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Un Natale DA RIDERE al Teatro Arbostella a Salerno

“’O figlio e’ pàtemo”, è una commedia brillante scritta a quattro mani dal duo comico del Teatro Arbostella Giovanni Bonelli e Andrea Avallone.

Lo spettacolo è condotto dalla verve istrionica di Andrea Avallone (Domenico Di Maggio) insieme al suo amico di merende Giovanni Bonelli (Sabato Di Maggio).

La trama narra che i due fratelli diventano eredi di un grande patrimonio.

A causa di un banale incidente domestico(Domenico) perde la memoria e il fratello “serpente” (Sabato) coglie l’occasione per sfruttare la disgrazia (E’ chi ti dice che è una disgrazia?) per farsi nominare tutore del fratello così da poter disporre dell’intero asse ereditario.

Ma le circostanze cambiano, il “serpente “è costretto, suo malgrado, a mordersi la coda in un finale che lascia posto a qualche riflessione.

Lo spettacolo è gradevole, il ritmo incessante.

In tale contesto viene esaltata la   maschera naturale di Andrea Avallone: La sua frenetica comicità o se vogliamo anche la sua drammaticità grottesca vive, cresce in tante dimensioni caratteriali.

Tanti sipari che si aprono, si chiudono, si riaprono.

Bonelli da ottima spalla accende questa espressione di teatralità: Sonda, sente, vive gli umori del pubblico e coglie l’attimo giusto per abbattere quel muro sottile invisibile, che divide l’azione che si svolge sul palco con lo spettatore.

Completano il cast una domestica barese Francesca Musa che riesce a riempire contesti utili al gioco scenico, il suo dialetto genera sottintesi ed i equivoci che scatenano gags a ripetizione.

Maria Rosaria Sellitti, un’inquilina sbadata che sconvolge l’habitat familiare.

Enzo Galdo, un neurologo a cui riesce difficile anche formulare la più semplice delle diagnosi, che si rivela funzionale nelle dinamiche di palcoscenico.

Uno spettacolo divertente, semplice, presentato con grande umiltà e passione, non privo di contenuti.

Una comicità che vale la pena di vivere nel calore di un teatro povero dove sono poveri anche i sentimenti.

Lello Casella

A NATALE “VACO A NAPOLI PE N’AFFARE”

All’Arbostella spettacolo comico con protagonisti la coppia Bonelli – Avallone

Metti che una sera mi viene voglia di farmi due risate. Prenoto una poltroncina ,aggiunta, in un lato di questo teatro a misura di spettatore e vengo coinvolto in un ambiente anni 30.
Mi trovo, infatti, proiettato all’interno del Salone Margherita .
La rivista, un can can di “effetto” assordante e con tante “porte” che si aprono.
Atmosfere antiche come dire un pò … retrò.
Il teatro è l’Arbostella a Salerno -zona orientale- dove la compagnia stabile, la Comica Salernitana, diretta come sempre da Gino Esposito si sta cimentando in un testo riscritto e riadattato da Giovanni Bonelli dal titolo: “Vaco a Napoli pe n’affare
L’idea sarà pure “banale” ma funziona, il pubblico viene coinvolto.
Si rivivono temi e cartoline di una Napoli che fù.
La Napoli dei grandi artisti, (tra i quali Viviani e Scarpetta) della cultura .
Interno della Galleria Umberto I . Un bar (o meglio un caffè di notte e giorno) dei clienti bizzarri a dir poco .
Una venditrice di giornali( Nicoletta Romano) uno scrittore, una coppia (a proposito da citazione la caratterizzazione di Rita Cariello,) un tenore” intonato” (Carlo Simeoni)
Artisti squattrinati che fieri della loro arte spontanea sbarcano il lunario in cerca di qualche contratto.
Tale condizione diventa l’occasione per questo “cafone sopra le righe” che ,già entusiasta spettatore del can can,(Giovanni Bonelli )insieme alla sua compagna (Anna Aurelio) una signora niente fronzoli che addirittura gli tiene testa ,lo controbatte e a volte lo asseconda.
Partono da Caivano e si trovano per la prima volta a Napoli per un affare.
Vogliono scritturare artisti per poi portarli al loro paese per allietare una festa.
Entrano in questo “cafè” e incontrano alcuni amici di vecchia data.
Uno di questi è un cameriere capellone (Avallone) .Lui è “O Masterascio” e lavora tra queste porte girevoli.
Gira con “chiavi e grimaldelli” e apre a piacimento anche la serratura di Bonelli.
Anzi lui soltanto ha la chiave giusta ,diciamo pure che lui è la chiave …sic!
In scena si piacciono ,si divertono, si completano, si aprono …Appunto!
Da quel momento in poi si sviluppano dinamiche divertenti.
Ritrovano tra i tavoli del bar un altro vecchio amico (Francesco Delli Priscoli) che li invita a casa sua.
In questa casa di Napoli gli scenari diventano a dir poco esilaranti.
Il padrone di casa è in cura psichiatrica e il suo medico (Troiano) lo assiste H24.
In questa casa si vive un clima “surreale”. Oltre a medico e paziente -lui vedovo da poco- si trovano, anche , due domestici: (Enzo Galdo) il veterano e (Francesca Musa) l’esordiente, compongono un micidiale mix di
caratteri che insieme all’ottimo (Delli Priscoli) fanno da spalla alle trovate spontanee della coppia “masterascio e serratura” alias Bonelli – Avallone.
Il prodotto finale è godibile, pulito.
Nella sua semplicità la vicenda ha dei ritmi che funzionano a meraviglia .L’affare è fatto.
All’Arbostella la risata è sempre di scena.
Completano il cast gli attori esordienti Daniele Galdi, Annachiara Sammarco, Gioia Villani, Ciro Caroniti e Annalisa Apicella che, grazie alla singolare direzione artistica di Gino Esposito, fanno la loro bella figura. Una semplicità che cattura il pubblico.
L’essenzialità alla fine è quello che conta a discapito di tanti “soloni” delle scene, che preferiscono stare sul relativismo del “così è se vi pare” per (stravolta) interpretazione pirandelliana, piuttosto d’avventurarsi nella semplice concretezza.
Il lavoro sarà in scena al teatro Arbostella martedì 26 Dicembre ore 20:30 e mercoledì 27 Dicembre ore 21:30.
Quasi quasi me lo vado a rivedere ….”Se …Seeee” .
Lello Casella

