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Essere o non essere il problema del Trio Avallone-Bonelli-Cariello

Quando siamo in inverno inoltrato ma già dalle prime avvisaglie di autunno penso sempre al teatro. Fisicamente il teatro, con le sue poltrone comode imbottite e la sua intima atmosfera, è idealmente luogo che fa emergere dal buio della scena storie e rappresentazioni su cui riflettere ognuno a suo modo.Ancor più del teatro sono sempre stato affascinato dal “meta-teatro” e più in generale dalla meta-arte, dove cioè, appunto arte e teatro mettono in scena loro stessi, riflettono su problematiche estetiche ed etiche facendone l’oggetto del loro esistere.

Al Teatro Arbostella di Salerno è di scena “Essere o non essere qual’ è il problema?” testo scritto a due mani -la destra di Andrea Avallone e la sinistra di Giovanni Bonelli o viceversa- che sono anche gli interpreti insieme a Rita Cariello.

Svelo subito che a dispetto del titolo lo spettacolo, che sarà replicato anche nel prossimo fine settimana, non ha niente a che vedere con le tragedie shakespeariane.

La trama parla di due fratelli (Bonelli e Avallone) che covano intimamente il desiderio di diventare attori. Il destino si compie e prende forma grazie a un sogno popolato da tragitti intriganti e strani figuri.In questo spazio esoterico entra in gioco anche una loro vicina (Rita Cariello) che bussa alla porta di casa “solo” per chiedere un mestolo, alias “cuppino”, ma diviene capace di amplificare gli equilibri già precari tra i due fratelli.  La messa in scena, è dinamica, briosa, brillante, comica. Un esperimento riuscito di metateatro.Utilizzato in parte nell’antichità da Plauto e finanche nelle commedie Goldoniane, il teatro nel teatro rappresentò per l’arte teatrale del ventesimo secolo una delle rotture delle convenzioni sceniche a scapito del naturalismo ottocentesco, che prediligeva il teatro borghese e la quarta parete.

I tre attori (Bonelli comico e spalla di Avallone, la Cariello guastatrice e brillante caratterista) sono presi dalla necessità di “destare” l’attenzione dello spettatore coinvolgendolo, nelle varie fasi oniriche, al fine sia di valorizzarne i vari livelli di cui è composto, sia di fornire ai personaggi che interpretano nuove possibilità esperienziali. Non si propongono di certo come obiettivo l’immedesimazione del pubblico nell’azione scenica, amano, invece, svelare esplicitamente e quasi smascherare la finzione teatrale in quanto tale, come per richiamare gli spettatori alla consapevolezza di star partecipando insieme con loro ad un gioco che li diverte entrambi.

Lo spettacolo piace perché in esso viene valorizzato il gioco delle parti, che è divertirsi e divertire sottolineando, per trarne aspetti comici, il carattere fittizio e ludico dell’evento teatrale.

In questo gioco si compie   l’eliminazione dello spazio artistico e la disintegrazione dello spazio teatrale. Gli attori, di fatto, non sono più vincolati al palcoscenico e nemmeno al testo, che non esiste, che inventano ogni volta a contatto del caldo fiato del pubblico

Di tutte le linee di confine, fisiche o astratte che siano, ne esiste una sottilissima, ma particolarmente percepibile: quella che, a teatro, divide gli spettatori dagli attori.

Sia che la rappresentazione si svolga su un palcoscenico, sia che avvenga in strada, con gli spettatori a distanza di metri o di pochi centimetri, il confine tra ciò che è interno e ciò che è esterno alla scena raramente si vede, ma si percepisce con chiarezza.

Questo spettacolo spezza questa rassicurante barriera, lo spazio scenico si infrange con gas, improvvisazioni, trasformazioni, riferimenti.

Lo spettacolo, mai banale, nella sua semplicità ci regala tre attori appassionati che con umiltà compiono un percorso intriso di tanta professionalità e dedizione.

Essere lì risolverebbe il loro problema? Io vi invito a Esserci.

Buon divertimento!!!!!

Le repliche nel week end sabato 3 marzo alle 21,15 domenica 4 marzo alle 19,15.

