffoni Teatro – tel. 339 4611502 – www.giffoniteatro.it –  e-mail: info@giffoniteatro.it; Botteghino del Teatro nei giorni di spettacolo ore 19.00 – 21,30.

DEBORA CAPRIOGLIO SUL PALCO DI GIFFONI LUNEDÌ 21 SARÀ BRUNA IN “CALLAS D’INCANTO” L’opera di Roberto D’Alessandro ripercorre la storia pubblica e privata della divina

Giffoni Valle Piana, 19 agosto 2017 Un omaggio ad una grande donna e ad una grande artista. Giffoni Teatro, XX edizione dell’evento organizzato e promosso dall’associazione omonima presieduta da Mimma Cafaro, con il sostegno del Comune di Giffoni Valle Piana, prosegue lunedì 21 agosto, con Debora Caprioglio in “Callas d’incanto”. L’attrice, sul palco del Giardino, sarà Bruna, la fedele governante della “divina”, al suo servizio per oltre 20 anni e quindi sua memoria storica.
Lei è stata l’ombra della Callas e come una Vestale, ne custodisce la memoria, i ricordi, l’idea di una donna che ha rappresentato tutta la sua esistenza, per la quale la sua vita ha avuto ed ha ancora una ragione che va al di là del semplice esistere.
Bruna rappresenta la semplicità, la quotidianità, quella contingenza davanti alla quale non è possibile valutare il genio, del quale tuttavia si avverte la statura, del quale si venera l’immensità di pensiero, la vastità delle imprese.
Così ascoltiamo la storia che ci racconta e ci troviamo al suo fianco a spiare come con vergogna i palpiti di quel cuore, la sua felicità, il suo tormento, tutta la tristezza del mondo.
L’opera, scritta e diretta da Roberto D’Alessandro, si pone quasi come un romanzo attraverso il quale è possibile ripercorrere la storia della Callas, la sua vita, il suo privato.
La sua statura artistica ha diviso il mondo dell’opera in prima e dopo la Callas. La sua capacità di interpretazione ha strappato la scena operistica all’affettazione dei gorgheggi fini a se stessi, ed è riuscita a dare un armonia ai personaggi del melodramma, mostrando sui palcoscenici di tutto il mondo un anima in una voce. Ma qui la Callas non è una voce in una donna, bensì una donna con una voce. E Bruna la racconta con fervore e passione quasi religiosa, soffermandosi maggiormente sul tormento della sua anima.
Ma ci sarà spazio anche per ripercorrere la sua grande storia d’amore, dopo l’incontro con Aristotele Onassis. La loro relazione, ed il triste epilogo concorrono ancora di più a dare alla vicenda una sacralità mitica che pare sussurrarci a tutti come la felicità non è di questa terra se due dei come loro non hanno potuto essere felici.
Bruna durante tutto lo spettacolo attende il ritorno della sua Madame. L’aspetterà per sempre, perché si sente come la tessera di un puzzle che completa un mosaico. Alla fine il desiderio di vedere entrare Maria Callas si fa irresistibile: “Madame – cioè la signora Callas non c’è, sta per arrivare.” E invece la divina non può entrare. Il suo corpo non è più tra noi anche se lei è ancora in mezzo a noi come un idea, una legenda, un mito…per una serata d’incanto.
INFO UTILI Lo spettacolo avrà inizio alle 21; Il costo del biglietto è di 13 euro (comprensivo di prevendita). Per informazioni: Associazione Giffoni Teatro – tel. 339 4611502www.giffoniteatro.it –  e-mail: info@giffoniteatro.it; Botteghino del Teatro nei giorni di spettacolo ore 19.00 – 21,30.

TEATRORAGAZZI AL GIARDINO DOMENICA 20 IN SCENA 23 GIOVANI DI ASSOTEATRO IN Alice nel paese delle meraviglie per la regia di Cesaro

Giffoni Valle Piana, 18 agosto 2017.

Da sempre attenta alle nuove leve del palcoscenico, al sogno e alle aspirazioni di questi giovani, anche quest’anno Giffoni Teatro, XX edizione dell’evento organizzato e promosso dall’associazione omonima presieduta da Mimma Cafaro, con il sostegno del Comune di Giffoni Valle Piana, apre una parentesi sul TeatroRagazzi.
L’unico appuntamento è fissato per domenica 20 agosto quando il Giardino degli Aranci si trasformerà nel fantastico mondo di “Alice nel paese delle meraviglie”: sul palco 23 giovani (tra i sei e quattordici anni) di AssoTeatro in una messa in scena spettacolare per la regia di Vito Cesaro, che va oltre il musical.
Lewis Carroll, nome d’arte di Charles Lutwidge Dodgson (1832-1898), reverendo e matematico inglese, scrive Le avventure di Alice nel Paese delle meraviglie nel 1865. Secondo la tradizione, la storia sarebbe stata inventata da Carroll durante una gita in barca con un altro religioso e tre bambine, le sorelle Liddell; Alice, che all’epoca era ancora piccola, secondo molti critici sarebbe l’ispiratrice del personaggio centrale del racconto.
La complessità del testo originale, ricco di giochi di parole, filastrocche, poemetti e riferimenti letterari mascherati e difficilmente traducibili letteralmente in un’altra lingua, ne fa un libro per l’infanzia assai particolare e aperto a molte possibilità di lettura diverse. In questa messa in scena Cesaro ha tenuto conto dei trucchi, delle scene e delle musiche originali del film di Tim Burton, ma ha pensato anche di “condire” il tutto con una contaminazione anni ’70 tutta da scoprire e l’inserimento delle canzoni degli Abba.
INFO UTILI Lo spettacolo avrà inizio alle 21; L’ingresso è gratuito con prenotazione. Per informazioni: Associazione Giffoni Teatro – tel. 339 4611502 – www.giffoniteatro.it –  info@giffoniteatro.it; Botteghino del Teatro nei giorni di spettacolo ore 19.00 – 21,30.