“o’ fatt ro’ politèam” ultime repliche

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Teatro S. Margherita
Venerdì e Sabato p.v. alle 20 e 30 nell’impianto sito, nel quartiere di S. Margherita alla Via F. D’Allora nei pressi dell’uscita della tangenziale di Pastena, la Compagnia Teatrando Teatro metterà le ultime repliche de “O’ fatt ro’ politeàm”.
Il testo, comico in due atti, ideato da Lello Casella con l’adattamento e la regia di Sabrina Tortorella, è ambientato ai primi del 900 nel cuore della belle époque, in piena crisi del teatro classico di prosa.
La messa in scena molto semplice cerca di raccontare lo spirito del tempo e lo stato d’animo dei grandi maestri di prosa costretti, loro malgrado, a reinventarsi.
La scenografia trasforma il Teatro S. Margherita in una sorta di sipario che si apre su un ulteriore teatro.
Gioco, colore suggestione: Tutto in scena dai costumi, agli arredi, alle luci, ai gesti, agli sguardi, richiama una crisi profonda che investe il teatro e lo costringe a mettersi in discussione.
Su quest’impianto storico-culturale Lello Casella mette la propria verve artistica, accanto a lui Sabrina Tortorella chanteuse, che asseconda, coccola, gioca, vive e popola i suoi sogni.
Insieme a loro ci sono attori riottosi, quando non improvvisati, attrici, o presunte tali, alcune attratte dalle luci del varietà e dalla voglia di diventare famose soubrettres e poi i tradimenti, i compromessi e le bugie, raccontate in primis a se stessi, di un teatro che s’arrangia suo malgrado e si ridefinisce, proponendo un repertorio che pone un interrogativo importante: si tratta pur sempre di arte? Il teatro è diventato altro da sé o invece è morto? Sono questi gli spunti di riflessioni che si nascondono tra le pieghe dei personaggi, dei loro caratteri sapientemente studiati, tra malinconia, comicità e umorismo, affinché si possa recuperare un’arte di inestimabile valore quale il teatro, quello autentico.
Lo spettacolo comico, tutto ritmo è arricchito da autentiche trovate coreografiche affidate a Francesco Boccia Art director della New space of dance di Salerno.
Il suo fantastico balletto popola il sogno di Enrico.
I ballerini sono la levità, la leggerezza, la carezza, la sensibilità ma anche animazione e sconfinamento.
Can Can fantasmagorici insieme a tango e tarantella scandiscono momenti di trasgressione, passione, sentimento, allegria.
La vicenda narra di un tradimento che si consuma in una casa in affitto e del sogno appagante che ne deriva.
Giacomina (Sabrina Tortorella) l’amante di Errico (Lello Casella) vuole assistere ad uno spettacolo di Cafè chantant al Politeama.
Errico che ha appena vissuto con lei ore di passione decide di accontentarla.
Giacomina felice si prepara per l’evento. Errico, invece, crolla in un sonno profondo: Sogna l’ingresso al Politeama con l’avvenente amante.
Da lì una serie di vicissitudini che li vede coinvolti in questa surreale messa in scena.
I personaggi, frutto dell’immaginario onirico, si presentano con caricature dell’espressione e dei caratteri, si fondono nei colori e nella vivacità dei ballerini che diventano i loro “angeli custodi” tesi ad elevarne – semmai- virtù nascoste.
Lo spettatore è divertito, affascinato, coinvolto dall’intera vicenda e da un finale emozionante, coreografico.
Sul palco del S. Margherita un nutrito gruppo di attori attrici, ballerine, che ben si destreggiano tra vicenda, musica e iperbolici percorsi di teatro.
Attori: Roberta Manzo, Gianmarco Citro, Vincenzo Citro, Diodemo Dell’Orto, Marcella Mari, Giuseppe Noschese, Pina Amato, Enzo Melillo, Martina Casaburi, Carmine Rinaldi, Pia Mari, Gaia De Angelis, Camilla De Angelis, Rosanna Scarano, Miriana Scarpa, Rossella Noschese, Benny Annunziata, Angelo Dell’Orto, Nicolò Motti
Scenotecnica: Angelo Cirillo Teatrando Teatro
Costumi su bozzetti d’epoca: Laboratorio Teatro Arbostella
Ballerine: Francesca Alberti, Margherita Buonomo Eleonora Marfella, Lucia Aprile, Martina Iannuzzelli Camilla Liguori, Giada Ciccullo, Alessandra Cavallo, Alessandra Mastrogiovanni, Teresa Guerritore Anna Falco
Coreografie: Francesco Boccia, Alessandra D’Onofrio
Assistenti: Danila Flauti, Silvana Barba
La ricerca musicale a cura di Ciro Casella ci porta nell’immaginario della passeggiata solita per Via Toledo che costituiva l’antipasto prima del divertimento, che aveva il suo tempio nella Galleria dove si trovavano i più celebri Caffè Chantant.
Info e prenotazioni 3385884051

GRANDE SUCCESSO COMICO

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Teatro S. Margherita Laboratorio

O’ fatt rò politeàm è lo spettacolo che la Compagnia Teatrando Teatro metterà in scena domani alle 20 e 30 nell’impianto sito, nel quartiere di S. Margherita il più popoloso di Salerno, alla Via F. D’Allora nei pressi dell’uscita della tangenziale di Pastena.

Il testo, comico in due atti, ideato da Lello Casella con l’adattamento e la regia di Sabrina Tortorella, è ambientato ai primi del 900 nel cuore della belle époque, in piena crisi del teatro classico di prosa.

La messa in scena molto semplice cerca di raccontare lo spirito del tempo e lo stato d’animo dei grandi maestri di prosa costretti, loro malgrado, a reinventarsi.

La scenografia trasforma il Teatro S. Margherita in una sorta di sipario che si apre su un ulteriore teatro.

Gioco, colore suggestione: Tutto in scena   dai costumi, agli arredi, alle luci, ai gesti, agli sguardi, richiama una crisi profonda che investe il teatro e lo costringe a mettersi in discussione.

Su quest’impianto storico-culturale Lello Casella mette la propria verve artistica, accanto a lui una Sabrina Tortorella scintillante che asseconda, coccola, gioca, vive e popola i suoi sogni.

Insieme a loro ci sono attori riottosi, quando non improvvisati, attrici, o presunte tali, alcune attratte dalle luci del varietà e dalla voglia di diventare famose soubrettres e poi i tradimenti, i compromessi e le bugie, raccontate in primis a se stessi, di un teatro che s’arrangia suo malgrado e si ridefinisce, proponendo un repertorio che pone un interrogativo importante: si tratta pur sempre di arte? Il teatro è diventato altro da sé o invece è morto? Sono questi gli spunti di riflessioni che si nascondono tra le pieghe dei personaggi, dei loro caratteri sapientemente studiati, tra malinconia, comicità e umorismo, affinché si possa recuperare un’arte di inestimabile valore quale il teatro, quello autentico.

Una citazione merita Gianmarco Citro che nell’immaginario onirico di Errico è uno squattrinato che diventa ricco fino ad insidiare l’amante.

Poi Roberta Manzo, la moglie, che subisce l’instabilità emotiva e sentimentale del marito viene “trascinata”, suo malgrado, in questo ” onirismo” fatto di intrigo, di cafè chantant.

Buone le caratterizzazioni di Vincenzo Citro, Marcella Mari, Giuseppe Noschese, Enzo Melillo.

Ordinate le interpretazioni di Pina Amato e Diodemo Dell’Orto

Lo spettacolo comico, tutto ritmo è arricchito da autentiche trovate coreografiche affidate a Francesco Boccia Art director della New space of dance di Salerno.

Il suo fantastico balletto popola il sogno di Enrico.