A NATALE “VACO A NAPOLI PE N’AFFARE”

All’Arbostella spettacolo comico con protagonisti la coppia Bonelli – Avallone

Metti che una sera mi viene voglia di farmi due risate. Prenoto una poltroncina ,aggiunta, in un lato di questo teatro a misura di spettatore e vengo coinvolto in un ambiente anni 30.
Mi trovo, infatti, proiettato all’interno del Salone Margherita .
La rivista, un can can di “effetto” assordante e con tante “porte” che si aprono.
Atmosfere antiche come dire un pò … retrò.
Il teatro è l’Arbostella a Salerno -zona orientale- dove la compagnia stabile, la Comica Salernitana, diretta come sempre da Gino Esposito si sta cimentando in un testo riscritto e riadattato da Giovanni Bonelli dal titolo: “Vaco a Napoli pe n’affare
L’idea sarà pure “banale” ma funziona, il pubblico viene coinvolto.
Si rivivono temi e cartoline di una Napoli che fù.
La Napoli dei grandi artisti, (tra i quali Viviani e Scarpetta) della cultura .
Interno della Galleria Umberto I . Un bar (o meglio un caffè di notte e giorno) dei clienti bizzarri a dir poco .
Una venditrice di giornali( Nicoletta Romano) uno scrittore, una coppia (a proposito da citazione la caratterizzazione di Rita Cariello,) un tenore” intonato” (Carlo Simeoni)
Artisti squattrinati che fieri della loro arte spontanea sbarcano il lunario in cerca di qualche contratto.
Tale condizione diventa l’occasione per questo “cafone sopra le righe” che ,già entusiasta spettatore del can can,(Giovanni Bonelli )insieme alla sua compagna (Anna Aurelio) una signora niente fronzoli che addirittura gli tiene testa ,lo controbatte e a volte lo asseconda.
Partono da Caivano e si trovano per la prima volta a Napoli per un affare.
Vogliono scritturare artisti per poi portarli al loro paese per allietare una festa.
Entrano in questo “cafè” e incontrano alcuni amici di vecchia data.
Uno di questi è un cameriere capellone (Avallone) .Lui è “O Masterascio” e lavora tra queste porte girevoli.
Gira con “chiavi e grimaldelli” e apre a piacimento anche la serratura di Bonelli.
Anzi lui soltanto ha la chiave giusta ,diciamo pure che lui è la chiave …sic!
In scena si piacciono ,si divertono, si completano, si aprono …Appunto!
Da quel momento in poi si sviluppano dinamiche divertenti.
Ritrovano tra i tavoli del bar un altro vecchio amico (Francesco Delli Priscoli) che li invita a casa sua.
In questa casa di Napoli gli scenari diventano a dir poco esilaranti.
Il padrone di casa è in cura psichiatrica e il suo medico (Troiano) lo assiste H24.
In questa casa si vive un clima “surreale”. Oltre a medico e paziente -lui vedovo da poco- si trovano, anche , due domestici: (Enzo Galdo) il veterano e (Francesca Musa) l’esordiente, compongono un micidiale mix di
caratteri che insieme all’ottimo (Delli Priscoli) fanno da spalla alle trovate spontanee della coppia “masterascio e serratura” alias Bonelli – Avallone.
Il prodotto finale è godibile, pulito.
Nella sua semplicità la vicenda ha dei ritmi che funzionano a meraviglia .L’affare è fatto.
All’Arbostella la risata è sempre di scena.
Completano il cast gli attori esordienti Daniele Galdi, Annachiara Sammarco, Gioia Villani, Ciro Caroniti e Annalisa Apicella che, grazie alla singolare direzione artistica di Gino Esposito, fanno la loro bella figura. Una semplicità che cattura il pubblico.
L’essenzialità alla fine è quello che conta a discapito di tanti “soloni” delle scene, che preferiscono stare sul relativismo del “così è se vi pare” per (stravolta) interpretazione pirandelliana, piuttosto d’avventurarsi nella semplice concretezza.
Il lavoro sarà in scena al teatro Arbostella martedì 26 Dicembre ore 20:30 e mercoledì 27 Dicembre ore 21:30.
Quasi quasi me lo vado a rivedere ….”Se …Seeee” .
Lello Casella

Al Teatro Arbostella di scena la Compagnia dell’Eclissi con “L’Arte della Commedia” di Eduardo