MERCOLEDÌ 16 AGOSTO TOCCA ALLA COMPAGNIA BATTIPAGLIESE FUORI DALLE QUINTE IN “E A MME, ME DANNO A’ PENSIONE”

Giffoni Valle Piana, 13 agosto 2017.

Continua ad essere la risata il filo conduttore di Giffoni Teatro, XX edizione dell’evento organizzato e promosso dall’associazione omonima presieduta da Mimma Cafaro, con il sostegno del Comune di Giffoni Valle Piana.
Mercoledì 16 agosto momenti di pura comicità e sagaci battute cabarettistiche con la Compagnia Fuori dalle Quinte in “E a mme, me danno a’ pensione – ovvero Tonino Cardamone giovane in pensione”, una farsa che attinge dalla vita reale.
La comicità irriverente dell’autore, Paolo Caiazzo, è l’elemento principale di questa commedia, rappresentata magistralmente dalla compagnia teatrale battipagliese che conta nel suo organico ottimi e giovani interpreti che coinvolgeranno il pubblico in un vortice d’ilarità. La regia è di Eduardo Di Lorenzo.
LA STORIA “E a mme, me danno ‘a pensione!” Questo è il pensiero che più di una volta attanaglia la mente di Nicolino Esposito, giovane trentenne precocemente pensionato per disturbi mentali, disturbi che con la sua saggezza, lo aiutano ad analizzare il mondo che lo circonda con estrema lucidità. Ma è matto per davvero o è tutta una finzione per intascare l’assegno a fine mese? In fondo potrebbe darsi che l’unico veramente “lucido” in casa Esposito (con una sorella zitella e tirchia innamorata di un amico di famiglia disoccupato, un cugino convivente sfrattato dalla moglie che si crede il nuovo Zeffirelli, una vicina di casa ambigua e seducente, la domanda sorge spontanea) sia proprio lui. Sarà un controllo di un ispettore dell’Inps a guastare “l’armonia” familiare, innescando uno spettacolo dentro lo spettacolo che alla fine servirà solo ad aumentare la confusione in casa.
Il finale che non ci si aspetta svelerà i retroscena di questa convulsa e divertente vicenda abilmente interpretata oltre che da Di Lorenzo anche da Danilo Candela (Gennaro Che Guevara), Giovanna Trotta (Maria/Karina), Massimiliano Conte (Pasquale/aiutante cuoco), Annamaria Milito (Olga), Bartolomeo Volzone (cuoco giapponese/ispettore Frungillo), Luca Landi (Vaniglia/ispettore Cacace).
INFO UTILI Lo spettacolo avrà inizio alle 21; L’ingresso è gratuito con prenotazione. Per informazioni: Associazione Giffoni Teatro – tel. 339 4611502 – www.giffoniteatro.it –  e-mail: info@giffoniteatro.it; Botteghino del Teatro nei giorni di spettacolo ore 19.00 – 21,30.

L’ingresso è gratuito con prenotazione.

TEATRO NAPOLETANO VENERDÌ 11 AGOSTO AL GIARDINO LA COMPAGNIA TANDEM CON LA COMMEDIA INTELLIGENTE “CE PENZA MAMMÀ”

Giffoni Valle Piana, 9 agosto 2017.

Teatro sì ma napoletano, quello in cui il riso si mescola con il pianto, e vanno in scena emozioni che saziano l’anima. Venerdì 11 agosto Giffoni Teatro, XX edizione dell’evento organizzato e promosso dall’associazione omonima presieduta da Mimma Cafaro, con il sostegno del Comune di Giffoni Valle Piana, prosegue ospitando al Giardino degli Aranci la Compagnia Tandem in “Ce penza mammà”, la commedia intelligente (per la regia di Ciro Rusticale) scritta a quattro mani da Gaetano e Olimpia Di Maio, pronta a far ridere e sorridere lo spettatore con una trama articolata dove non si riesce a fare a meno di affezionarsi ai personaggi.
Un lavoro teatrale in cui sono presenti tutti gli ingredienti della vera commedia tradizionale nel senso più nobile della parola. I momenti grotteschi e comici si alternano a fasi talvolta commoventi regalando allo spettatore, a spettacolo concluso, la leggerezza di una piacevole serata così come solo il buon teatro sa dare.
LA STORIA Una mamma muore in giovanissima età e lascia quattro figli i quali, per volere della stessa, vivono tutti nella casa materna, da lei lasciata in proprietà. Anche da morta la presenza della madre in casa è costante anche nel continuare a dare ai propri figli direttive, consigli e addirittura ordini. Tutto ciò provoca piccoli ed esilaranti litigi e disagi in famiglia.
INFO UTILI Lo spettacolo avrà inizio alle 21; il costo del biglietto è di 8 euro (comprensivi di prevendita). Per informazioni: Associazione Giffoni Teatro – tel. 339 4611502 – www.giffoniteatro.it –  e-mail: info@giffoniteatro.it; Botteghino del Teatro nei giorni di spettacolo ore 19.00 – 21,30.