I ballerini sono la levità, la leggerezza, la carezza, la sensibilità ma anche animazione e sconfinamento.

Can Can fantasmagorici insieme a tango e tarantella   scandiscono   momenti di trasgressione, passione, sentimento, allegria.

La vicenda narra di un tradimento che si consuma in una casa in affitto e del sogno appagante che ne deriva.

Giacomina (Sabrina Tortorella) l’amante di Errico (Lello Casella) vuole assistere ad uno spettacolo di Cafè chantant al Politeama.

Errico che ha appena vissuto con lei ore di passione decide di accontentarla.

Giacomina felice si prepara per l’evento. Errico, invece, crolla in un sonno profondo: Sogna l’ingresso al Politeama con l’avvenente amante.

Da lì una serie di vicissitudini che li vede coinvolti in questa surreale messa in scena.

I personaggi, frutto dell’immaginario onirico, si presentano con caricature dell’espressione e dei caratteri, si fondono nei colori e nella vivacità dei ballerini che diventano i loro “angeli custodi” tesi ad elevarne – semmai-  virtù nascoste.

Lo spettatore è divertito, affascinato, coinvolto dall’intera vicenda e da un finale emozionante, coreografico.

Sul palco del S. Margherita un nutrito gruppo di attori attrici, ballerine, che ben si destreggiano tra vicenda, musica e iperbolici percorsi di teatro.

Attori: Martina Casaburi, Carmine Rinaldi, Pia Mari, Gaia De Angelis, Camilla De Angelis, Rosanna Scarano, Miriana Scarpa, Rossella Noschese, Benny Annunziata, Angelo Dell’Orto, Nicolò Motti

Scenotecnica: Angelo Cirillo Teatrando Teatro

Costumi su bozzetti d’epoca: Laboratorio Teatro Arbostella

Ballerine: Francesca Alberti, Margherita Buonomo Eleonora Marfella, Lucia Aprile, Martina Iannuzzelli Camilla Liguori, Giada Ciccullo, Alessandra Cavallo, Alessandra Mastrogiovanni, Teresa Guerritore Anna Falco

Coreografie: Francesco Boccia e Alessandra D’Onofrio

Assistenti: Danila Flauti, Silvana Barba

La ricerca musicale a cura di Ciro Casella ci porta nell’immaginario della passeggiata solita per Via Toledo che costituiva l’antipasto prima del divertimento, che aveva il suo tempio nella Galleria dove si trovavano i più celebri Caffè Chantant.

Lo spettacolo andrà in replica nei giorni di venerdì 15 e sabato 16 dicembre con inizio ore 20,30.

Info e prenotazioni 3385884051

CHE COMICO TRA MAGIA, TEATRO E CABARET

Sabato 2 e domenica 3 dicembre al Ridotto
Marco Cristi e Mago Elite i protagonisti dello show varietà

Salerno, 30 novembre 2017  Un folle esperimento di teatro fantastico, un mix di cabaret e magia, in cui l’illusionismo è inserito in una storia, una cornice teatrale vera e propria. Con “La magia del Cabaret”, in scena sabato 2 (alle 21) e domenica 3 dicembre (alle 19.15) al Teatro Ridotto di Salerno prosegue “Che Comico” la stagione ideata dalla Gv Eventi con la direzione artistica di Gianluca Tortora. Sul palco Marco Cristi e Mago Elite.
Un borghese ed uno scugnizzo, due personalità distinte ed agli antipodi, dalle estrazioni sociali  opposte, si incontrano sul palco e diventano amici. La familiarità che stranamente li unisce li porta a raccontarsi, spontaneamente, ognuno a modo proprio. Di qui il pretesto per personaggi, gag, aneddoti e canzoni, ma anche momenti “alla charlot”, tra favola e poesia. Uno spettacolo che diverte, commuove, emoziona attingendo contemporaneamente al teatro ed alla magia.
Da una parte Cristi, lo “scugnizzo” della risata, uno dei monologhisti più dotati del cabaret napoletano, che riesce a conquistare il pubblico con maestria, dissertando ampiamente e portando all’esasperazione i comportamenti dell’ uomo e della donna nell’approccio amoroso. Usa spesso la mimica per descrivere e ironizzare sul sesso. Dall’altra Elite, un artista davvero unico e poliedrico, un po’ mago, un po’ comico, un po’ cantante, un “prestigiattore”. Intrattenitore completo, attore-fantasista, che detesta il “clichè del mago in smoking”, anche Elite punta sul coinvolgimento continuo dello spettatore, che diventa protagonista di esilaranti “situation comedy”. Si cambia perfino d’abito istantaneamente, un modo nuovissimo di fare magia, dichiaratamente ispirato al genio di Arturo Brachetti.
MAGO ELITE “Magheggia” fin da bambino. In oltre 20 anni di professionismo si è esibito in tv (Italia’s got Talent, La vita in Diretta , Lab5 , Punto su di te) gira i club di cabaret di tutt’Italia ed è stato ospite fuori gara dei prestigiosi premi Charlot e Re Di Bronzo. I suoi spettacoli sono stati in scena nei più famosi teatri del Bel Paese.
MARCO CRISTI Ha cominciato la sua carriera come artista di strada. Dal 1994 ad oggi le tappe sono state molteplici: dai club di cabaret di tutt’Italia al teatro, dalla radio alla televisione. Una carriera ventennale la sua con numerose apparizioni televisive  (La Sai L’Ultima, Un Posto al sole, La squadra, Zelig) ed il prestigioso premio Massimo Troisi.
INFO UTILI Lo spettacolo andrà in scena al Teatro Ridotto sabato 2 alle 21 e domenica 3 dicembre alle 19.15. Il costo del singolo biglietto è di 10 euro. Per informazioni e prenotazioni: 089 233998 oppure 3274934684 – http://www.teatroridotto.com.

Al Teatro Arbostella di scena la Compagnia dell’Eclissi con “L’Arte della Commedia” di Eduardo

Il rapporto tra realtà e finzione caratterizzerà il quarto appuntamento in cartellone della XII stagione teatrale comica del Teatro Arbostella di Salerno. Emozioni, suggestioni e ironia e saranno trasmesse al pubblico dai bravissimi attori della pluri-titolata “Compagnia dell’Eclissi” di Salerno (vincitrice di premi e nomination in tutta Italia da un decennio a questa parte) che per i primi tre week-end di dicembre porterà sulle tavole del palco della struttura di Viale Verdi un capolavoro di Eduardo De Filippo ovvero “L’arte della commedia” con la magistrale riduzione e adattamento di Felice Avella per la sapiente regia di Marcello Andria.

La trama. Oreste Campese (Felice Avella), capocomico di una compagnia di guitti, si reca da De Caro (Ernesto Fava), prefetto di un capoluogo di provincia appena insediato, e gli espone i problemi della compagnia. I due discutono sulla crisi del teatro, sul ruolo dell’attore, sui repertori e infine sul rapporto tra finzione e realtà, manifestando profonde divergenze.