Il rapporto tra realtà e finzione caratterizzerà il quarto appuntamento in cartellone della XII stagione teatrale comica del Teatro Arbostella di Salerno. Emozioni, suggestioni e ironia e saranno trasmesse al pubblico dai bravissimi attori della pluri-titolata “Compagnia dell’Eclissi” di Salerno (vincitrice di premi e nomination in tutta Italia da un decennio a questa parte) che per i primi tre week-end di dicembre porterà sulle tavole del palco della struttura di Viale Verdi un capolavoro di Eduardo De Filippo ovvero “L’arte della commedia” con la magistrale riduzione e adattamento di Felice Avella per la sapiente regia di Marcello Andria.

La trama. Oreste Campese (Felice Avella), capocomico di una compagnia di guitti, si reca da De Caro (Ernesto Fava), prefetto di un capoluogo di provincia appena insediato, e gli espone i problemi della compagnia. I due discutono sulla crisi del teatro, sul ruolo dell’attore, sui repertori e infine sul rapporto tra finzione e realtà, manifestando profonde divergenze.

Campese invita il prefetto al suo spettacolo, sperando che la presenza di un’autorità possa invogliare la gente del paesino ad andare a teatro; De Caro, però rifiuta e lo congeda bruscamente. Ma Campese si appropria di una lista di persone che devono essere ricevute e lancia una sfida: sarà in grado De Caro di distinguere fra le persone reali e i suoi attori travestiti? Dal prefetto si avvicenderanno il medico Quinto Bassetti (Enzo Tota), il parroco padre Salvati (Geppino Gentile), la maestra Lucia Petrella (Marica De Vita) e il farmacista Girolamo Pica (Andrea Iannone) che avevano chiesto udienza presentando i loro casi e lui e il suo segretario Giacomo Franci (Leandro Cioffi), nuovo del luogo, non riescono a capire se sono reali o se sono attori della compagnia. Nemmeno quando arriva il Maresciallo che dovrebbe arrestare Campese.

In questa opera Eduardo De Filippo non risolve l’enigma e lascia non solo il prefetto e il suo segretario ma anche il pubblico nel dubbio se coloro che si sono avvicendati davanti all’autorità per esporre le loro singolari storie di vita siano davvero un medico, un prete, una maestra, un farmacista, o siano solo degli attori che si fingono tali. Se dal punto di vista del prefetto è molto importante che l’enigma si risolva (soprattutto quando ha il dubbio di trovarsi di fronte al suicidio del farmacista), per il capocomico Campese non è poi così importante appurare se si tratti di realtà o di finzione. Sarà il pubblico, come sempre, a trarre le proprie conclusioni.

La pièce, curata nei minimi dettagli come detto dalla regia firmata Marcello Andria, si avvarrà delle belle scenografie di Luca Capogrosso arricchita dai costumi di Angela Guerra,

Spettacoli nei fine settimana 2-3-9-10-16-17 dicembre 2017.  Il sabato alle 21.15 e la domenica alle 19.15. Costo del singolo biglietto 12 euro, ridotto 10. (si consiglia prenotazione)
Info: 089/3867440 – 347/1869810 – www.teatroarbostella.it

“VACO A NAPOLI PE N’AFFARE”

