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Pubblico “a cascata” invade l’Arena del Teatro S. Margherita

Grande affluenza domenica sera in occasione della III Edizione della Rassegna Estiva S. Margherita Arte e Teatro.

Pubblico stipato in ogni angolo della piccola struttura che si trova alla Via F. D’Allora, a Pastena nelle adiacenza dell’uscita della tangenziale. La formula di creare uno spazio per far vivere i grandi eventi anche nelle periferie della città, sta dando grande soddisfazione a Lello Casella e Sabrina Tortorella ideatori e organizzatori della Kermesse.

Un cartellone, variegato, dove spiccano spettacoli dal filone comico, ma anche spettacoli di riflessione, di studio, di ricerca delle arti in genere. L’accoglienza e la familiarità con cui vengono accolti e coccolati gli spettatori uno degli ingredienti alla base del successo che è chiaro, evidente, palpabile.

In scena l’Associazione Logos con lo spettacolo “O muort tene voglia e campà!” della Compagnia Teatro Insieme regia di Francesco Ferrara. Lo spettacolo ha divertito il pubblico ma cosa importante per chi organizza un cartellone è dare spunti di riflessione e di apertura verso l’aggregazione, la socialità, l’aiuto alle fasce più deboli. Siamo da sempre convinti che il teatro sia una medicina importante per l’anima e per la mente.

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Accoglienza e trattamento dei problemi correlati alle addiction, sensibilizzazione, formazione e aggiornamento nel campo del trattamento, della prevenzione primaria e della promozione della salute, ricerca, studio e documentazione, progettazione nel campo della promozione della salute, l’inclusione sociale e lo sviluppo solidale, sono i capisaldi dell’Associazione Logos a livello Nazionale. A Salerno la Logos è nata trenta anni fa per accogliere persone e famiglie inizialmente che avevano problemi di alcol. Nel corso degli anni si è occupata anche di altre problematiche quali il disturbo da gioco d’azzardo. Da qualche anno si occupa delle problematiche legate all’utilizzo del web. Fondamentale in questi anni è stata l’accoglienza alla persona e alla famiglia che voleva mettere in discussione uno stile di vita rischioso. L’identità e la relazione sono i pilastri fondamentali su cui si fonda un progetto di vita che promuove il benessere della persona e della comunità. La compagnia teatrale nasce dal desiderio di alcuni di sperimentarsi in qualcosa che li faccia divertire e star bene tra di loro. Il teatro vuole essere un modo per comunicare agli altri il loro cambiamento e la loro scelta di prendersi cura di loro e della loro famiglia. Quest’anno di lavoro e a volte anche di discussione ha permesso loro di rafforzare anche rapporti amicali e soprattutto di divertirsi molto. Il messaggio è che cambiare si può. Ognuno può mettere i atto il cambiamento che desidera.

“O muort tene voglia e campà!” è una sorta di giallo comico dove gli elementi della commedia degli equivoci ci sono tutti, mantenendo una trama e un intreccio sempre avvincente.

La commedia è articolata in tre quadri basati sulle vicissitudini dei gestori di una pensioncina, la famiglia Bottiglieri, allorquando rinvengono una valigia contenente una grossa somma di denaro.

Essi sono all’oscuro del fatto che la somma era stata versata ad un killer (tale Paternò) per eliminare un concorrente di un capomafia (Luigino Chiacchione). Il Paternò viene arrestato e i padroni della pensione decidono quindi di appropriarsi della valigia col danaro. Ma ora il capomafia pretende la restituzione dei soldi, e in mancanza di questi, ordina che venga eseguito l’omicidio.

Il variopinto cocktail della trama, fatta di mafiosi incalliti, milioni spariti, tresche amorose e di vari equivoci, bugie e raggiri, si svolge a ritmo serrato nella piccola pensione a conduzione familiare che si chiama “Pensione della tranquillità” ma che, per ironia della sorte, sarà tutt’altro che tranquilla.

Il programma delle serate proseguirà come di seguito:

Oggi 16 ore 21 Reading d’Autore con Olga Marciano, Vicente Barra e Imma Battista. Letture di Gaia Bassi e Sabrina Tortorella. Musiche del M°Ugo Rodolico. Interventi di Lello Casella.