Campese invita il prefetto al suo spettacolo, sperando che la presenza di un’autorità possa invogliare la gente del paesino ad andare a teatro; De Caro, però rifiuta e lo congeda bruscamente. Ma Campese si appropria di una lista di persone che devono essere ricevute e lancia una sfida: sarà in grado De Caro di distinguere fra le persone reali e i suoi attori travestiti? Dal prefetto si avvicenderanno il medico Quinto Bassetti (Enzo Tota), il parroco padre Salvati (Geppino Gentile), la maestra Lucia Petrella (Marica De Vita) e il farmacista Girolamo Pica (Andrea Iannone) che avevano chiesto udienza presentando i loro casi e lui e il suo segretario Giacomo Franci (Leandro Cioffi), nuovo del luogo, non riescono a capire se sono reali o se sono attori della compagnia. Nemmeno quando arriva il Maresciallo che dovrebbe arrestare Campese.

In questa opera Eduardo De Filippo non risolve l’enigma e lascia non solo il prefetto e il suo segretario ma anche il pubblico nel dubbio se coloro che si sono avvicendati davanti all’autorità per esporre le loro singolari storie di vita siano davvero un medico, un prete, una maestra, un farmacista, o siano solo degli attori che si fingono tali. Se dal punto di vista del prefetto è molto importante che l’enigma si risolva (soprattutto quando ha il dubbio di trovarsi di fronte al suicidio del farmacista), per il capocomico Campese non è poi così importante appurare se si tratti di realtà o di finzione. Sarà il pubblico, come sempre, a trarre le proprie conclusioni.

La pièce, curata nei minimi dettagli come detto dalla regia firmata Marcello Andria, si avvarrà delle belle scenografie di Luca Capogrosso arricchita dai costumi di Angela Guerra,

Spettacoli nei fine settimana 2-3-9-10-16-17 dicembre 2017.  Il sabato alle 21.15 e la domenica alle 19.15. Costo del singolo biglietto 12 euro, ridotto 10. (si consiglia prenotazione)
Info: 089/3867440 – 347/1869810 – www.teatroarbostella.it

C’ERA UNA VOLTA SI TINGE DI ROSSO

Il 19 dicembre al Delle Arti il family show “Babbo Natale nel paese delle zucche”
Hallowen “contro” slitte e renne: il bene e il male allo specchio
Al via anche le visite guidate animate a cura della compagine salernitana

 

Salerno, 17 Novembre 2017 Si respira già aria di Natale con C’era una Volta VI, gli appuntamenti con lo spettacolo per grandi e piccoli ideati dalla Compagnia dell’Arte diretta da Antonello Ronga in collaborazione con il Teatro delle Arti. Dopo il grande successo del primo spettacolo in cartellone, il debutto de “Il segreto dell’Oceano” che ha registrato 1500 spettatori, la stagione prosegue domenica 19 novembre con “Babbo Natale nel paese delle zucche”, un mix tra Halloween (versione paese d’autunno che non fa paura) e slitte con le renne, due mondi agli antipodi specchio del bene e del male. Il copione è scritto a quattro mani da Claudio Tortora e Antonello Ronga, rispettivamente padre e figlio artistico, che insieme hanno elaborato una storia che è un crescendo di emozioni.
LA TRAMA C’era una volta… il mondo di Halloween, dominato dal re delle zucche, Jack, pieno di stravaganti personaggi che divertono e un po’ spaventano. Ma c’era una volta… anche il mondo del Natale, governato dal simpatico Babbo, dove regnano il buonumore, la spensieratezza e le buone azioni, che tutti i bambini amano e desiderano. E se per una strana coincidenza questi due mondi si mescolassero? Cosa farebbe Babbo Natale, riuscirebbe a trasformare il re delle zucche in un buono? In scena una simpaticissima e vivace rappresentazione che racconta una fantasiosa storia in cui la redenzione ed il perdono diventano armi invincibili per poter creare un mondo migliore, qualunque sia l’estrazione sociale o il luogo di appartenenza. Il fulcro del racconto resta l’intramontabile percorso da fare in compagnia dei piccoli spettatori, districandosi tra il bene ed il male, per arrivare alla meta finale: convivenza e rispetto, ed all’inaspettato (ma non troppo) miracolo di Natale.
I PROTAGONISTI A rappresentare il mondo di Halloween saranno Jack, il fabbro del villaggio (Mauro Collina) Odette, la sua fidanzata (Fortuna Capasso) Jill, la sua migliore amica (Katia Caivano) e la maga del villaggio (Renata Tafuri). Babbo Natale sarà interpretato da Massimiliano Palumbo, mentre Valentina Tortora, Federica Buonomo, Martina Iacovazzo e Francesco Canale saranno gli elfi. Nei panni del diavoletto Aleppo Francesco Maria Sommaripa. C’era una Volta non sarebbe possibile senza l’aiuto della Bottega San Lazzaro per le scenografie, il Professional Ballet di Fortuna Capasso del Teatro delle Arti (la Capasso firma anche le coreografie insieme con Davide Raimondo); Cristina Mazzaccaro (vocal coach). A riempire la scena i meravigliosi costumi realizzati dalla sartoria di Rosaria Casaburi e la costumeria firmata Scena Labarte . Prima che piccoli e grandi accedano alla platea, il Nonosolo Gospel di Simona Guida, il coro salernitano che nel corso degli anni ha riscosso notevoli successi nelle diverse esibizioni che hanno toccato Chiese, Teatri, Piazze e tv nazionali, riscalderà gli animi nel foyer tra canzoni natalizie e non solo.
INFO UTILI Tre le repliche domenicali per ogni spettacolo: 11, 17 e 19:15. Il prezzo del singolo biglietto è di 10 euro per il bambino, 12 per l’adulto. Contemporaneamente alla stagione teatrale la Compagnia dell’Arte ha dato il via anche alle visite guidate animate “Salerno tra leggenda e realtà” che si avvarranno di guide turistiche autorizzate dalla Regione Campania. Anche questa un ‘occasione formato family per rimanere incantati col naso all’insù a guardare il campanile del Duomo e ascoltare tutte le leggende che aleggiano sulla città. Le visite si svolgono su prenotazione dal lunedì al sabato. Telefono: 089 221807 – 320 2659282 – http://www.teatrodellearti.com.

…quasi un cafè chantant…!!!!