Spettacolo comico con protagonisti la coppia Bonelli- Avallone

Metti che una sera mi viene voglia di farmi due risate.  Prenoto una poltroncina ,aggiunta, in un lato di questo teatro a misura di spettatore e vengo coinvolto in un ambiente anni 30.
Mi  trovo, infatti,  proiettato all’interno del Salone Margherita .
La rivista, un can can di “efetto” assordante  e con tante “porte” che si aprono.
Atmosfere antiche come dire  un pò … retrò.
Il teatro è l’Arbostella a Salerno -zona orientale-  dove la compagnia stabile, la Comica Salernitana, diretta come sempre da Gino Esposito si stà cimentando in un  testo riscritto e riadattato da Giovanni Bonelli dal titolo: “Vaco a Napoli pe n’affare
L’idea sarà pure  “banale” ma funziona, il pubblico viene coinvolto.
Si  rivivono  temi e  cartoline di una Napoli che fù.
La Napoli dei grandi artisti,( tra i quali Viviani e Scarpetta) della cultura .
Interno della Galleria Umberto I . Un bar (o meglio un caffè di notte e giorno) dei clienti bizzarri a dir poco .
Una venditrice di giornali( Nicoletta Romano) uno scrittore,  una coppia  (a proposito da citazione la caratterizzazione di Rita Cariello,) un tenore” intonato” (Carlo Simeoni)
Artisti squattrinati che fieri della loro arte spontanea sbarcano il lunario in cerca di qualche contratto.
Tale condizione diventa l’occasione per questo “cafone sopra le righe”  che ,già entusiasta spettatore del can can,(Giovanni Bonelli )insieme alla sua compagna (Anna Aurelio)  una signora   niente fronzoli  che  addirittura gli tiene testa ,lo controbatte  e a volte  lo asseconda.
Partono da Caivano  e si trovano  per la prima volta a Napoli per un affare.
Vogliono scritturare artisti per poi portarli al loro paese per allietare  una festa.
Entrano  in questo “cafè” e  incontrano  alcuni amici di vecchia data.
Uno di questi è un cameriere capellone (Avallone) .Lui è  “O Masterascio”  e lavora tra  queste porte girevoli.
Gira con “chiavi e grimaldelli” e  apre a piacimento anche  la serratura di Bonelli.
Anzi lui soltanto ha la chiave giusta ,diciamo pure che lui è la chiave …sic!
In scena si piacciono ,si divertono, si completano, si aprono …Appunto!
Da quel momento in poi si sviluppano  dinamiche divertenti.
Ritrovano tra i tavoli del bar un altro vecchio amico(Francesco Delli Priscoli) che li invita a casa sua.
In questa casa di Napoli  gli scenari  diventano a dir poco esilaranti.
Il padrone di casa   è in cura psichiatrica e il suo medico ( Montinaro) lo assiste H24.
In questa casa si vive un clima “surreale”.Oltre a  medico e paziente -lui vedovo da poco- si trovano, anche , due domestici: (Enzo Galdo) il veterano e (Francesca Musa) l’esordiente, compongono un micidiale mix di
caratteri che insieme all’ottimo (Delli Priscoli) fanno da spalla alle trovate spontaneee  della coppia “masterascio e serratura”alias Bonelli Avallone.
Il prodotto finale è godibile ,pulito.
Nella sua semplicità   la vicenda ha dei  ritmi che funzionano a meraviglia .L’affare è fatto.
All’Arbostella la risata è sempre di scena.
Completano il cast  gli attori  esordienti  Daniele Galdi, Annachiara Sammarco, Gioia Villani, Ciro Caroniti e Annalisa Apicella che, grazie alla singolare direzione artistica di  Gino Esposito, fanno la loro bella figura.Una semplicità che cattura il pubblico.
L’essenzialità alla fine è quello che conta a discapito di tanti “soloni” delle scene,che preferiscono stare sul relativismo del “così è se vi pare” per (stravolta) interpretazione pirandelliana, piuttosto d’avventurarsi nella semplice concretezza.
Il lavoro sarà in scena al teatro Arbostella fino al 5 novembre il sabato  alle 21,15 la domenica ore 19,15
Quasi quasi me lo vado a rivedere ….”Se …Seeee” .

Lello Casella

TEATRO ARBOSTELLA

XII STAGIONE TEATRALE COMICA 2017/2018

Al Teatro Arbostella di Salerno presentato il nuovo cartellone 2017-18: testi di celebri autori interpretati da rinomate compagnie