Mercoledì 17 ore 21 Teatrando Teatro presenta Gaia Bassi e Lello Casella in “26 a’ Farmacia e 4 o’ Teatro” coreografie di Valeria Alfano – Compagnia Polo delle Arti. Regia di Lello Casella.

Giovedì 18 ore 21 la comicità di Ciro Girardi in “Se ridete non mi offendo”.

Venerdì 19 ore 21 Compagnia Polo delle Arti nel musical “Dracula Felice e Contento” coreografie di Valeria Alfano e Cristina Ciafrone.

Sabato 20 riposo per la festività di S. Margherita.

Domenica 21 ore 21 i botti comici finali con la Compagnia Comica Salernitana in “O figlio ‘e pàtemo” con la coppia Bonelli-Avallone.

Ultime repliche al TEATRO S. MARGHERITA

Ultime due repliche del fortunato spettacolo “26 a farmacia e 4 o teatro”!

Lo spettacolo “26 a farmacia e 4 o teatro” da un’ idea comica di Lello Casella è organizzato dall’Associazione“SimonCirteatroragazzi” che opera nel quartiere da circa cinque anni, con il Patrocinio del Comune di Salerno.

Sul palco: Gaia Bassi, Lello Casella, Sabrina Tortorella, Francesco Ferrara, Vincenzo Citro, Enzo Melillo, Eva Autuori, Rossella Chiarello, Maria Luisa Pirri.Grafica, montaggio digital-audo-video Ciro Casella.

Idea scenica di Sabrina Tortorella, Scenotecnica Enzo Citro, Mario d’Amato.

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Lo spettacolo vede la partecipazione di Paolo Molinari alla chitarra e di Ugo Rodolico alle percussioni. Le coreografie sono state curate dalla New Space Dance di Francesco Boccia.

La trama molto semplice si svolge all’interno di una farmacia e nel teatro di quartiere. Narra delle vicessitudini di Ninì fidanzata (Rossella Chiarello) prima e moglie poi (Gaia Bassi) che smania dalla voglia di esprimere la sua “verve artistica”.

Nel teatro recita il marito Arturo (Lello Casella), un “medico mancato” che non si avvede “pè gelusia o pè chissà che cosa” dell’enorme talento della moglie.

Ninì, suo malgrado, è soffocata, imprigionata in una vita da casalinga repressa, ma Celeste (Sabrina Tortorella), proprietaria del teatro, intuisce che quella donna è un talento emergente. Uno spettacolo, divertente, dal ritmo incalzante, bellissime scenografie che si lascia godere fino alla fine.

Nel popoloso quartiere di Pastena all’uscita della tangenziale di Salerno e vicino alla fermata della metropolitana, il Comune di Salerno, grazie all’impegno del Consigliere Nico Mazzeo, ha voluto fermamente la nascita di un nuovo polo culturale al servizio della zona orientale e della intera città che dal primo aprile sarà oggetto di adeguamento.

Saranno fissate le nuove poltroncine e sarà installato il nuovo impianto audio e luci.

Per tale motivo le date di aprile saranno spostate a maggio pv.

Seguirà la terza edizione della Rassegna S. Margherita Arte e Spettacolo, da giugno e fino al 20 luglio, un ricco cartellone di teatro comico, musica, narrativa e di arte in genere.

Un itinerario del gusto e della gastronomia salernitana farà da cornice alla Kermesse.

Ultime repliche dello spettacolo in cartellone: 30 e 31 marzo 2019 

Sabato ore 21.00 domenica ore 19.15.

Tutto esaurito domenica 24 al TEATRO S. MARGHERITA

Nel popoloso quartiere  il Comune di Salerno  ha voluto fermamente la nascita di  un nuovo polo culturale al servizio della zona orientale e della intera città.

Lo spettacolo “26 a farmacia e 4 o teatro” da un’ idea comica di Lello Casella organizzato dall’Associazione “SimonCirteatroragazzi”. Protagonista l’attrice cantante Gaia Bassi di recente in Compagnia con Massimo Ranieri nello spettacolo “Teatro del Porto” di scena anche al Teatro Verdi di Salerno.