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Teatro S. Margherita Laboratorio

O’ fatt ro’ politeàm è lo spettacolo che la Compagnia Teatrando Teatro metterà in scena nell’impianto sito, nel quartiere di S. Margherita, il più popoloso di Salerno, alla Via F. D’Allora nei pressi dell’uscita della tangenziale di Pastena.
Il testo comico, in due atti, ideato da Lello Casella con l’adattamento e la regia di Sabrina Tortorella, è ambientato ai primi del ‘900 nel cuore della belle époque, in piena crisi del teatro classico di prosa.
La messa in scena, molto semplice, cerca di raccontare lo spirito del tempo e lo stato d’animo dei grandi maestri di prosa costretti, loro malgrado, a reinventarsi.
La scenografia trasforma il Teatro S. Margherita in una sorta di sipario che si apre su un ulteriore teatro.
Gioco, colore, suggestione: tutto in scena dai costumi, agli arredi, alle luci, ai gesti, agli sguardi, richiama una crisi profonda che investe il teatro e lo costringe a mettersi in discussione.
Su quest’impianto storico-culturale Lello Casella mette la propria verve artistica.
Insieme a lui ci sono attori riottosi, quando non improvvisati, attrici, o presunte tali, alcune attratte dalle luci del varietà e dalla voglia di diventare famose soubrettres e poi i tradimenti, i compromessi e le bugie, raccontate in primis a se stessi, di un teatro che s’arrangia suo malgrado e si ridefinisce, proponendo un repertorio che pone un interrogativo importante: si tratta pur sempre di arte? Il teatro è diventato altro da sé o invece è morto? Sono questi gli spunti di riflessioni che si nascondono tra le pieghe dei personaggi, dei loro caratteri sapientemente studiati, tra malinconia, comicità e umorismo, affinché si possa recuperare un’arte di inestimabile valore quale il teatro, quello autentico.
Lo spettacolo comico, tutto ritmo, è arricchito da autentiche trovate coreografiche affidate a Francesco Boccia Art director della New space of dance di Salerno.
Il suo fantastico balletto popola il sogno di Enrico. I ballerini sono la levità, la leggerezza, la carezza, la sensibilità ma anche animazione e sconfinamento.
Can Can fantasmagorici insieme a tango e tarantella scandiscono momenti di trasgressione, passione, sentimento, allegria.
La vicenda narra di un tradimento che si consuma in una casa in affitto e del sogno appagante che ne deriva.
Giacomina (Sabrina Tortorella) amante di Errico (Lello Casella) vuole assistere ad uno spettacolo di Cafè chantant al Politeama.
Errico che ha appena vissuto con lei ore di passione decide di accontentarla.
Giacomina, felice, si prepara per l’evento, Errico, invece, crolla in un sonno profondo: sogna l’ingresso al Politeama con l’avvenente amante.
Da lì una serie di vicissitudini che li vede coinvolti in questa surreale messa in scena.
I personaggi, frutto dell’immaginario onirico, si presentano con particolari caratterizzazioni, si fondono, a volte, nei colori e nella vivacità dei ballerini che diventano i loro “angeli custodi” tesi ad elevarne – semmai- virtù nascoste.
Lo spettatore è divertito, affascinato, coinvolto dall’intera vicenda e da un finale emozionante e coreografico.
Sul palco del S. Margherita un nutrito gruppo di attori, attrici, ballerine che ben si destreggiano tra vicenda, musica e iperbolici percorsi di teatro.
Attori: Roberta Manzo, Pina Amato, Vincenzo Citro, Gianmarco Citro, Diodemo Dell’Orto, Enzo Melillo, Marcella Mari, Giuseppe Noschese, Martina Casaburi, Carmine Rinaldi, Pia Mari, Gaia De Angelis, Camilla De Angelis, Rosanna Scarano, Miriana Scarpa, Rossella Noschese, Benny Annunziata, Angelo Dell’Orto, Nicolò Mutti
Scenotecnica: Angelo Cirillo Teatrando Teatro
Costumi su bozzetti d’epoca: Laboratorio Teatro Arbostella
Ballerine: Francesca Alberti, Margherita Buonomo Eleonora Marfella, Lucia Aprile, Martina Iannuzzelli Camilla Liguori, Giada Ciccullo, Alessandra Cavallo, Alessandra Mastrogiovanni, Teresa Guerritore Anna Falco
Coreografie: Francesco Boccia, Alessandra Dono, Alessandra D’Onofrio
Assistenti: Danila Flauti, Silvana Barba
La ricerca musicale a cura di Ciro Casella ci porta nell’immaginario della passeggiata solita per Via Toledo che costituiva l’antipasto prima del divertimento, che aveva il suo tempio nella Galleria dove si trovavano i più celebri Caffè Chantant.
Sul finire del XIX secolo, quando Parigi divenne il simbolo del divertimento e della vita spensierata, i café-chantant valicarono le Alpi per essere importati anche in Italia.
La novità esplose a Napoli, dove l’epoca d’oro del caffè-concerto coincise con quella della canzone napoletana. Il café-concert, o più comunemente café-chantant, italianizzato in caffè-concerto, è un genere di spettacolo nel quale si eseguivano piccole rappresentazioni teatrali e numeri di arte varia (operette, giochi di prestigio, balletti, canzoni ecc.) in locali dove si potevano consumare bibite e generi alimentari nel corso dello spettacolo. Per estensione, il café-concert è anche il locale che ospitava tale genere di spettacolo.
Fare teatro, musica o arte in generale non risponde solo ad un bisogno espressivo. L’industria culturale genera indotto economico per numerose figure e tipologie professionali e contribuisce allo sviluppo del territorio.
Le difficoltà di bilancio degli Enti pubblici sono certamente un ostacolo importante, ma ci si augura che possano essere trovati i fondi necessari e una comune visione che permetta a questo immobile di proprietà del Comune, dove la nostra Compagnia opera grazie alla gentile concessione di Don Sabatino Naddeo, parroco della Parrocchia di S. Margherita, di trasformarsi in un centro di cultura polivalente.
Un teatro – laboratorio- al servizio del quartiere che possa smuovere le coscienze, affinché si possa recuperare un’arte di inestimabile valore quale il teatro, quello autentico e garantire, al rione e alla città intera, una programmazione dell’offerta culturale strutturata e continuativa.
Lo spettacolo andrà in scena nei giorni di venerdì 1, sabato 2, sabato 9, venerdì 15 e sabato 16 dicembre con inizio alle ore 20,30.
Info e prenotazioni: tel. 3883510980 – 3471209778.

Ciro Casella

CON I FRATELLI GALLO CALA IL SIPARIO SULLA XX EDIZIONE GIFFONI TEATRO

In scena al Giardino i “Sette vizi napoletani” con la partecipazione dell’autore de “I Bastardi di Pizzofalcone” Maurizio De Giovanni.

 

Giffoni Valle Piana, 23 agosto 2017.

 