TEATRO CLASSICO AL GIARDINO DEGLI ARANCI MERCOLEDÌ 9 AGOSTO L’ANTIGONE DI BARBARA BOVOLI E ANTONIO SALINES

In scena anche Maria Laura Caselli, Michele Enrico Montesano, Tonino Tosto, Geremia Longobardo, i ragazzi del progetto Pietre Miliari, con la partecipazione di Giovanni De Feo.

Giffoni Valle Piana, 7 agosto 2017.

Una parentesi di teatro classico in cui campeggerà il genio e la creatività di Sofocle. Giffoni Teatro, XX edizione dell’evento organizzato e promosso dall’associazione omonima presieduta da Mimma Cafaro, con il sostegno del Comune di Giffoni Valle Piana, prosegue mercoledì 9 al Giardino degli Aranci con Antonio Salines e Barbara Bovoli in “L’Antigone”, una nuova traduzione del testo dell’autore, integrale in tutte le sue parti, nel quale si inseriscono anche due brani tratti dall’Edipo a Colono dello stesso Sofocle. Uno spettacolo tutto da ammirare, in cui la pregevole e chiara traduzione di Roberto Lerici riesce a fondere magistralmente lirismo ed epicità che la regia di Livio Galassi asseconda. Le musiche originali di Luciano Francisci aggiungono la loro sonora emozione.

L’inconciliabile dualismo tra legge dello stato e legge umana, tra giustizia ritenuta ingiusta e pietà ritenuta colpevole, si ripropone irrisolto e ancora attuale dopo oltre duemila e quattrocento anni, interessando e coinvolgendo filosofi, politici, poeti e drammaturghi, nello scorrere dei secoli, stimolando le interpretazioni registiche più esaltate e velleitarie, capaci di relegare Sofocle a mero pretesto. Preziosa delle più sensibili sfumature esistenziali la presenza di Antonio Salines, un interprete nel pieno della sua maturità artistica. Allo stesso modo insostituibile la figura di Barbara Bovoli che nel ruolo di Antigone addolcisce la sua caparbia e sprezzante fierezza.

In scena anche Maria Laura Caselli, Michele Enrico Montesano, Tonino Tosto, Geremia Longobardo e i ragazzi del progetto Pietre Miliari, con la partecipazione di Giovanni De Feo.

INFO UTILI Lo spettacolo avrà inizio alle 21; il costo del biglietto è di 13 euro (comprensivi di prevendita). Per informazioni: Associazione Giffoni Teatro – tel. 339 4611502 – www.giffoniteatro.it –  e-mail: info@giffoniteatro.it; Botteghino del Teatro nei giorni di spettacolo ore 19.00 – 21,30.

 

PASQUALE PALMA DOTTOR FUTURO A GIFFONI

Lunedì 7 agosto al Giardino il comico di Made in Sud
Con lui anche il trio prodigio dei “Malincomici”
Ancora disponibili i biglietti al botteghino del teatro dalle 19.

Giffoni Valle Piana, 5 agosto 2017 Una commedia teatrale tutta da ridere, che gioca sulle differenze tra gli anni ottanta e la realtà contemporanea con gag esilaranti e paradossi temporali. Dopo il grande di Francesco Cicchella, primo ospite di stagione, la XX edizione di Giffoni Teatro, l’evento organizzato e promosso dall’associazione omonima presieduta da Mimma Cafaro con il sostegno del Comune di Giffoni Valle Piana, prosegue lunedì 7agosto con Pasquale Palma tra i più amati comici napoletani, nei anni di “Dottor Futuro”.
Sul palco anche Gennaro Scarpato, Oreste Ciccariello e Mirko Ciccariello, tre giovani talenti provenienti della fucina comica partenopea, noti al pubblico come “I malincomici”, e le attrici Claudia Tranchese e Ida Anastasio.
La commedia, prodotta da Best Live, affida la regia ad Antonio Guerriero che firma anche la sceneggiatura insieme a Palma e Scarpato. Le musiche sono a cura di Tommaso Primo, tra i cantautori più apprezzati dell’attuale scena pop e world music napoletana.
Palma quest’anno ha lasciato Made in Sud portando con sé i suoi mitici personaggi, il rapper Arancino col suo tormentone “nessuno nasce impanato”, “Armando” l’ex fidanzato di Fatima, il fashion blogger “Floriano del Gatto” e il neopoetico ” Eddy Scampia” col la sua canzone ” Tutto a posto”, per intraprendere un percorso artistico diverso. Vanta già la partecipazione a film che hanno sbancato al box office in Italia, su tutti “Si accettano miracoli” di Alessandro Siani.
LA TRAMA Nel 1986 Eugenio Dragonara decide di farsi ibernare per sfuggire alle proprie responsabilità con la garanzia di farsi scongelare nel 2017. Lo scienziato, Dottor Futuro, chiamato per tale operazione però muore e il lavoro toccherà al suo unico nipote, interpretato da Palma, costretto a portare a termine l’esperimento per ricevere l’eredità dello zio. Sono diverse le ritrosie del giovane, prima su tutte il fatto che lui di scienza non capisce niente, e poi non è contento di portare quest’uomo in casa visto che lui non vive da solo. Pasquale infatti è fidanzato con Chiara, una donna quasi trentenne che ama molto, ma che ancora non ha potuto sposare per evidenti problemi economici. A completare questa bizzarra storia ci sono un avvocato, Alfonso Maria Campiello, giovane praticante presso uno studio notarile, che ha il compito di espletare le pratiche testamentarie, e uno studente del centro di ricerche, Nino Siniscalchi, che non fa niente per mascherare la sua scarsa dedizione al lavoro. A complicare non poco la faccenda c’è Lucia, mamma di Chiara e suocera di Pasquale.
INFO UTILI Lo spettacolo avrà inizio alle 21 al Giardino degli Aranci; il costo del biglietto è di 13 euro (comprensivi di prevendita). Per informazioni: Associazione Giffoni Teatro – tel. 339 4611502 – www.giffoniteatro.it –  e-mail: info@giffoniteatro.it; Botteghino del Teatro nei giorni di spettacolo ore 19.00 – 21,30.