Sul palco con lei Lello Casella, Sabrina Tortorella, Francesco Ferrara, Vincenzo Citro, Enzo Melillo, Eva Autuori, Rossella Chiarello, Maria Luisa Pirri.

Grafica, montaggio digital-audo-video Ciro Casella. Idea scenica di Sabrina Tortorella Scenotecnica Enzo Citro, Mario d’Amato.

Lo spettacolo ha visto la partecipazione dei professionisti Paolo Molinari alla chitarra e di Ugo Rodolico alle percussioni.

Le coreografie sono state curate dalla New Space Dance diretta dall’artista Francesco Boccia, ballerino e maitre de ballett salernitano.

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La trama molto semplice narra delle vicessitudini di Ninì fidanzata (Rossella Chiarello) prima e moglie  poi (Gaia Bassi) che smania dalla voglia di esprimere la sua “verve artistica”. Nel teatro di quartiere  recita il marito Arturo (Lello Casella) che non si avvede “pè gelusia o pè chissà che cosa” dell’enorme talento della moglie.

Ninì, suo malgrado, è soffocata, imprigionata in una vita da casalinga, repressa, ma Celeste (Sabrina Tortorella), proprietaria del teatro, intuisce che quella donna è un talento emergente.

Lo spettacolo è grottesco, surreale, scandito da ritmi incessanti, ricco di spunti comici, doppi sensi, musica, danza, che serviti “fumanti” portano il pubblico in un estasì esilarante di risate e di applausi.

Uno spettacolo semplice, pulito, che si lascia godere fino alla fine.

La programmazione proseguirà, vista la grande richiesta, nel fine settimana, di marzo con il seguente calendario: 30, 31 marzo 2019 feriali alle 21.00 festivi alle 19.15.

 

INAGURAZIONE del TEATRO S. MARGHERITA

Debutto della Compagnia Teatrando Teatro a Salerno presso il Laboratorio Teatro S. Margherita in Via F. D’Allora, a Pastena.

Nel popoloso quartiere  il Comune di Salerno ha voluto fermamente la nascita di  un nuovo polo culturale al servizio della zona orientale e della intera città.

Dal 19 Marzo la Compagnia presenta lo spettacolo  “26 a’ farmacia e 4 o’ teatro” da un’ idea comica di Lello Casella, organizzato dall’Associazione “SimonCirteatroragazzi” che opera nel quartiere da oltre cinque anni.

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Protagonista l’attrice cantante Gaia Bassi di recente in Compagnia con Massimo Ranieri  nello spettacolo “Teatro del Porto” di scena anche al Teatro Verdi di Salerno, ma anche di  C’era una volta ….scugnizzi” di Enrico Vaime e Claudio Mattone con Sal Da Vinci, Signori in Carrozza con Giovanni Esposito e Ernesto Lama  per la regia di Paolo Sassanelli, Riccardo III  protagonista femminile nel ruolo di Lady Anna con la regia di Massimo Ranieri, Viviani Varietà con la regia di Maurizio Scaparro, Italiano di Napoli protagonista femminile con la regia di Alessandro Siani, con Sal Da Vinci. Interprete di fiction TV  di successo ( Un posto al Sole, La Nuova Squadra 2, Baciati dall’Amore). Sul palco con lei  Lello Casella, Sabrina Tortorella, Francesco Ferrara, Vincenzo Citro, Enzo Melillo, Eva Autuori, Rossella Chiarello, Maria Luisa Pirri.

Grafica, montaggio digital-audo-video Ciro Casella. Idea scenica di Sabrina Tortorella Scenotecnica Enzo Citro, Mario d’Amato.

Lo spettacolo vedrà la partecipazione dei professionisti Paolo Molinari alla chitarra e di Ugo Rodolico alle percussioni. Le coreografie saranno a cura della New Space Dance  diretta dall’artista Francesco Boccia, ballerino e maitre de ballett salernitano.

Un cast tutto locale a dimostrazione della grande creatività intrisa nel panorama artistico della città. La trama molto semplice narra delle vicessitudini di Ninì fidanzata prima e moglie poi che smania dalla voglia di esprimere la sua “verve artistica”. Nel teatro di quartiere recita il marito Arturo che non si avvede “pè gelusia o pè chissà che cosa” dell’enorme talento della moglie. Ninì ,suo malgrado, è soffocata, imprigionata in una vita da casalinga, repressa, ma Celeste, proprietaria del teatro, intuisce che quella donna è un talento emergente.