E’ stato presentato questa mattina presso il Teatro Arbostella di Salerno, il cartellone della XII rassegna di teatro comico amatoriale che avrà inizio nella struttura di Viale Verdi il prossimo 30 settembre per terminare il 13 maggio del 2018. Il decano direttore artistico Gino Esposito insieme alla presidente Immacolata Caracciuolo, accompagnati dalla presenza istituzionale dell’assessore comunale Angelo Caramanno ha illustrato alla stampa gli appuntamenti in programma dal prossimo autunno nel piccolo ma funzionale teatro della zona orientale. Cartellone variegato anche quest’anno con una combinazione di autori classici e contemporanei, per un mix di tradizione e freschezza ma sempre mantenendo fermo il credo della comicità. “Un teatro che è diventato punto di riferimento per la zona orientale e non solo” sono state le parole dell’assessore Caramanno. Delle stesso avviso il direttore artistico Gino Esposito accompagnato dagli attori Giovanni Bonelli e Gaetano Troiano.
Si riparte dunque il 30 settembre, con la rinomata compagnia A.C.I.S. il Sipario di Napoli che presenterà un testo dal titolo “Il Padrone” tratto dall’Avaro di Molière e riportato in chiave partenopea con le magistrali interpretazioni di Rosario Giglio e Sasà Palumbo accompagnati da un gruppo di prima scelta. A seguire la Compagnia Comica Salernitana, la stabile dell’Arbostella si cimenterà in un esilarante testo riscritto e riadattato da Giovanni Bonelli dal titolo “Vaco a Napoli pe n’affare” dove si alterneranno sul palco numerosi personaggi, tutti caratterizzati dalla sapiente regia di Gino Esposito. A novembre esordio sulle tavole del palco di Viale Verdi per una compagnia partenopea affermata la CMS Mario Scarpetta che allieterà la platea con la classica e comica “Tre pecore viziose” di Eduardo Scarpetta, rivisitata in chiave del tutto particolare dalla regia di Mimmo Cacciapuoti. A dicembre un classico edoardiano di prim’ordine messo in scena da un gruppo salernitano di primo ordine che ha vinto premi in tutta Italia: La compagnia dell’Eclissi presenterà l’”Arte della Commedia” con il riadattamento di Felice Avella e la regia di Marcello Andria.
Dopo la pausa natalizia, dove la direzione artistica sta pensando a ricche sorprese, con spettacoli della Compagnia Comica Salernitana di Gino Esposito e l’Antica Italiana di Gaetano Troiano il cartellone ripartirà dal 6 gennaio 2018 con il ritorno di una rodata compagnia napoletana già ospite un paio di anni fa: il gruppo degli Zerottantuno, si misurerà in un testo dal titolo “E’ tornata zitella” tratto da Signori Biglietti di Rescigno e rivisitato da Felice Pace. Da fine gennaio e per i primi due week-end di febbraio un’altra storica conoscenza del pubblico dell’Arbostella: la compagnia TeatroMania di G.Tricarico porterà in scena un frizzante lavoro ridisegnato da Rino Grillo dal titolo “Matrimoni scombinati”.
A seguire risate con gli Amici del Teatro di Antonio Pollio che ritorneranno dopo il successo dello Scarfalietto dell’anno scorso con un altro testo scarpettiano dal titolo: “‘Na Commedia a richiesta”.
A marzo Gaetano Troiano con la sua compagnia All’Antica Italiana metterà in scena un raggiante ed umoristico “Non ci resta che maritarla” di Raffaele Caianiello. Ad aprile il turno di una delle compagnie storiche della rassegna: Gli Ignoti di Napoli misureranno la loro bravura in un altro capolavoro di Eduardo De Filippo dal titolo “La paura numero uno” con Marino Gennarelli e Patrizia Pozzi mentre la chiusura con il botto è affidata come sempre nelle mani della Compagnia Comica Salernitana che regalerà a maggio gli ultimi sorrisi di stagione al pubblico con un divertente testo di Samy Fayad dal titolo “Il Settimo si riposò”.
Illustrati infine ai presenti le attività laboratoriali sia per grandi che per piccini (curati dal maestro Gaetano Troiano accompagnato da un valido staff) che partiranno sempre da ottobre e termineranno con i saggi a giugno. Fissata inoltre la data della rassegna estiva Arena Arbostella in calendario quest’anno dal 28 agosto al 3 settembre.
Chiunque vorrà, potrà sottoscrivere l’abbonamento a 10 spettacoli al costo, invariato, di 90 euro da lunedi 17 luglio sino al 31 luglio, e dal 4 al 29 settembre 2017 (lun/ven 19.30-21.30). La direzione del teatro comunica inoltre che, essendoci stata un vasta adesione al rinnovo della tessera da parte dei vecchi abbonati, il numero dei carnet invenduti è molto limitato per cui si consiglia di affrettarsi all’acquisto. Sconti vantaggiosi per gli studenti universitari e stuzzicanti convenzioni per tutti.
Info e prenotazioni: www.teatroarbostella.it – 089-3867440 – 347-1869810