LE “MILLEVOCI” DI FRANCESCO CICCHELLA INAUGURANO LA XX EDIZIONE DI GIFFONI TEATRO

Lo show giovedì 3 agosto al Giardino degli Aranci
In scena anche la spalla storica dell’artista Vincenzo De Honestis e un’orchestra di sole donne dirette dal maestro Paco Ruggiero.
Ancora attiva la campagna abbonamenti al costo di 65 euro per i 10 spettacoli in cartellone.

 

Giffoni Valle Piana, 1 agosto 2017 Francesco Cicchella, ugola d’oro, imitatore di innovazione dal sorriso contagioso, sarà il primo ospite di Giffoni Teatro, XX edizione dell’evento organizzato e promosso dall’associazione omonima presieduta da Mimma Cafaro, con il sostegno del Comune di Giffoni Valle Piana.
Giovedì 3 agosto al Giardino degli Aranci (alle 21) il one man show dell’artista dal titolo Millevoci. Mai titolo fu più indicato per raccontare la storia e la verve artistica che Cicchella porta in scena in uno spettacolo di quasi due ore, dove si alternano musica, cabaret, imitazioni ed un significato sociale che invita a riflettere seppur con il sorriso sulle labbra.
Lo spettacolo parte dal centro di tutto: la musica. Lo spartito visto con gli occhi del protagonista, che si racconta negli aneddoti della sua vita da artista e spazia con le sue doti canore dai medley di brani anni ’60/70 rigorosamente rivisitati nei testi, gioca con le note insegnando che con i beat di brani celebri è possibile cantare qualsiasi cosa.
Tre gli “ospiti” nello spettacolo, interpretati dallo stesso Cicchella e che sono anche i suoi cavalli di battaglia nel mondo del cabaret: Gigi D’Alessio e le sue immancabili “inedite – già sentite”, l’infaticabile (e povero) Massimo Ranieri, ed il “napo – americano” Michael Bublè, personaggio che lo ha lanciato nella trasmissione “Made in Sud”.
Al suo fianco un compagno storico, Vincenzo De Honestis, che va molto oltre il ruolo di “traduttore”, e che si presenta in questo contesto spalla DOC e soprattutto “vittima d’eccezione”, grazie al grande feeling tra i due.
Ampio spazio alla tradizione partenopea, con l’interpretazione esilarante di cantanti neo-melodici napoletani e non solo. Cicchella trova il suo personale modo di affrontare anche temi sociali del nostro tempo, senza cadere nell’ovvio e nel banale. Attraverso la musica e l’ironia sul palco esprime tutta la sua energia, non si risparmia.
Niente videoproiezioni, niente ricostruzioni di set, ma come scenografia, la semplice presenza di una band tutta al femminile, che accompagna in musica lo spettacolo. Un fiato, una tastierista, una batterista, chitarra e basso, sotto la direzione di Paco Ruggiero, Maestro musicale che ha collaborato con tanti grandi, ha scritto la sigla dello scorso Casa San Remo e per Papa Francesco, fanno da sottofondo a questo poliedrico artista che regala sul palcoscenico le sue mille anime.
INFO UTILI Lo spettacolo avrà inizio alle 21; il costo del biglietto è di 17 euro (comprensivi di prevendita). Ancora disponibili gli abbonamenti per i 10 spettacoli in cartellone (il prezzo dei singoli biglietti varia dai 7 ai 15 euro; le date del 16 e 20 agosto sono ad ingresso libero su prenotazione) al costo di 65 euro. Per informazioni: Associazione Giffoni Teatro – tel. 339 4611502 – www.giffoniteatro.it –  e-mail: info@giffoniteatro.it; Botteghino del Teatro nei giorni di spettacolo ore 19.00 – 21,30.

“Prova ad A…mare” fa il pieno alla seconda Rassegna Estiva S. Margherita Arte e Teatro

Ernesto Lama, mattatore nella serata finale con Gaia Bassi.

Premio S. Margherita Arte e Teatro a Ernesto Lama, Don Sabatino Naddeo, Ciro Casella e Pasquale Capozzoli.

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Pubblico delle grandi occasioni sul giardino sagrato della chiesa di S. Margherita a Salerno, dove Ernesto Lama e Gaia Bassi, con l’aiuto musicale di Aniello Palomba alla chitarra e Salvatore Cardona al piano, hanno letteralmente entusiasmato con il loro spettacolo Prova ad A….mare.

Poesie, canzoni, frammenti del teatro di Viviani.