Lo spettacolo è grottesco, surreale, scandito da ritmi incessanti, ricco di spunti comici, doppi sensi, musica, danza, che serviti “fumanti” portano il pubblico in un estasi esilarante di risate e di applausi.

Il risultato è garantito. Uno spettacolo semplice, pulito, che si lascia godere fino alla fine.

Il teatro è semplicità, amore, trasmettere al pubblico il proprio stato d’animo un  “teatro povero dove sono poveri anche i sentimenti”. Siamo  per la felicità a teatro, per la pura evasione, per la semplicità dei gesti e per la “povertà” intesa nell’accezione più nobile  del significato. Il nostro dialetto, la nostra tradizione, la nostra spontaneità, la nostra felicità.

A Voi non resta che affollare il Laboratorio Teatro Santa Margherita che si avvia a proporre un cartellone, anche per i prossimi mesi, nel segno della comicità e dell’arte “Povera”: Cà se ride!!!!…. Sicuro!!!

Spettacoli: il 19 marzo 2019 serata di Gala, 22 e 23 marzo serate di beneficenza per il costruendo Centro Pastorale della Comunità di S. Margherita.

La programmazione proseguirà, vista la grande richiesta, nei fine settimana, con il seguente calendario: 24, 30, 31 marzo 2019, 6, 13 e 14 aprile feriali alle 21.00 festivi alle 19.15.

GRANDE SUCCESSO COMICO

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Teatro S. Margherita Laboratorio

O’ fatt rò politeàm è lo spettacolo che la Compagnia Teatrando Teatro metterà in scena domani alle 20 e 30 nell’impianto sito, nel quartiere di S. Margherita il più popoloso di Salerno, alla Via F. D’Allora nei pressi dell’uscita della tangenziale di Pastena.

Il testo, comico in due atti, ideato da Lello Casella con l’adattamento e la regia di Sabrina Tortorella, è ambientato ai primi del 900 nel cuore della belle époque, in piena crisi del teatro classico di prosa.

La messa in scena molto semplice cerca di raccontare lo spirito del tempo e lo stato d’animo dei grandi maestri di prosa costretti, loro malgrado, a reinventarsi.

La scenografia trasforma il Teatro S. Margherita in una sorta di sipario che si apre su un ulteriore teatro.

Gioco, colore suggestione: Tutto in scena   dai costumi, agli arredi, alle luci, ai gesti, agli sguardi, richiama una crisi profonda che investe il teatro e lo costringe a mettersi in discussione.

Su quest’impianto storico-culturale Lello Casella mette la propria verve artistica, accanto a lui una Sabrina Tortorella scintillante che asseconda, coccola, gioca, vive e popola i suoi sogni.

Insieme a loro ci sono attori riottosi, quando non improvvisati, attrici, o presunte tali, alcune attratte dalle luci del varietà e dalla voglia di diventare famose soubrettres e poi i tradimenti, i compromessi e le bugie, raccontate in primis a se stessi, di un teatro che s’arrangia suo malgrado e si ridefinisce, proponendo un repertorio che pone un interrogativo importante: si tratta pur sempre di arte? Il teatro è diventato altro da sé o invece è morto? Sono questi gli spunti di riflessioni che si nascondono tra le pieghe dei personaggi, dei loro caratteri sapientemente studiati, tra malinconia, comicità e umorismo, affinché si possa recuperare un’arte di inestimabile valore quale il teatro, quello autentico.

Una citazione merita Gianmarco Citro che nell’immaginario onirico di Errico è uno squattrinato che diventa ricco fino ad insidiare l’amante.

Poi Roberta Manzo, la moglie, che subisce l’instabilità emotiva e sentimentale del marito viene “trascinata”, suo malgrado, in questo ” onirismo” fatto di intrigo, di cafè chantant.

Buone le caratterizzazioni di Vincenzo Citro, Marcella Mari, Giuseppe Noschese, Enzo Melillo.