Ultimo appuntamento al Giardino degli Aranci con la XX edizione dell’evento organizzato e promosso dall’associazione omonima presieduta da Mimma Cafaro, con il sostegno del Comune di Giffoni Valle Piana.
Venerdì 25 agosto i fratelli Gianfranco e Massimiliano Gallo, due partenopei divenuti ormai nomi di spicco delle produzioni televisive, cinematografiche e teatrali, chiudono l’edizione estiva con “Sette vizi napoletani”, uno spettacolo di teatro canzone in cui si raccontano i vizi del popolo al quale entrambi appartengono in modo viscerale.
Autore della commedia è Gianfranco Gallo, che ha già scritto oltre 20 spettacoli teatrali ed è stato interprete di fortunate soap opera (veste i panni di Rocco Giordano in “Un posto al sole”) e di diverse pellicole che hanno ottenuto successo a livello nazionale tra cui “Fortapasc” e il più recente “Indivisibili”. Non è da meno il percorso artistico del fratello Massimiliano che ha collaborato al cinema, tra gli altri, con Edoardo De Angelis, Ferzan Ozpetek e Vincenzo Salemme, recitando inoltre in serie tv come “Il clan dei camorristi”, “I bastardi di Pizzofalcone” e “The Young Pope” di Paolo Sorrentino.
“La Cazzimma”, “La Bizzuocaria”, “La Vittimismeria”, “La Sfrantummazione”, “La Maschimeschinità”, “La Scassoneria”, “La Camorra”, Gallo battezza sette parole che nel suo stile caustico ed ironico accompagneranno gli spettatori in un viaggio unico in cui tradizione e modernità si fondono alla perfezione e che conduce dritto all’indole dei napoletani.
I testi sono molto forti e significativi costituiti da parti comiche ma anche da momenti di commozione e di gran suggestione nel segno della tipica scrittura di Gianfranco, autore ormai con una sua precisa poetica.
La partecipazione di Maurizio De Giovanni, l’autore de “I Bastardi di Pizzofalcone, de “Il Commissario Ricciardi” e di tantissimi altri successi editoriali e televisivi internazionali, rappresenta poi il valore aggiunto dello spettacolo. Lo scrittore è oggi il personaggio napoletano maggiormente riconosciuto come icona di una Napoli alternativa, migliore, in continuo cambiamento, celebrato ed amato su tutto il territorio nazionale coi suoi milioni di lettori. De Giovanni con la sua voce particolarissima ed i suoi occhi spiritati, leggerà brani scritti appositamente e giocherà con i Gallo in modo divertente e provocatorio. Sarà l’avvocato difensore per ognuno di essi. Ad accompagnare i Gallo, anche il chitarrista Antonio Maiello che con il suo strumento e la sua Loop Station fungerà da vera ed originale orchestra. Accanto una band di livello altissimo, musicisti già di Edoardo ed Eugenio Bennato, di Gragnaniello, Sastri e di tanti altri impegnati in “Torna Maggio”, “Assaie”, “Qualcosa arriverà”, Acqua ‘e rose” “Pace e Serenità” di Pino Daniele, “A cchiu’ bella cosa” di Totò. Su di uno schermo immagini e video rievocativi di grande interesse artistico.
INFO UTILI Lo spettacolo avrà inizio alle 21; il costo del biglietto è di 13 euro (comprensivi di prevendita). Per informazioni: Associazione Giffoni Teatro – tel. 339 4611502 – www.giffoniteatro.it –  e-mail: info@giffoniteatro.it; Botteghino del Teatro nei giorni di spettacolo ore 19.00 – 21,30.

DEBORA CAPRIOGLIO SUL PALCO DI GIFFONI LUNEDÌ 21 SARÀ BRUNA IN “CALLAS D’INCANTO” L’opera di Roberto D’Alessandro ripercorre la storia pubblica e privata della divina

Giffoni Valle Piana, 19 agosto 2017 Un omaggio ad una grande donna e ad una grande artista. Giffoni Teatro, XX edizione dell’evento organizzato e promosso dall’associazione omonima presieduta da Mimma Cafaro, con il sostegno del Comune di Giffoni Valle Piana, prosegue lunedì 21 agosto, con Debora Caprioglio in “Callas d’incanto”. L’attrice, sul palco del Giardino, sarà Bruna, la fedele governante della “divina”, al suo servizio per oltre 20 anni e quindi sua memoria storica.
Lei è stata l’ombra della Callas e come una Vestale, ne custodisce la memoria, i ricordi, l’idea di una donna che ha rappresentato tutta la sua esistenza, per la quale la sua vita ha avuto ed ha ancora una ragione che va al di là del semplice esistere.
Bruna rappresenta la semplicità, la quotidianità, quella contingenza davanti alla quale non è possibile valutare il genio, del quale tuttavia si avverte la statura, del quale si venera l’immensità di pensiero, la vastità delle imprese.
Così ascoltiamo la storia che ci racconta e ci troviamo al suo fianco a spiare come con vergogna i palpiti di quel cuore, la sua felicità, il suo tormento, tutta la tristezza del mondo.
L’opera, scritta e diretta da Roberto D’Alessandro, si pone quasi come un romanzo attraverso il quale è possibile ripercorrere la storia della Callas, la sua vita, il suo privato.
La sua statura artistica ha diviso il mondo dell’opera in prima e dopo la Callas. La sua capacità di interpretazione ha strappato la scena operistica all’affettazione dei gorgheggi fini a se stessi, ed è riuscita a dare un armonia ai personaggi del melodramma, mostrando sui palcoscenici di tutto il mondo un anima in una voce. Ma qui la Callas non è una voce in una donna, bensì una donna con una voce. E Bruna la racconta con fervore e passione quasi religiosa, soffermandosi maggiormente sul tormento della sua anima.
Ma ci sarà spazio anche per ripercorrere la sua grande storia d’amore, dopo l’incontro con Aristotele Onassis. La loro relazione, ed il triste epilogo concorrono ancora di più a dare alla vicenda una sacralità mitica che pare sussurrarci a tutti come la felicità non è di questa terra se due dei come loro non hanno potuto essere felici.
Bruna durante tutto lo spettacolo attende il ritorno della sua Madame. L’aspetterà per sempre, perché si sente come la tessera di un puzzle che completa un mosaico. Alla fine il desiderio di vedere entrare Maria Callas si fa irresistibile: “Madame – cioè la signora Callas non c’è, sta per arrivare.” E invece la divina non può entrare. Il suo corpo non è più tra noi anche se lei è ancora in mezzo a noi come un idea, una legenda, un mito…per una serata d’incanto.
INFO UTILI Lo spettacolo avrà inizio alle 21; Il costo del biglietto è di 13 euro (comprensivo di prevendita). Per informazioni: Associazione Giffoni Teatro – tel. 339 4611502www.giffoniteatro.it –  e-mail: info@giffoniteatro.it; Botteghino del Teatro nei giorni di spettacolo ore 19.00 – 21,30.

PASQUALE PALMA DOTTOR FUTURO A GIFFONI

Lunedì 7 agosto al Giardino il comico di Made in Sud
Con lui anche il trio prodigio dei “Malincomici”
Ancora disponibili i biglietti al botteghino del teatro dalle 19.