Viviani è la strada: le gioie, i dolori, i colori dell’anima.

La verità, la miseria, l’ingiustizia, marchiò le sue sceneggiature con una lingua scarna, aspra, tagliente, ben lontana da quello stile che faceva del teatro colto un’esclusiva delle classi più agiate, riuscendo perciò a coniugare contenuti molto profondi ad una possibilità di fruibilità da parte di tutti, anche attraverso la previsione di vari livelli di interpretazione delle opere.

Lama è grande cultore dell’artista stabiese.  Si vede che è a suo agio nel raccontarlo e nel rappresentarlo ma la sua forza sta nell’affrontarlo come se non lo conoscesse.

Sa che nel teatro di Viviani trova di tutto.

Inizia con ‘O scugnizzo ‘ che è stato anche l’esordio di Viviani.

Il repertorio continua con un ritmo e una grinta impressionante. Una macchina da guerra.

Cammina spedito ma rispettoso, umile.

Porta allo scoperto le emozioni e i sentimenti.

Spettacolo improvvisato quasi una prova con il pubblico.

Ha in mano la tavolozza e come un pittore sceglie, amalgama, sperimenta i colori giusti ora tenui, ora accesi.

Istrionico, ironico, sarcastico, provocatore.

Con lui in scena l’attrice Gaia Bassi che lo asseconda con grazia, eleganza, cuore, anima, ammirazione.

La voce calda di lei, avvolgente, accarezza il numeroso pubblico presente, circa cinquecento persone, che partecipa con grande entusiasmo. Lama si esalta, lo cattura trascinandolo in un vortice di emozioni.

Non mancano gli applausi a scena aperta.

Lui ha i suoi amici, la sua Gaia, il suo chitarrista Aniello Palomba.

Il trio delle meraviglie è in scena a S. Margherita, ma sente che manca qualcosa: e allora?  Trova tra il pubblico il pezzo “arrangiato ” che mancava: il pianista Cardone, componendo cosi l’ennesimo quadro!

Una tela intrigante, viva, palpitante…Si respira l’arte pura!

Per un artista, l’arte è una necessità che non si può manipolare.

Momenti esilaranti, coinvolgenti, un pubblico in visibilio che li applaude a ripetizione.

Lama prende a pretesto ” I Guappi” e porta Viviani a vivere i giorni nostri.

Lo cala nella nuova realtà, nella nuova frontiera della napoletanità: “i neomelodici.”

Arguto e frizzante si impossessa del tema, spara anatemi.

Analizza i versi di queste “arie” new age.

Cerca di spiegare i significati dei testi e come “cultore ” della materia pensa al testimonial chiamando dalla platea un suo amico che è venuto a vederlo.

“Il malcapitato” cerca di dissuaderlo ma lui non sente ragioni, lo vuole sul palco!

Antonio Speranza, attore professionista di origine salernitane, si impossessa del microfono e ti “spara” una canzone neomelodica.

La nuova frontiera della vecchia sceneggiata è qui.

Pubblico letteralmente piegato in due dalle risate.

E’ finita? Macché!!!!!

Prima un duo da pelle d’oca con la Bassi (Rusella Mia) poi a casa di un prete- siamo sul sagrato della chiesa di S. Margherita-  una poesia di Trilussa, poeta satirico romano, dal titolo “l’Uccelletto in Chiesa”.

Pensa bene di affidare il sonetto, pieno di doppi sensi, all’eleganza della sua “complice” Bassi che con estrema cura porta a compimento l’ardua missione.

Il finale è da incorniciare, una splendida ‘ A rumba de scugnizzi, le voci di entrambi si fondono dipingendo una tela intrisa di colori tenui, delicati, sullo sfondo di una serata fantastica fatta di sentimento, arte, amicizia e affetto.

Un teatro povero dove sono poveri anche i sentimenti.

Il vivianeo ha trionfato anche a Salerno: è lui l’emulo di Viviani!

Splendida artista Gaia Bassi, bravi musicisti Antonio Palomba e Salvatore Cardone.

Trionfo meritato e certificato dagli applausi convinti di un pubblico che ha risposto alla grande riempendo tutte le serate della rassegna.

Presenti alla serata l’Assessore al Bilancio Roberto De Luca e il consigliere Nico Mazzeo.

Il segnale è chiaro. Questa parte della città ha sete di cultura, aggregazione, di grandi eventi.

La rassegna giunta alla seconda edizione vuole crescere e si candida a diventare parte integrante degli eventi cittadini.

Il progetto teatro di 90 posti va realizzato al più presto per non disperdere il patrimonio messo insieme in questi anni con duro lavoro.

Un progetto che vuole dare vita ad un vero e proprio polo per la formazione e la didattica teatrale e delle arti in genere

Il Laboratorio Teatro S. Margherita è necessario per completare la rinascita socio culturale del quartiere che è uno dei più popolosi di Salerno.

Investire in cultura paga.

Questi sono   anche produttivi, a volte, più degli investimenti classici sia in termini economici che sociali.