Ordinate le interpretazioni di Pina Amato e Diodemo Dell’Orto

Lo spettacolo comico, tutto ritmo è arricchito da autentiche trovate coreografiche affidate a Francesco Boccia Art director della New space of dance di Salerno.

Il suo fantastico balletto popola il sogno di Enrico.

I ballerini sono la levità, la leggerezza, la carezza, la sensibilità ma anche animazione e sconfinamento.

Can Can fantasmagorici insieme a tango e tarantella   scandiscono   momenti di trasgressione, passione, sentimento, allegria.

La vicenda narra di un tradimento che si consuma in una casa in affitto e del sogno appagante che ne deriva.

Giacomina (Sabrina Tortorella) l’amante di Errico (Lello Casella) vuole assistere ad uno spettacolo di Cafè chantant al Politeama.

Errico che ha appena vissuto con lei ore di passione decide di accontentarla.

Giacomina felice si prepara per l’evento. Errico, invece, crolla in un sonno profondo: Sogna l’ingresso al Politeama con l’avvenente amante.

Da lì una serie di vicissitudini che li vede coinvolti in questa surreale messa in scena.

I personaggi, frutto dell’immaginario onirico, si presentano con caricature dell’espressione e dei caratteri, si fondono nei colori e nella vivacità dei ballerini che diventano i loro “angeli custodi” tesi ad elevarne – semmai-  virtù nascoste.

Lo spettatore è divertito, affascinato, coinvolto dall’intera vicenda e da un finale emozionante, coreografico.

Sul palco del S. Margherita un nutrito gruppo di attori attrici, ballerine, che ben si destreggiano tra vicenda, musica e iperbolici percorsi di teatro.

Attori: Martina Casaburi, Carmine Rinaldi, Pia Mari, Gaia De Angelis, Camilla De Angelis, Rosanna Scarano, Miriana Scarpa, Rossella Noschese, Benny Annunziata, Angelo Dell’Orto, Nicolò Motti

Scenotecnica: Angelo Cirillo Teatrando Teatro

Costumi su bozzetti d’epoca: Laboratorio Teatro Arbostella

Ballerine: Francesca Alberti, Margherita Buonomo Eleonora Marfella, Lucia Aprile, Martina Iannuzzelli Camilla Liguori, Giada Ciccullo, Alessandra Cavallo, Alessandra Mastrogiovanni, Teresa Guerritore Anna Falco

Coreografie: Francesco Boccia e Alessandra D’Onofrio

Assistenti: Danila Flauti, Silvana Barba

La ricerca musicale a cura di Ciro Casella ci porta nell’immaginario della passeggiata solita per Via Toledo che costituiva l’antipasto prima del divertimento, che aveva il suo tempio nella Galleria dove si trovavano i più celebri Caffè Chantant.

Lo spettacolo andrà in replica nei giorni di venerdì 15 e sabato 16 dicembre con inizio ore 20,30.

Info e prenotazioni 3385884051

…quasi un cafè chantant…!!!!

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Teatro S. Margherita Laboratorio

