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“Looks” di Olga Marciano

Al museo Diocesano “San Matteo” di Salerno in esposizione fino al 16 giugno.

Mentre l’uomo sbarca sulla luna negli anni settanta, lei, la piccola Olga Marciano preferisce, seduta a cavalcioni sulle gambe della nonna Olga, sentir parlare d’arte, esplorare un mondo che ben presto sarebbe diventato il suo. Così senza bacchetta magica ma con sapiente e determinato estro la piccola si trasformerà in un’icona dei visi, degli sguardi, di occhi pronti a farti annegare in un mare di dolcezza. Sarà un susseguirsi di mostre, premi alla carriera, coinvolgimenti verso l’ambiente suggellati da sculture giganti a forma di sirene, le “Deae Maris” che lasciano messaggi misteriosi in semplici bottiglie ad incoronarla come artista ineguagliabile e attesa in svariate biennali d’arte d’Italia.

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Il vernissage del 7  giugno u.s. in esposizione fino al 16 non tratta di foto di donne che si sono messe in posa: sono quadri! O meglio, opere d’arte che regalano un’esperienza sensoriale unica al suo osservatore. Stiamo parlando di Nyuma, Maria di Magdala, Beatrice , le donne dipinte dal loro sapiente maestro Olga marciano, conterranea , nonché ideatrice e curatrice della Biennale d’Arte Contemporanea di Salerno, che, in questa imperdibile collezione, ha voluto focalizzare l’attenzione non sulla bellezza femminile, solitamente soggetto di quadri, ma esaltare la profondità dei visi puntando l’attenzione sugli occhi ritratti sapientemente ora azzurri, ora verdi, neri, socchiusi, tanto da sembrare così reali fino a nascondersi attoniti dietro il vetro di un bicchiere mezzo pieno. Incantevoli, dolcissimi, profondi, carichi di trasporto! Semplici donne, mediterranee, i cui contorni sono in grado di esprimere il realismo didascalico di un’artista immensa che con impasti di colori ad olio ne riempie magistralmente la forma dei volti tracciandone un’identità fatta di sole linee cromatiche che sprigionano una luce! “Per ogni minuto che teniamo gli occhi chiusi, perdiamo sessanta secondi di luce” diceva G.G. Marquez, quindi perché non fissarli? Una mostra da non perdere se non fosse altro per lo stile elevato della Marciano che non evoca la donna ma la descrive analiticamente col suo pennello e finisce per toccare l’anima!

Sabrina Tortorella