Una citazione su tante, in chiusura, quella del nostro Leo De Berardinis”…non si può bleffare se c’è una civiltà teatrale, il teatro è una grande forza civile, il teatro toglie la vigliaccheria del vivere, la paura del diverso, dell’altro, dell’ignoto, della vita e della morte…”

TEATRO NUOVO

STAGIONE TEATRALE 2017-2018

Nella cornice istituzionale della Sala del Gonfalone del Comune di Salerno, è stata presentata questa mattina la stagione teatrale 2017/2018 del Teatro Nuovo di Salerno. La struttura di Via Valerio Laspro, attiva dal 1990 e dunque ormai storica per la città di Salerno, ha come sempre al centro della propria programmazione il “Cartellone Comico”, che richiama ogni anno oltre 300 abbonati e migliaia di spettatori. Presenti alla conferenza i noti attori Gennaro Morrone e Piero Vitolo (entrambi protagonisti quest’anno al Nuovo) e, in rappresentanza del Nuovo i soci gestori Ugo Piastrella e Ciro Girardi.
Ugo Piastrella, direttore artistico del Nuovo, ha dunque presentato il nuovo cartellone comico: da ottobre a marzo prossimi calcheranno le scene del Nuovo numerosi noti attori e registi del panorama teatrale nazionale. Tra gli altri, Maurizio Casagrande, Monica Sarnelli, Alan De Luca, Lino D’Angiò, Ernesto Lama, Michele La Ginestra, Eduardo Tartaglia, Veronica Mazza, Salvatore Misticone, Gino Cogliandro, Gennaro Morrone, Piero Vitolo e, ovviamente, Ugo Piastrella, Ciro Girardi e gli altri membri storici della stabile del Teatro Nuovo. Dieci gli spettacoli in programma. Abbonamento avrà un costo di 150 euro, ridotto 130 euro per gli over 65 e gli studenti, solo 120 euro per i vecchi abbonati che confermeranno anche quest’anno la loro tessera. Per info e prenotazioni, tel. 089.220886 (botteghino).
Ciro Girardi ha, inoltre, ribadito l’impegno del Nuovo a 360°, ricordando l’esistenza di un affermato laboratorio teatrale presso la struttura (diretto da Carlo Roselli di “Teatri Sospesi”) e annunciando il progetto di creazione di una nuova “leva teatrale”, per rinfoltire i ranghi della Compagnia stabile del Nuovo. In inverno saranno poi presentate le altre rassegne in programma al teatro di Via Laspro.

TEATRO ARBOSTELLA

XII STAGIONE TEATRALE COMICA 2017/2018

Al Teatro Arbostella di Salerno presentato il nuovo cartellone 2017-18: testi di celebri autori interpretati da rinomate compagnie

E’ stato presentato questa mattina presso il Teatro Arbostella di Salerno, il cartellone della XII rassegna di teatro comico amatoriale che avrà inizio nella struttura di Viale Verdi il prossimo 30 settembre per terminare il 13 maggio del 2018. Il decano direttore artistico Gino Esposito insieme alla presidente Immacolata Caracciuolo, accompagnati dalla presenza istituzionale dell’assessore comunale Angelo Caramanno ha illustrato alla stampa gli appuntamenti in programma dal prossimo autunno nel piccolo ma funzionale teatro della zona orientale. Cartellone variegato anche quest’anno con una combinazione di autori classici e contemporanei, per un mix di tradizione e freschezza ma sempre mantenendo fermo il credo della comicità. “Un teatro che è diventato punto di riferimento per la zona orientale e non solo” sono state le parole dell’assessore Caramanno. Delle stesso avviso il direttore artistico Gino Esposito accompagnato dagli attori Giovanni Bonelli e Gaetano Troiano.
Si riparte dunque il 30 settembre, con la rinomata compagnia A.C.I.S. il Sipario di Napoli che presenterà un testo dal titolo “Il Padrone” tratto dall’Avaro di Molière e riportato in chiave partenopea con le magistrali interpretazioni di Rosario Giglio e Sasà Palumbo accompagnati da un gruppo di prima scelta. A seguire la Compagnia Comica Salernitana, la stabile dell’Arbostella si cimenterà in un esilarante testo riscritto e riadattato da Giovanni Bonelli dal titolo “Vaco a Napoli pe n’affare” dove si alterneranno sul palco numerosi personaggi, tutti caratterizzati dalla sapiente regia di Gino Esposito. A novembre esordio sulle tavole del palco di Viale Verdi per una compagnia partenopea affermata la CMS Mario Scarpetta che allieterà la platea con la classica e comica “Tre pecore viziose” di Eduardo Scarpetta, rivisitata in chiave del tutto particolare dalla regia di Mimmo Cacciapuoti. A dicembre un classico edoardiano di prim’ordine messo in scena da un gruppo salernitano di primo ordine che ha vinto premi in tutta Italia: La compagnia dell’Eclissi presenterà l’”Arte della Commedia” con il riadattamento di Felice Avella e la regia di Marcello Andria.
Dopo la pausa natalizia, dove la direzione artistica sta pensando a ricche sorprese, con spettacoli della Compagnia Comica Salernitana di Gino Esposito e l’Antica Italiana di Gaetano Troiano il cartellone ripartirà dal 6 gennaio 2018 con il ritorno di una rodata compagnia napoletana già ospite un paio di anni fa: il gruppo degli Zerottantuno, si misurerà in un testo dal titolo “E’ tornata zitella” tratto da Signori Biglietti di Rescigno e rivisitato da Felice Pace. Da fine gennaio e per i primi due week-end di febbraio un’altra storica conoscenza del pubblico dell’Arbostella: la compagnia TeatroMania di G.Tricarico porterà in scena un frizzante lavoro ridisegnato da Rino Grillo dal titolo “Matrimoni scombinati”.
A seguire risate con gli Amici del Teatro di Antonio Pollio che ritorneranno dopo il successo dello Scarfalietto dell’anno scorso con un altro testo scarpettiano dal titolo: “‘Na Commedia a richiesta”.
A marzo Gaetano Troiano con la sua compagnia All’Antica Italiana metterà in scena un raggiante ed umoristico “Non ci resta che maritarla” di Raffaele Caianiello. Ad aprile il turno di una delle compagnie storiche della rassegna: Gli Ignoti di Napoli misureranno la loro bravura in un altro capolavoro di Eduardo De Filippo dal titolo “La paura numero uno” con Marino Gennarelli e Patrizia Pozzi mentre la chiusura con il botto è affidata come sempre nelle mani della Compagnia Comica Salernitana che regalerà a maggio gli ultimi sorrisi di stagione al pubblico con un divertente testo di Samy Fayad dal titolo “Il Settimo si riposò”.
Illustrati infine ai presenti le attività laboratoriali sia per grandi che per piccini (curati dal maestro Gaetano Troiano accompagnato da un valido staff) che partiranno sempre da ottobre e termineranno con i saggi a giugno. Fissata inoltre la data della rassegna estiva Arena Arbostella in calendario quest’anno dal 28 agosto al 3 settembre.
Chiunque vorrà, potrà sottoscrivere l’abbonamento a 10 spettacoli al costo, invariato, di 90 euro da lunedi 17 luglio sino al 31 luglio, e dal 4 al 29 settembre 2017 (lun/ven 19.30-21.30). La direzione del teatro comunica inoltre che, essendoci stata un vasta adesione al rinnovo della tessera da parte dei vecchi abbonati, il numero dei carnet invenduti è molto limitato per cui si consiglia di affrettarsi all’acquisto. Sconti vantaggiosi per gli studenti universitari e stuzzicanti convenzioni per tutti.
Info e prenotazioni: www.teatroarbostella.it – 089-3867440 – 347-1869810