O’ fatt ro’ politeàm è lo spettacolo che la Compagnia Teatrando Teatro metterà in scena nell’impianto sito, nel quartiere di S. Margherita, il più popoloso di Salerno, alla Via F. D’Allora nei pressi dell’uscita della tangenziale di Pastena.
Il testo comico, in due atti, ideato da Lello Casella con l’adattamento e la regia di Sabrina Tortorella, è ambientato ai primi del ‘900 nel cuore della belle époque, in piena crisi del teatro classico di prosa.
La messa in scena, molto semplice, cerca di raccontare lo spirito del tempo e lo stato d’animo dei grandi maestri di prosa costretti, loro malgrado, a reinventarsi.
La scenografia trasforma il Teatro S. Margherita in una sorta di sipario che si apre su un ulteriore teatro.
Gioco, colore, suggestione: tutto in scena dai costumi, agli arredi, alle luci, ai gesti, agli sguardi, richiama una crisi profonda che investe il teatro e lo costringe a mettersi in discussione.
Su quest’impianto storico-culturale Lello Casella mette la propria verve artistica.
Insieme a lui ci sono attori riottosi, quando non improvvisati, attrici, o presunte tali, alcune attratte dalle luci del varietà e dalla voglia di diventare famose soubrettres e poi i tradimenti, i compromessi e le bugie, raccontate in primis a se stessi, di un teatro che s’arrangia suo malgrado e si ridefinisce, proponendo un repertorio che pone un interrogativo importante: si tratta pur sempre di arte? Il teatro è diventato altro da sé o invece è morto? Sono questi gli spunti di riflessioni che si nascondono tra le pieghe dei personaggi, dei loro caratteri sapientemente studiati, tra malinconia, comicità e umorismo, affinché si possa recuperare un’arte di inestimabile valore quale il teatro, quello autentico.
Lo spettacolo comico, tutto ritmo, è arricchito da autentiche trovate coreografiche affidate a Francesco Boccia Art director della New space of dance di Salerno.
Il suo fantastico balletto popola il sogno di Enrico. I ballerini sono la levità, la leggerezza, la carezza, la sensibilità ma anche animazione e sconfinamento.
Can Can fantasmagorici insieme a tango e tarantella scandiscono momenti di trasgressione, passione, sentimento, allegria.
La vicenda narra di un tradimento che si consuma in una casa in affitto e del sogno appagante che ne deriva.
Giacomina (Sabrina Tortorella) amante di Errico (Lello Casella) vuole assistere ad uno spettacolo di Cafè chantant al Politeama.
Errico che ha appena vissuto con lei ore di passione decide di accontentarla.
Giacomina, felice, si prepara per l’evento, Errico, invece, crolla in un sonno profondo: sogna l’ingresso al Politeama con l’avvenente amante.
Da lì una serie di vicissitudini che li vede coinvolti in questa surreale messa in scena.
I personaggi, frutto dell’immaginario onirico, si presentano con particolari caratterizzazioni, si fondono, a volte, nei colori e nella vivacità dei ballerini che diventano i loro “angeli custodi” tesi ad elevarne – semmai- virtù nascoste.
Lo spettatore è divertito, affascinato, coinvolto dall’intera vicenda e da un finale emozionante e coreografico.
Sul palco del S. Margherita un nutrito gruppo di attori, attrici, ballerine che ben si destreggiano tra vicenda, musica e iperbolici percorsi di teatro.
Attori: Roberta Manzo, Pina Amato, Vincenzo Citro, Gianmarco Citro, Diodemo Dell’Orto, Enzo Melillo, Marcella Mari, Giuseppe Noschese, Martina Casaburi, Carmine Rinaldi, Pia Mari, Gaia De Angelis, Camilla De Angelis, Rosanna Scarano, Miriana Scarpa, Rossella Noschese, Benny Annunziata, Angelo Dell’Orto, Nicolò Mutti
Scenotecnica: Angelo Cirillo Teatrando Teatro
Costumi su bozzetti d’epoca: Laboratorio Teatro Arbostella
Ballerine: Francesca Alberti, Margherita Buonomo Eleonora Marfella, Lucia Aprile, Martina Iannuzzelli Camilla Liguori, Giada Ciccullo, Alessandra Cavallo, Alessandra Mastrogiovanni, Teresa Guerritore Anna Falco
Coreografie: Francesco Boccia, Alessandra Dono, Alessandra D’Onofrio
Assistenti: Danila Flauti, Silvana Barba
La ricerca musicale a cura di Ciro Casella ci porta nell’immaginario della passeggiata solita per Via Toledo che costituiva l’antipasto prima del divertimento, che aveva il suo tempio nella Galleria dove si trovavano i più celebri Caffè Chantant.
Sul finire del XIX secolo, quando Parigi divenne il simbolo del divertimento e della vita spensierata, i café-chantant valicarono le Alpi per essere importati anche in Italia.
La novità esplose a Napoli, dove l’epoca d’oro del caffè-concerto coincise con quella della canzone napoletana. Il café-concert, o più comunemente café-chantant, italianizzato in caffè-concerto, è un genere di spettacolo nel quale si eseguivano piccole rappresentazioni teatrali e numeri di arte varia (operette, giochi di prestigio, balletti, canzoni ecc.) in locali dove si potevano consumare bibite e generi alimentari nel corso dello spettacolo. Per estensione, il café-concert è anche il locale che ospitava tale genere di spettacolo.
Fare teatro, musica o arte in generale non risponde solo ad un bisogno espressivo. L’industria culturale genera indotto economico per numerose figure e tipologie professionali e contribuisce allo sviluppo del territorio.
Le difficoltà di bilancio degli Enti pubblici sono certamente un ostacolo importante, ma ci si augura che possano essere trovati i fondi necessari e una comune visione che permetta a questo immobile di proprietà del Comune, dove la nostra Compagnia opera grazie alla gentile concessione di Don Sabatino Naddeo, parroco della Parrocchia di S. Margherita, di trasformarsi in un centro di cultura polivalente.
Un teatro – laboratorio- al servizio del quartiere che possa smuovere le coscienze, affinché si possa recuperare un’arte di inestimabile valore quale il teatro, quello autentico e garantire, al rione e alla città intera, una programmazione dell’offerta culturale strutturata e continuativa.
Lo spettacolo andrà in scena nei giorni di venerdì 1, sabato 2, sabato 9, venerdì 15 e sabato 16 dicembre con inizio alle ore 20,30.
Info e prenotazioni: tel. 3883510980 – 3471209778.