Giffoni Valle Piana, 5 agosto 2017 Una commedia teatrale tutta da ridere, che gioca sulle differenze tra gli anni ottanta e la realtà contemporanea con gag esilaranti e paradossi temporali. Dopo il grande di Francesco Cicchella, primo ospite di stagione, la XX edizione di Giffoni Teatro, l’evento organizzato e promosso dall’associazione omonima presieduta da Mimma Cafaro con il sostegno del Comune di Giffoni Valle Piana, prosegue lunedì 7agosto con Pasquale Palma tra i più amati comici napoletani, nei anni di “Dottor Futuro”.
Sul palco anche Gennaro Scarpato, Oreste Ciccariello e Mirko Ciccariello, tre giovani talenti provenienti della fucina comica partenopea, noti al pubblico come “I malincomici”, e le attrici Claudia Tranchese e Ida Anastasio.
La commedia, prodotta da Best Live, affida la regia ad Antonio Guerriero che firma anche la sceneggiatura insieme a Palma e Scarpato. Le musiche sono a cura di Tommaso Primo, tra i cantautori più apprezzati dell’attuale scena pop e world music napoletana.
Palma quest’anno ha lasciato Made in Sud portando con sé i suoi mitici personaggi, il rapper Arancino col suo tormentone “nessuno nasce impanato”, “Armando” l’ex fidanzato di Fatima, il fashion blogger “Floriano del Gatto” e il neopoetico ” Eddy Scampia” col la sua canzone ” Tutto a posto”, per intraprendere un percorso artistico diverso. Vanta già la partecipazione a film che hanno sbancato al box office in Italia, su tutti “Si accettano miracoli” di Alessandro Siani.
LA TRAMA Nel 1986 Eugenio Dragonara decide di farsi ibernare per sfuggire alle proprie responsabilità con la garanzia di farsi scongelare nel 2017. Lo scienziato, Dottor Futuro, chiamato per tale operazione però muore e il lavoro toccherà al suo unico nipote, interpretato da Palma, costretto a portare a termine l’esperimento per ricevere l’eredità dello zio. Sono diverse le ritrosie del giovane, prima su tutte il fatto che lui di scienza non capisce niente, e poi non è contento di portare quest’uomo in casa visto che lui non vive da solo. Pasquale infatti è fidanzato con Chiara, una donna quasi trentenne che ama molto, ma che ancora non ha potuto sposare per evidenti problemi economici. A completare questa bizzarra storia ci sono un avvocato, Alfonso Maria Campiello, giovane praticante presso uno studio notarile, che ha il compito di espletare le pratiche testamentarie, e uno studente del centro di ricerche, Nino Siniscalchi, che non fa niente per mascherare la sua scarsa dedizione al lavoro. A complicare non poco la faccenda c’è Lucia, mamma di Chiara e suocera di Pasquale.
INFO UTILI Lo spettacolo avrà inizio alle 21 al Giardino degli Aranci; il costo del biglietto è di 13 euro (comprensivi di prevendita). Per informazioni: Associazione Giffoni Teatro – tel. 339 4611502 – www.giffoniteatro.it –  e-mail: info@giffoniteatro.it; Botteghino del Teatro nei giorni di spettacolo ore 19.00 – 21,30.

“Prova ad A…mare” fa il pieno alla seconda Rassegna Estiva S. Margherita Arte e Teatro

Ernesto Lama, mattatore nella serata finale con Gaia Bassi.

Premio S. Margherita Arte e Teatro a Ernesto Lama, Don Sabatino Naddeo, Ciro Casella e Pasquale Capozzoli.

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Pubblico delle grandi occasioni sul giardino sagrato della chiesa di S. Margherita a Salerno, dove Ernesto Lama e Gaia Bassi, con l’aiuto musicale di Aniello Palomba alla chitarra e Salvatore Cardona al piano, hanno letteralmente entusiasmato con il loro spettacolo Prova ad A….mare.

Poesie, canzoni, frammenti del teatro di Viviani.

Viviani è la strada: le gioie, i dolori, i colori dell’anima.

La verità, la miseria, l’ingiustizia, marchiò le sue sceneggiature con una lingua scarna, aspra, tagliente, ben lontana da quello stile che faceva del teatro colto un’esclusiva delle classi più agiate, riuscendo perciò a coniugare contenuti molto profondi ad una possibilità di fruibilità da parte di tutti, anche attraverso la previsione di vari livelli di interpretazione delle opere.

Lama è grande cultore dell’artista stabiese.  Si vede che è a suo agio nel raccontarlo e nel rappresentarlo ma la sua forza sta nell’affrontarlo come se non lo conoscesse.

Sa che nel teatro di Viviani trova di tutto.

Inizia con ‘O scugnizzo ‘ che è stato anche l’esordio di Viviani.

Il repertorio continua con un ritmo e una grinta impressionante. Una macchina da guerra.

Cammina spedito ma rispettoso, umile.

Porta allo scoperto le emozioni e i sentimenti.

Spettacolo improvvisato quasi una prova con il pubblico.

Ha in mano la tavolozza e come un pittore sceglie, amalgama, sperimenta i colori giusti ora tenui, ora accesi.

Istrionico, ironico, sarcastico, provocatore.

Con lui in scena l’attrice Gaia Bassi che lo asseconda con grazia, eleganza, cuore, anima, ammirazione.

La voce calda di lei, avvolgente, accarezza il numeroso pubblico presente, circa cinquecento persone, che partecipa con grande entusiasmo. Lama si esalta, lo cattura trascinandolo in un vortice di emozioni.

Non mancano gli applausi a scena aperta.

Lui ha i suoi amici, la sua Gaia, il suo chitarrista Aniello Palomba.

Il trio delle meraviglie è in scena a S. Margherita, ma sente che manca qualcosa: e allora?  Trova tra il pubblico il pezzo “arrangiato ” che mancava: il pianista Cardone, componendo cosi l’ennesimo quadro!

Una tela intrigante, viva, palpitante…Si respira l’arte pura!

Per un artista, l’arte è una necessità che non si può manipolare.

Momenti esilaranti, coinvolgenti, un pubblico in visibilio che li applaude a ripetizione.

Lama prende a pretesto ” I Guappi” e porta Viviani a vivere i giorni nostri.

Lo cala nella nuova realtà, nella nuova frontiera della napoletanità: “i neomelodici.”

Arguto e frizzante si impossessa del tema, spara anatemi.

Analizza i versi di queste “arie” new age.

Cerca di spiegare i significati dei testi e come “cultore ” della materia pensa al testimonial chiamando dalla platea un suo amico che è venuto a vederlo.

“Il malcapitato” cerca di dissuaderlo ma lui non sente ragioni, lo vuole sul palco!

Antonio Speranza, attore professionista di origine salernitane, si impossessa del microfono e ti “spara” una canzone neomelodica.

La nuova frontiera della vecchia sceneggiata è qui.

Pubblico letteralmente piegato in due dalle risate.

E’ finita? Macché!!!!!

Prima un duo da pelle d’oca con la Bassi (Rusella Mia) poi a casa di un prete- siamo sul sagrato della chiesa di S. Margherita-  una poesia di Trilussa, poeta satirico romano, dal titolo “l’Uccelletto in Chiesa”.

Pensa bene di affidare il sonetto, pieno di doppi sensi, all’eleganza della sua “complice” Bassi che con estrema cura porta a compimento l’ardua missione.

Il finale è da incorniciare, una splendida ‘ A rumba de scugnizzi, le voci di entrambi si fondono dipingendo una tela intrisa di colori tenui, delicati, sullo sfondo di una serata fantastica fatta di sentimento, arte, amicizia e affetto.

Un teatro povero dove sono poveri anche i sentimenti.

Il vivianeo ha trionfato anche a Salerno: è lui l’emulo di Viviani!

Splendida artista Gaia Bassi, bravi musicisti Antonio Palomba e Salvatore Cardone.

Trionfo meritato e certificato dagli applausi convinti di un pubblico che ha risposto alla grande riempendo tutte le serate della rassegna.