TEATRO VERDI

INAUGURAZIONE STAGIONE TEATRALE
GRANDE TEATRO

Abbonamento a 10 Spettacoli
Turni A/B/C/D

da giovedì 26 a domenica 29 ottobre
CLAUDIA CARDINALE OTTAVIA FUSCO
LA STRANA COPPIA
Un progetto registico di Pasquale Squitieri
di Neil Simon / traduzione Luigi Lunari / realizzato da Antonio Mastellone

da giovedì 2 a domenica 5 novembre
ISABELLA FERRARI IAIA FORTE
COME STELLE NEL BUIO
di Igor Esposito / regia Valerio Binasco

da giovedi 16 a domenica 19 novembre
VIRGINIA RAFFAELE
PERFORMANCE
di Virginia Raffaele e Giampiero Solari / regia Giamp

da giovedì 18 a domenica 21 gennaio
EROS PAGNI, GAIA APREA SEI PERSONAGGI IN CERCA D’AUTORE
di Luigi Pirandello / regia Luca De Fusco

da giovedì 25 a domenica 28 gennaio
LAURA MORANTE
LA LOCANDIERA B&B
liberamente tratto da La Locandiera
di Carlo Goldoni / adattamento Edoardo Erba / regia Roberto Andò

da giovedì 1 a domenica 4 febbraio
MARIANGELA D’ABBRACCIO GEPPY GLEIJESES FILUMENA MARTURANO
di Eduardo De Filippo / regia Liliana Cavani

da giovedì 22 a domenica 25 febbraio
ARTURO BRACHETTI
SOLO

da giovedì 1 a domenica 4 marzo
DANIELE RUSSO
IL GIOCATORE
di Fëdor Dostoevskij / adattamento Vitaliano Trevisan / regia Gabriele Russo

da giovedi 15 a domenica 18 marzo
ALESSANDRO PREZIOSI
VINCENT VAN GOGH L’ODORE ASSORDANTE DEL BIANCO
di Stefano Massini / regia Alessandro Maggi

da giovedì 22 marzo a domenica 25 marzo
FRANCESCO DI LEVA GIOVANNI LUDENO
IL SINDACO DEL RIONE SANITÀ
di Eduardo De Filippo / con la partecipazione di MASSIMILIANO GALLO / regia Mario Martone

CONTEMPORANEI / TEATRO CIVILE
Abbonamento a 5 Spettacoli

giovedì 9 novembre
venerdì 10 novembre matineè per le scuole ore 10.30
LUCIA MASCINO
ANATOMIA DI UNA SOLITUDINE
dedicato alla poetessa Idea Vilariño scritto e diretto da Lucia Calamaro

venerdì 12 gennaio
CORRADO AUGIAS
O PATRIA MIA… LEOPARDI E L’ITALIA
di Corrado Augias / regia Angelo Generali

sabato 10 febbraio domenica 11 febbraio fuori abbonamento
LINO MUSELLA
ANDREA RENZI
TONY LAUDADIO
IL SERVO
di Robin Maugham / regia Andrea Renzi, Pierpaolo Sepe

martedì 27 febbraio
SIMONE CRISTICCHI
IL SECONDO FIGLIO DI DIO
di Simone Cristicchi / regia Antonio Calenda

mercoledì 7 marzo
GIANRICO CAROFIGLIO LA MANOMISSIONE DELLE PAROLE
di Gianrico Carofiglio / regia Teresa Ludovico

Teatro delle Arti

E’ stata presentata ieri mattina, presso il Salone del Gonfalone del Comune di Salerno, la stagione teatrale del Teatro Delle Arti di Salerno. Alla presenza di Ermanno Guerra, il direttore artistico Claudio Tortora e il presidente del Cos Pina Testa, hanno annunciato i 10 spettacoli inseriti nel cartellone 2017/2018 e i sette eventi dedicati alla danza e alla comicità in collaborazione con il Teatro Ridotto.