Ciro Casella

‘E Miracòl ‘e Santa Margherita

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I Miracòl…..

Equivoci e falsi miracoli, in una commedia tutta da ridere, il copione prende spunto da un idea di rivisitare e riadattare un testo di Gaetano Di Maio che alla metà degli anni settanta scrisse per il teatro Sannazzaro, allora diretto dall’attrice Luisa Conte, una notevole quantità di commedie, tutte in dialetto napoletano, e tutte disegnate su misura per quella compagnia che annoverò come protagonisti accanto alla Conte attori affermati quali Nino e Carlo Taranto, Pietro De Vico, Enzo Cannavale ma anche gli allora giovani Giacomo Rizzo, Oscar Di Maio e Giulio Adinolfi. Lo spettacolo dal titolo  “‘E MIRACOL ‘E SANTA MARGHERITA” nella versione attuale è stato ricostruito con onestà intellettuale che ha consentito di riproporre con pulizia un tipo di teatro facilmente contaminabile: L’originale “E’ ASCIUTO PAZZO O’ PARRUCCHIANO” fu scritta, probabilmente, in seguito al grande successo del musical di Garinei e Giovannini AGGIUNGI UN POSTO A TAVOLA, ed è facile immaginare che l’autore si sia ispirato, nel tratteggiare il ruolo di Don Sandro, al Don Silvestro di Johnny Dorelli. Quello che conta, in operazioni come questa, è la buona messinscena e dobbiamo dire che la pulizia della regia e la contagiosa simpatia di Lello Casella, nei panni del sacrestano Modestino, hanno la meglio su tutte le perplessità che comunque affiorano quando a proporsi sono attori di teatro amatoriale. Lo spettacolo diverte il pubblico, grazie anche alla misurata prova della brava Roberta Manzo, così dotata di personalità da consentire al debuttante Enzo Melillo, nell’impegnativo ruolo di Don Sandro, di vivere la scena con grande tranquillità. Divertente il cameo di Vincenzo Citro, un sindaco stralunato che si rianima solo se deve affrontare un discorso politico, essenziale la recitazione dei vari Gianmarco Citro nel ruolo dell’avvocato cugino del prete, di Giuseppina Amato brava caratterista nel ruolo di Donna Bianca cosi come Sabrina Tortorella che regala al personaggio di Celeste mossette ed isterismi da falsa puritana assolutamente irresistibili, debutto positivo anche per Carmine Rinaldi nel ruolo di Menico.

Una citazione a parte meritano i bravi e coraggiosi giovani Marcella Mari (Ninetta), Miriana Scarpa (Angelina), Pia Mari (popolana e cameriera), Giuseppe Noschese (baroncino), Rossella Noschese Gaia De Angelis Maria Pia Gentile e Martina Casaburi (Popolane). Le scene sono state realizzate da Angelo Cirillo e Vincenzo Cipriani, Montaggio Digital-Audio-Video Ciro Casella, Direttrice di Scena Gina De Martino, Paint Designer Sabrina Tortorella, Sartoria Giuseppina Amato, Fotografia Don Sabatino Naddeo.