Presenti alla serata l’Assessore al Bilancio Roberto De Luca e il consigliere Nico Mazzeo.

Il segnale è chiaro. Questa parte della città ha sete di cultura, aggregazione, di grandi eventi.

La rassegna giunta alla seconda edizione vuole crescere e si candida a diventare parte integrante degli eventi cittadini.

Il progetto teatro di 90 posti va realizzato al più presto per non disperdere il patrimonio messo insieme in questi anni con duro lavoro.

Un progetto che vuole dare vita ad un vero e proprio polo per la formazione e la didattica teatrale e delle arti in genere

Il Laboratorio Teatro S. Margherita è necessario per completare la rinascita socio culturale del quartiere che è uno dei più popolosi di Salerno.

Investire in cultura paga.

Questi sono   anche produttivi, a volte, più degli investimenti classici sia in termini economici che sociali.

Una citazione su tante, in chiusura, quella del nostro Leo De Berardinis”…non si può bleffare se c’è una civiltà teatrale, il teatro è una grande forza civile, il teatro toglie la vigliaccheria del vivere, la paura del diverso, dell’altro, dell’ignoto, della vita e della morte…”

Ernesto Lama e Gaia Bassi con i ragazzi dei quartieri a salerno

Bellissima iniziativa nell’ambito della II rassegna estiva s. Margherita arte e teatro a Salerno. I due attori domani alle 18 sul sagrato location della manifestazione incontrano i giovani, i ragazzi e la gente del quartiere. Appuntamento culturale, ma anche divertente, che fa da anteprima allo spettacolo previsto per le ore 21.

Nel corso dell’incontro gli artisti intratterranno il pubblico con aneddoti e racconti tra cinema e teatro. L’iniziativa rientra in un percorso formativo ed educativo che mira a coinvolgere ancora di più i quartieri della zona orientale di Salerno lontani dai grandi eventi e per far avvicinare sempre più le periferie al salotto buono della città.

“Siamo contenti della disponibilità degli attori a incontrare i ragazzi,felici di poter offrire questo evento – hanno detto Sabrina Tortorella e Lello Casella direttori artistici della manifestazione – speriamo in un’ampia partecipazione di pubblico attratto dalla curiosità di quello che Lama e Bassi racconteranno e dalla possibilità di scoprire da vicino il mondo del cinema e del teatro”.

Lo spettacolo che verrà rappresentato dopo l’incontro è una messinscena improvvisata, ossia una prova col pubblico. Gli spettatori saranno partecipi del percorso che gli artisti propongono in questa perfomance.

“Prova ad A…mare” con Ernesto Lama e Gaia Bassi è lo spettacolo che chiude la seconda edizione della Rassegna Estiva S. Margherita Arte e Teatro alle ore 21. Lo spettacolo racconta del grande drammaturgo stabiese Raffaele Viviani attraversando i momenti più salienti della sua produzione artistica sia musicale che ovviamente teatrale.

Dagli esordi con “O Scugnizzo”, ai mestieri con “O Tammurraro” per poi passare ai Guappi.

I Guappi di Viviani presi a pretesto per raccontare, in un modo davvero nuovo, la “sceneggiata napoletana”.

Una parodia tragi-comica dei più grandi successi del genere : da “O Festino” di P.Vento e E.A. Mario a “A Legge” per chiudere con “ Cinematografo”, brani qui riproposti in una veste completamente nuova ed originale.

Non mancano pieces teatrali esilaranti come “La Telefonata” di Annibale Ruccello o ancora “La Piuma” di Raffaele Viviani.

“Rea Confessa” di Pisano-Cioffi è l’omaggio del nostro spettacolo al genere della “macchietta” per completare un percorso che ha come leitmotiv il tema dell’Amore .

In definitiva uno spettacolo frizzante brioso di grande impatto con le scene riempite dalla bravura artistica ed umana di Ernesto Lama e Gaia Bassi accompagnati da chitarra e pianoforte per sancire e testimoniare l’arte nella maniera più incisiva quella della spontaneità, della naturalezza, della vita .

‘E Miracòl ‘e Santa Margherita

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I Miracòl…..

Equivoci e falsi miracoli, in una commedia tutta da ridere, il copione prende spunto da un idea di rivisitare e riadattare un testo di Gaetano Di Maio che alla metà degli anni settanta scrisse per il teatro Sannazzaro, allora diretto dall’attrice Luisa Conte, una notevole quantità di commedie, tutte in dialetto napoletano, e tutte disegnate su misura per quella compagnia che annoverò come protagonisti accanto alla Conte attori affermati quali Nino e Carlo Taranto, Pietro De Vico, Enzo Cannavale ma anche gli allora giovani Giacomo Rizzo, Oscar Di Maio e Giulio Adinolfi. Lo spettacolo dal titolo  “‘E MIRACOL ‘E SANTA MARGHERITA” nella versione attuale è stato ricostruito con onestà intellettuale che ha consentito di riproporre con pulizia un tipo di teatro facilmente contaminabile: L’originale “E’ ASCIUTO PAZZO O’ PARRUCCHIANO” fu scritta, probabilmente, in seguito al grande successo del musical di Garinei e Giovannini AGGIUNGI UN POSTO A TAVOLA, ed è facile immaginare che l’autore si sia ispirato, nel tratteggiare il ruolo di Don Sandro, al Don Silvestro di Johnny Dorelli. Quello che conta, in operazioni come questa, è la buona messinscena e dobbiamo dire che la pulizia della regia e la contagiosa simpatia di Lello Casella, nei panni del sacrestano Modestino, hanno la meglio su tutte le perplessità che comunque affiorano quando a proporsi sono attori di teatro amatoriale. Lo spettacolo diverte il pubblico, grazie anche alla misurata prova della brava Roberta Manzo, così dotata di personalità da consentire al debuttante Enzo Melillo, nell’impegnativo ruolo di Don Sandro, di vivere la scena con grande tranquillità. Divertente il cameo di Vincenzo Citro, un sindaco stralunato che si rianima solo se deve affrontare un discorso politico, essenziale la recitazione dei vari Gianmarco Citro nel ruolo dell’avvocato cugino del prete, di Giuseppina Amato brava caratterista nel ruolo di Donna Bianca cosi come Sabrina Tortorella che regala al personaggio di Celeste mossette ed isterismi da falsa puritana assolutamente irresistibili, debutto positivo anche per Carmine Rinaldi nel ruolo di Menico.

Una citazione a parte meritano i bravi e coraggiosi giovani Marcella Mari (Ninetta), Miriana Scarpa (Angelina), Pia Mari (popolana e cameriera), Giuseppe Noschese (baroncino), Rossella Noschese Gaia De Angelis Maria Pia Gentile e Martina Casaburi (Popolane). Le scene sono state realizzate da Angelo Cirillo e Vincenzo Cipriani, Montaggio Digital-Audio-Video Ciro Casella, Direttrice di Scena Gina De Martino, Paint Designer Sabrina Tortorella, Sartoria Giuseppina Amato, Fotografia Don Sabatino Naddeo.