Si parte come sempre ad ottobre e si finirà a maggio.

Tanti, tantissimi i volti noti ed amati dal pubblico che si alterneranno sul palco del teatro salernitano. Con date ancora da definire, chi vorrà assistere alla stagione teatrale potrà vedere lo spettacolo di Carlo Buccirosso “Il pomo della discordia”, ed ancora Gino Rivieccio, Sandra Milo, Fanny Cadeo e Marina Suma in “Mamma… ieri mi sposo”, si continua con Massimo Dapporto in “Un borghese piccolo piccolo”, Sal Da Vinci in “Italiano di Napoli”, Francesco Cicchella in “Millevoci”, Biagio Izzo in “Mi manda Picone”, Gianfranco Jannuzzo e Debora Caprioglio in “Alla faccia vostra!!”, la compagnia del Teatro Totò in “Hai un amico all’Inps?”, e poi ancora Maria Amelia Monti in “Miss Marple, giochi di prestigio” e infine Pamela Villoresi e Claudio Casadio in “Il mondo non mi deve nulla”. Tre gli appuntamenti, fuori abbonamento, con la danza, la grande danza che vedranno come protagonisti Raffaele Paganini, Michele Carfora e Fredy Franzutti.

Mentre sono quattro gli appuntamenti, anche questi fuori abbonamento, con la comicità, in collaborazione come detto con il Teatro Ridotto diretto da Gianluca Tortora. Tra i protagonisti di questi appuntamenti ci sono Gigi e Ross in “Troppo napoletano”, Federico Salvatore, Giacomo Rizzo, Gianfranco e Massimiliano Gallo.

Per tutti coloro che volessero abbonarsi alla stagione del Teatro Delle Arti o acquistare i biglietti per i singoli spettacoli, basta andare al botteghino della struttura sita in via Grimaldi 7, oppure telefonare al numero 089221807

‘E Miracòl ‘e Santa Margherita

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I Miracòl…..

Equivoci e falsi miracoli, in una commedia tutta da ridere, il copione prende spunto da un idea di rivisitare e riadattare un testo di Gaetano Di Maio che alla metà degli anni settanta scrisse per il teatro Sannazzaro, allora diretto dall’attrice Luisa Conte, una notevole quantità di commedie, tutte in dialetto napoletano, e tutte disegnate su misura per quella compagnia che annoverò come protagonisti accanto alla Conte attori affermati quali Nino e Carlo Taranto, Pietro De Vico, Enzo Cannavale ma anche gli allora giovani Giacomo Rizzo, Oscar Di Maio e Giulio Adinolfi. Lo spettacolo dal titolo  “‘E MIRACOL ‘E SANTA MARGHERITA” nella versione attuale è stato ricostruito con onestà intellettuale che ha consentito di riproporre con pulizia un tipo di teatro facilmente contaminabile: L’originale “E’ ASCIUTO PAZZO O’ PARRUCCHIANO” fu scritta, probabilmente, in seguito al grande successo del musical di Garinei e Giovannini AGGIUNGI UN POSTO A TAVOLA, ed è facile immaginare che l’autore si sia ispirato, nel tratteggiare il ruolo di Don Sandro, al Don Silvestro di Johnny Dorelli. Quello che conta, in operazioni come questa, è la buona messinscena e dobbiamo dire che la pulizia della regia e la contagiosa simpatia di Lello Casella, nei panni del sacrestano Modestino, hanno la meglio su tutte le perplessità che comunque affiorano quando a proporsi sono attori di teatro amatoriale. Lo spettacolo diverte il pubblico, grazie anche alla misurata prova della brava Roberta Manzo, così dotata di personalità da consentire al debuttante Enzo Melillo, nell’impegnativo ruolo di Don Sandro, di vivere la scena con grande tranquillità. Divertente il cameo di Vincenzo Citro, un sindaco stralunato che si rianima solo se deve affrontare un discorso politico, essenziale la recitazione dei vari Gianmarco Citro nel ruolo dell’avvocato cugino del prete, di Giuseppina Amato brava caratterista nel ruolo di Donna Bianca cosi come Sabrina Tortorella che regala al personaggio di Celeste mossette ed isterismi da falsa puritana assolutamente irresistibili, debutto positivo anche per Carmine Rinaldi nel ruolo di Menico.

Una citazione a parte meritano i bravi e coraggiosi giovani Marcella Mari (Ninetta), Miriana Scarpa (Angelina), Pia Mari (popolana e cameriera), Giuseppe Noschese (baroncino), Rossella Noschese Gaia De Angelis Maria Pia Gentile e Martina Casaburi (Popolane). Le scene sono state realizzate da Angelo Cirillo e Vincenzo Cipriani, Montaggio Digital-Audio-Video Ciro Casella, Direttrice di Scena Gina De Martino, Paint Designer Sabrina Tortorella, Sartoria Giuseppina Amato, Fotografia Don Sabatino Naddeo.